Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 22 Maggio 2020

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Gesรน sa che la sua fine รจ vicina, sa che lo aspetta un epilogo drammatico della sua missione. Ha raccolto le sue ultime forze con immensa luciditร  per raccogliere accanto a sรฉ i suoi ignari apostoli. Ma non basta.

Potrebbe chiedere aiuto, invocare un sostegno, pretendere un poโ€™ di attenzione. Non lo fa. รˆ grande, il Signore. Immenso. Il suo cuore รจ sconfinato. Anche nel momento piรน faticoso, piรน tenebroso, piรน combattuto, mette da parte la sua umanissima pena e la sua paura comprensibile e si preoccupa per i suoi discepoli.

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Sa che non sono pronti. Teme, a ragione, che crolleranno miseramente davanti allo scatenarsi dellโ€™impero delle tenebre. E li incoraggia con la piรน semplice delle immagini: le doglie del parto. La sofferenza che stanno per vivere e che lui stesso vivrร , altro non รจ che il passaggio obbligato per dare alla luce qualcosa di nuovo.

Ed รจ ancora cosรฌ: se ci fidiamo del Signore, se a lui ci affidiamo, se diffidiamo della nostra presunzione, sperimentiamo che il dolore, eccetto quello che ci procuriamo da soli con i nostri giri di testa e che รจ totalmente sterile, รจ una tappa verso un nuovo orizzonte.

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