Un versetto appena, uscito dalla penna di Luca, che descrive un elemento della vita della prima comunitร e che, se letto bene, dovrebbe farci saltare sulla sedia. Sรฌ perchรฉ, nel gruppo dei discepoli, cโerano delle discepole.
E non donne di servizio ma, fra di esse, anche persone di rango. E che non facevano le perpetue stirando le camicie degli apostoli, ma collaboravano attivamente allโopera di annuncio del Signore, usufruendo anche del proprio patrimonio economico personale.
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Sappiamo che, al tempo di Gesรน, la donna nella civiltร ebraica era poco piรน di unโappendice del maschio, senza vera identitร , senza diritti, in tutto soggetta alle decisioni del marito o del padre. Non poteva uscire da sola, nรฉ parlare in pubblico, nรฉ pregare insieme agli uomini. Una condizione di servilismo assoluto e di subalternitร senza vie di scampo.
Invece veniamo a sapere che Gesรน aveva realizzato le pari opportunitร e senza troppi problemi ma con tantissimo scandalo. Sono passati duemila anni e la novitร e la freschezza di Gesรน, quellโintuizione cosรฌ innovativa, stenta ancora a realizzarsi nella Chiesa. E se lo facessimo, finalmente?
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