mons. Vincenzo Paglia – Commento al Vangelo del 10 Maggio 2020

- Pubblicitร  -

mons. Vincenzo Paglia

Il Vangelo che ci รจ stato annunciato ci riporta nellโ€™ultima cena di Gesรน con i discepoli. Gesรน era in procinto di lasciarli tra non molto anche noi celebreremo lโ€™ascensione al cielo e voleva che i discepoli capissero fino in fondo le esigenze del Vangelo: non bastavano le parole, occorrevano gesti concreti, ed egli ne diede per primo lโ€™esempio. Li vide tristi mentre diceva loro: โ€œAncora per poco sono con voiโ€ (Gv 13,33). Del resto come potevano non rattristarsi? Se ne andava colui per il quale avevano lasciato tutto: casa, terra, affetti, lavoro. Gesรน cercรฒ di tranquillizzarli: โ€œNon sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in meโ€. Glielo aveva giร  detto altre volte: โ€œChi crede in me, non crede solo in me, ma in colui che mi ha mandatoโ€ (Gv 12,44).

Con queste parole Gesรน riconfermava lโ€™identificazione tra la scelta per Dio e quella per lui. Volendo tradurre letteralmente il testo si dovrebbe dire: โ€œQuando uno mi dร  lโ€™adesione, non รจ a me che la dร , ma a colui che mi ha mandatoโ€. I discepoli lโ€™avevano intuito ma non in maniera chiara. Gesรน volle spiegarlo ancora, soprattutto in quel momento di addio, proprio perchรฉ in questa identificazione tra Gesรน e il Padre risiedeva e risiede ancora la discriminante della fede. Si trattava di capire, o meglio di accogliere con la mente e il cuore, il rapporto singolarissimo tra Gesรน e il Padre. Quella prima, piccola e fragile comunitร , per la quale Gesรน aveva lavorato e sofferto, non doveva rattristarsi. E spiegรฒ loro il motivo.

- Pubblicitร  -

รˆ lui per primo a non volersi staccare da loro; e glielo fece capire subito: โ€œNella casa del Padre mio ci sono molte dimoreโ€ฆ quando sarรฒ andato e vi avrรฒ preparato un posto, verrรฒ di nuovo e vi prenderรฒ con me, perchรฉ dove sono io siate anche voiโ€. Gesรน sta parlando della โ€œcasa del Padreโ€. Questa volta non si riferisce al tempio (Gv 2,16), ma al Regno di Dio, al Paradiso, al luogo ove vedremo Dio โ€œfaccia a facciaโ€. Non solo; Gesรน aggiunge che essi giร  conoscono la via per arrivarci. Tommaso, al sentire queste parole, sbotta: โ€œNon sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?โ€. Gesรน risponde: โ€œIo sono la via, la veritร  e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di meโ€. A questo punto interviene Filippo: โ€œMostraci il Padre e ci bastaโ€. Gesรน riprende a parlare con un accorato rimprovero: โ€œDa tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padreโ€. Tocchiamo qui il cuore del Vangelo e della fede cristiana. E forse di ogni ricerca religiosa. Sรฌ, dove cercare Dio? Dove incontrarlo? Lโ€™apostolo Giovanni, nella sua prima Lettera, dice: โ€œNessuno mai ha visto Dioโ€ (4,12), รจ Gesรน che ce lo ha rivelato. Questo sta a dire che se vogliamo โ€œvedereโ€ il volto di Dio, basta vedere quello di Gesรน; se vogliamo conoscere il pensiero di Dio basta conoscere il pensiero di Gesรน, il Vangelo; se vogliamo comprendere la volontร  di Dio basta vedere qual รจ la volontร  di Gesรน. Insomma, i cristiani non hanno altra immagine di Dio che quella di Gesรน. Il nostro Dio ha i tratti di Gesรน, il volto di Gesรน, lโ€™amore di Gesรน, la misericordia di Gesรน. Il Paradiso รจ Gesรน; guardando Gesรน vediamo Dio โ€œfaccia a facciaโ€.

E vediamo il volto di un Dio che รจ cosรฌ potente da guarire i malati, ma anche il volto di un bambino che appena nato deve fuggire per evitare la morte; vediamo un Dio che fa risorgere dalla morte ma che si commuove e piange per lโ€™amico morto. รˆ il volto di un Dio pieno di misericordia che cammina nelle nostre strade non per condannare e punire, bensรฌ per guarire e sanare, per confortare e sorreggere, per sostenere e aiutare chiunque ha bisogno. Chi non ha bisogno di un Dio cosรฌ? E alla fine della pericope Gesรน sembra davvero esagerare: โ€œchi crede in me, anchโ€™egli compirร  le opere che io compio e ne compirร  di piรน grandi di questeโ€. No, non รจ la solita esagerazione di Gesรน. รˆ piuttosto lโ€™ambizione che egli ha per i suoi discepoli di ogni tempo, lโ€™ambizione che ha anche per noi. Continuare ad amare come lui ha amato e ad operare come lui ha operato. Di una Chiesa cosรฌ ha bisogno il mondo; di discepoli cosรฌ ha bisogno questa nostra cittร . รˆ la consegna che Gesรน questโ€™oggi fa anche a noi.

Fonteil sito web di mons. Paglia

Salva

Salva


Altri Articoli
Related

don Tommaso Mazzucchi: Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026 (Adulti)

don Tommaso Mazzucchi della parrocchia San Pio da Pietrelcina...

mons. Giuseppe Mani – Commento al Vangelo di domenica 12 aprile 2026

Sul cammino di Emmaus Lโ€™episodio di Emmaus รจ una delle...

Paolo de Martino – Commento al Vangelo del 19 aprile 2026

Nella delusione irrompe il Risorto. Luca sa che ci vuole del...

p. Gaetano Piccolo S.I. – Commento al Vangelo di domenica 19 aprile 2026

Delusione Quando siamo delusi, di solito, ce ne andiamo, magari...