ย Lasciare andare
Il commento al Vangelo del giorno di don Cristiano Mauri.
Note per la comprensione del brano.
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Gesรน sfrutta di nuovo lโoccasione del sabato per insegnare in sinagoga.
Dopo avervi in precedenza incontrato un tale posseduto da uno spirito immondo, stavolta si imbatte in un uomo dalla mano โseccaโ. Si tratta probabilmente di una paralisi alla mano destra, quella che simboleggia lโazione, il lavoro e anche la forza.
Non cโรจ nessuna richiesta di guarigione, nemmeno da parte dellโinfermo. Cโรจ solo la tensione creata dallโaspettativa maligna degli scribi e dei farisei.
La malattia di quellโuomo anzichรฉ essere oggetto delle loro attenzioni, รจ solo vista come una possibile trappola, unโoccasione per aggiungere male al male che giร cโรจ.
Tutto ciรฒ รจ giร paradossale in generale, ma lo รจ ancor piรน in un contesto in cui la malattia non era considerata una sventura individuale ma collettiva.
Essa aveva ha che fare con il peccato, perciรฒ la presenza di un malato nella comunitร indicava la presenza del male in senso proprio. Il popolo eletto doveva invece essere un popolo sano perchรฉ ciรฒ era garanzia di libertร anche dal peccato. La malattia del singolo era dunque della comunitร intera e il comportamento di scribi e farisei รจ, in questo senso, davvero inspiegabile.
Ad aggravare ulteriormente il loro atteggiamento รจ lโuso manipolatorio del sabato che, dal punto di vista delle loro trame maligne, dallโessere giorno della gioia, della liberazione, della salvezza e della comunione con Dio diviene strumento per colpire lโavversario e occasione per manipolare il sofferente.
Gesรน, che legge i cuori, affronta la questione di petto, curando il male fisico dellโinfermo e il male interiore dei suoi avversari.
La domanda che volge a questi ultimi sposta il piano della questione: non cโรจ in gioco una diatriba su un precetto, bensรฌ una vita umana. Il piano non รจ giuridico ma morale. Il tema, infatti, non รจ esercitare la medicina o meno, ma fare del bene o fare il male e ad essere chiamati in causa sono proprio gli scribi e i farisei che si preoccupano della liceitร di una guarigione ma non dei sentimenti omicidi che albergano nei loro cuori.
La formulazione della domanda รจ come una strettoia: non potranno rispondere che di sabato รจ lecito ยซdistruggereยป una persona o ยซcondurla alla perdizioneยป, ma nemmeno diranno mai che รจ lecito guarire.
Guarendo il malato, Gesรน riafferma il vero significato del sabato come giorno di liberazione e salvezza, quelle operate dallโamore di Dio. Lโobbedienza al comando dellโamore รจ dunque il vero compimento del sabato.
Se la terapia sulla mano del malato porta i suoi frutti, non altrettanto capita a quella sui cuori di scribi e farisei. Dopo il miracolo, una ยซfolliaยป – cosรฌ alla lettera – rabbiosa e accecante si impadronisce di loro facendoli andare fuori di sรฉ. ร il mistero sconcertante dellโamore che trova come risposta la violenza.
Spunti per la riflessione sul testo.
ร sempre scioccante scoprire i lati oscuri delle persone che si stimano ed รจ tanto piรน sconvolgente quanto piรน grandi e luminose sono state le loro opere buone e le loro qualitร positive.
ร unโesperienza che credo a nessuno venga risparmiata, che riconosciamo senzโaltro – se siamo onesti – anche in noi stessi e che ci riporta alla veritร del fatto che lโanimo umano รจ un abisso insondabile.
Come รจ possibile che in noi abitino contemporaneamente volontร , desideri, ispirazioni di una bellezza e di una nobiltร abbaglianti, insieme a pensieri e istinti distruttivi, progetti maliziosi se non addirittura malvagi?
In che modo capita che nutriamo sincere aspirazioni di bene e allo stesso tempo alimentiamo odiosi pensieri maligni? Perchรฉ in molte occasioni siamo capaci di grande sensibilitร e in altre non ci tocca minimamente il destino dellโaltro, nemmeno di fronte a un serio pericolo?
Che paradosso inspiegabile. Ma รจ un fatto. A volte ce ne accorgiamo e ne soffriamo drammaticamente. Altre ne siamo consapevoli e ci giustifichiamo. In moltissime situazioni non ne abbiamo nemmeno coscienza.
Se le tentazioni ci dicono qualcosa dellโumanitร del Figlio di Dio, allora anche Gesรน ha provato sulla sua pelle quanto il cuore umano – anche il suo cuore di uomo! – possa essere attratto dal buio quanto dalla luce.
E quella cha dร a scribi e farisei non รจ affatto una lezione, ma solo una mano tesa a chi รจ in balia delle contraddizioni dellโanimo, dalle quali Gesรน stesso non puรฒ non essere passato prendendole cosรฌ su di sรฉ.
La fede in questo Cristo ce la giochiamo anche nellโaccogliere senza moralismi e nellโaffrontare senza volontarismi il mistero di luci e ombre che รจ il cuore di ognuno di noi.
[…] Continua qui…
Fonte: il sito di don Cristiano
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