Lโalba di una comunitร , di una fraternitร , della chiesa, sta nella rapida sequenza di una chiamata libera e costitutiva, di un andare verso e presso Colui che chiama, in un movimento che รจ risposta e adesione, secondo una finalitร delineata in modo netto e conciso: la compagnia dellโessere con Lui e lโinvio che si connota per la duplice prospettiva della parola e del gesto, lโannuncio di salvezza e lโazione che fa indietreggiare il male.
ร cosรฌ che Gesรน โfaโ i Dodici, costituendoli nellโunitร di un gruppo che raccoglie la molteplicitร plurale di volti e nomi, di storie e provenienze, di luci e ombre.
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Ciascuno porta il proprio nome, alcuni ne ricevono uno nuovo (cf. Ap 2,17), come la Gerusalemme del profeta Isaia che sarร โchiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherร โ (Is 62,2). A Simone viene imposto il nome di Pietro (cf. v. 16), la roccia sulla quale la misericordia di Dio vuole edificare la sua chiesa (cf. Mt16,18); altri riceveranno โi nomi di Boanรจrghes, cioรจ figli del tuonoโ (cf. v. 17), un titolo che accomuna due fratelli, paragonati ai fulmini, forse per il tratto impulsivo del loro carattere o per la loro ambizione (cf. Mc 10,35-45; Mt 20,20-24); di uno giร si dice che sarร il traditore del Maestro, colui che lo consegnerร a un destino di passione e di morte (cf. v. 19).
Questa pluralitร di nomi e di biografie, di doni e di limiti, di santi e peccatori riconciliati costituisce il sostrato di ogni esperienza ecclesiale, che รจ sempre polifonica, spesso auspicabilmente sinfonica, e talora umanamente dissonante e, a tratti, cacofonica.
E di questo elenco di nomi, nella loro varietร irriducibile, forse si ricordรฒ anche Francesco dโAssisi, quando โ richiesto di fornire lโidentikit dellโautentico frate minore โ disse che non poteva esserci unโunica figura esemplare, ma che la vera fraternitร nasce dalla sintesi che riunisce in sรฉ la vita e le attitudini di persone diverse: la fede di Bernardo, che la ebbe perfetta insieme con lโamore della povertร ; la semplicitร e la puritร di Leone; la cortesia di Angelo, che fu adorno di ogni gentilezza e bontร ; lโaspetto attraente e il buon senso di Masseo, con la dolcezza del suo parlare; la mente elevata nella contemplazione di Egidio; la preghiera incessante di Rufino, che pregava anche dormendo e in qualunque occupazione aveva incessantemente lo spirito unito al Signore; la pazienza di Ginepro, con la rinunzia alla propria volontร e con il desiderio di seguire il Cristo sulla via della croce; la robustezza fisica e spirituale di Giovanni delle Lodi, che a quel tempo sorpassรฒ per vigoria tutti gli uomini; la caritร di Ruggero, la cui vita e comportamento erano ardenti di amore; la santa inquietudine di Lucido, che, sempre all’erta, non voleva dimorare troppo a lungo nello stesso luogo, sapendo che la nostra stabile dimora รจ nei cieli (cf. Fonti francescane 1782).
Ecco la chiesa, un pugno di uomini che non hanno nulla di eccezionale nรฉ alcuna aura di perfezione, ma che forse avvertivano โla sfida di scoprire e trasmettere la โmisticaโ di vivere insieme, di mescolarsi, di incontrarsi, di prendersi in braccio, di appoggiarsi, di partecipare a questa marea un poโ caotica che puรฒ trasformarsi in una vera esperienza di fraternitร , in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggioโ (cf. Francesco, Evangelii gaudium 87).
fratel Emanuele
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