Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 3 Marzo 2021

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Mettiamoci nei panni della madre dei figli di Zebedeo: due figli giovani, aiuto al padre nell’attivitร  di famiglia, di punto in bianco abbandonano barca e reti per seguire un maestro che insegna e fa guarigioni. Fatiche, rinunce, mancati guadagni: per arrivare a cosa? Quale finalizzazione? Ogni madre desidera per i propri figli la realizzazione di una vita buona, anzi la migliore possibile, e pazienza se i compagni di apostolato avranno da ridire.

Un’altra madre, Maria, forse sta lottando con questi stessi interrogativi: certamente anche per lei non รจ facile accettare le scelte di questo figlio cosรฌ diverso dagli altri, che ha parole inusuali (beati i poveri, chi vuole essere grande deve farsi servitore del prossimoโ€ฆ), che annuncia per sรฉ persecuzione, condanna a morte e anche una incomprensibile resurrezione. Maria si fa domande, ma non fa domande: osserva tutto e conserva nel cuore.

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Ed ecco il giorno della crocifissione. Se la croce รจ il trono da cui Cristo regna, per Giovanni si รจ adempiuta la richiesta della madre: Giovanni sta accanto al re, ma in un modo del tutto estraneo alle logiche del mondo, di sicuro non quello che avrebbe desiderato la sposa di Zebedeo.
โ€œEcco tua madreโ€ (Gv 19, 27): sotto la croce Giovanni viene nuovamente generato. Con lui si inaugura un nuovo modello di maternitร  in cui madre non รจ la donna che pretende garanzie per il successo dei figli, ma colei che li affida incondizionatamente all’amore di Dio.

Per riflettere

Molti di noiโ€”padri, madri, educatori, sacerdoti, catechistiโ€”sono chiamati ad accompagnare altri all’incontro con il Signore. Talvolta รจ prevalente in noi il desiderio di raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, piuttosto che la realizzazione dei disegni di Dio. Preghiamo per essere purificati e desiderare solo che si compia la sua volontร .

Preghiera finale

Santa Maria donna obbediente,
tu che hai avuto la grazia di camminare al cospetto di Dio,
fa’ che anche noi, come te, possiamo essere capaci di cercare il suo volto.
Aiutaci a capire che solo nella sua volontร  possiamo trovare la pace.
E anche quando egli ci provoca a saltare nel buio per poterlo raggiungere,
liberaci dalle vertigini del vuoto e donaci la certezza
che chi obbedisce al Signore non si schianta al suolo,
come in un pericoloso spettacolo senza rete,
ma cade sempre nelle sue braccia.
(Don Tonino Bello)


AUTORE: Consiglio Diocesano di Azione Cattolica di Pisa, Beatrice Granaroli
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi

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