Fabrizio Morello – Commento al Vangelo del giorno, 15 Aprile 2020

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La liturgia propone oggi una delle pagine, a mio giudizio, piรน dense di โ€œ messaggi spirituali โ€œ per noi cercatori di Dio.

Eโ€™ un testo di una attualitร  incredibile in quanto il โ€œ percorso โ€œ dei discepoli di Emmaus รจ il nostro.

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โ€œ Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesรน in persona si avvicinรฒ e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo โ€œ.

I due discepoli sono in un momento di delusione fortissima.

Avevano creduto in Gesuโ€™, lo avevano seguito, ma lui รจ miseramente morto, mettendo fine alla loro speranza, che era quella che lui fosse colui che โ€œ avrebbe liberato Israele โ€œ.

La loro speranza non viene riaccesa neppure da quanto riferito loro dalle donne ( โ€œ affermano che egli รจ vivo โ€œ ) in quanto ritengono falso questo dato ( โ€œ Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto โ€œ ).

Nel loro sconforto quel Gesuโ€™ che non avevano riconosciuto inizia a parlare, fa un tratto di strada con loro e poi fa โ€œ come se dovesse andare โ€œ da unโ€™altra parte.

โ€œ Resta con noi โ€œ, gli dicono i due discepoli.

Eโ€™ lโ€™inizio della loro rinascita.

Il Signore resta con loro e gli โ€œ si aprirono gli occhi โ€œ, partirono โ€œ senza indugio โ€œ per far ritorno a Gerusalemme per raccontare agli altri cosa fosse accaduto.

La loro storia, come dicevo sopra, รจ la nostra.

Quando siamo tristi, abbiamo subito una delusione fortissima, siamo stati scossi da un evento ( la malattia, la morte, il dolore, la perdita del lavoro ), non capiamo piรน nulla, i nostri occhi si appannano e, anche se abbiamo seguito per anni il nazareno, non lo riconosciamo piรน, non vediamo che รจ vicino a noi, soffre con noi perchรฉ, prima di noi, ha sofferto per noi.

In questi momenti รจ, invece, indispensabile, non andar via da Gesuโ€™ perchรฉ, altrimenti, il dolore, la disperazione, vincono due volte e si declinerร , per sempre, il verbo โ€œ sperare โ€œ al passato ( โ€œ Speravamo che fosse colui che avrebbe liberato Israele โ€œ ).

Dobbiamo invece โ€œ restare โ€œ, avere certezza che lui cโ€™รจ.

Eโ€™ questo il fondamento della nostra fede.

Il cristiano non deve โ€œ sentire โ€œ Gesuโ€™ vicino, questo รจ sentimentalismo religioso; il cristiano, per veritร  di fede, sa che Dio cโ€™รจ, lo ama e non lo abbandona.

E, allora, nei momenti difficili, dobbiamo โ€œ rimanere in lui โ€œ, continuare e, addirittura, rafforzare la nostra relazione con lui attraverso la preghiera.

Cosiโ€™ facendo, a mano a mano, i nostri occhi si apriranno e scopriremo che รจ sempre stato con noi.

E allora, solo allora, torneremo a coniugare il verbo sperare al presente e, cosiโ€™ come i discepoli di Emmaus, โ€œ senza indugio โ€œ, grideremo a tutti lโ€™unica grande veritร  della storia: โ€œ Eโ€™ risorto, รจ veramente risorto โ€œ.

Solo chi vive da risorto puรฒ annunciare la resurrezione.

Buona giornata e buona meditazione a tutti.


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