Sapore e luce di fraternitร
Dopo aver pronunciato le beatitudini, rivolte ai discepoli e concluse dallโappello al โvoiโ dei discepoli perseguitati (Mt 5,11-12), ora Gesรน si rivolge sempre a loro, ai discepoli, con un discorso diretto qualificandoli quali โsale della terraโ e โluce del mondoโ. E questi appellativi non hanno nulla di trionfalistico, nรฉ tanto meno possono ingenerare nei discepoli stessi presunzione od orgoglio, ma sono richiamo a una responsabilitร che puรฒ essere disattesa. I detti sul sale e sulla luce riguardano il rapporto dei discepoli con il mondo, la loro responsabilitร nei confronti degli โuominiโ (Mt 5,13.16). Dunque, dietro il riferimento alla โterraโ, cioรจ allโumanitร che vive sulla terra, e al โmondoโ, cioรจ agli abitanti del mondo, vi รจ implicitamente lโaffermazione di ciรฒ che lโumanitร ha il diritto di aspettarsi dai credenti. Vi รจ un compito che solo i discepoli di Gesรน possono adempiere e a questo compito non possono sottrarsi, pena il loro divenire insignificanti, il loro perdere sapore, come sale divenuto insipido, e il loro perdere forza irraggiante, come luce che non illumina piรน. Dunque, pena il loro tradire se stessi e la loro vocazione. Le parole di Gesรน possono pertanto essere applicate alla chiesa nella sua attivitร missionaria, nei suoi rapporti ad extra e anche nel suo subire persecuzioni. Riguardano la modalitร della presenza dei cristiani nel mondo.
Innanzitutto รจ importante sottolineare che le parole evangeliche sui discepoli โsaleโ e โluceโ sono poste in bocca a Gesรน e da lui rivolte a loro. ร Gesรน che dice: โVoi siete la luceโ, non sono i discepoli che dicono: โNoi siamo la luceโ. Questo sarebbe arroganza e tradimento della qualitร della luce che รจ Cristo (Mt 4,16; Lc 2,32; Gv 8,12) e che i discepoli possono soltanto riflettere vivendo lo spirito delle beatitudini. Le parole di Gesรน non affermano dunque una situazione di fatto, ma immettono il discepolo nel lavoro dellโascolto e della fede in quanto vanno recepite, accolte e fatte diventare prassi. Solo questa condizione mantiene nellโumiltร il credente e gli consente di partecipare alla sapienza del Vangelo e di testimoniarla, cosรฌ come di accogliere la luce di Cristo e di diffonderla. Questo significa che lโessere luce e sale in rapporto agli uomini non รจ un dato acquisito di diritto, una volta per sempre, ma un evento che accade ogni qualvolta il credente ascolta la parola di Gesรน e del Vangelo e la mette in pratica, in attitudine di servizio nei confronti degli uomini. Nessun integralismo o fondamentalismo puรฒ nascere da questa parola del Signore se la si mantiene e la si osserva come parola che viene da lui. Imporre la propria luce, la propria veritร agli altri, sarebbe lo stravolgimento della vocazione che il Signore affida ai suoi. Del resto, affidare il compito di essere sale della terra, non significa che il mondo debba diventare una saliera. E analogamente, essere luce del mondo non significa far scomparire la tenebra e le zone dโombra: una luce abbagliante non illumina, ma produce cecitร . Nessuna interpretazione totalitaria di queste affermazioni: il contributo messianico che i credenti possono dare allโumanitร , per quanto fondamentale, รจ limitato e parziale. Ogni sua declinazione in senso totalitario e assoluto รจ un tradimento della logica evangelica.
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Al โvoi siete il sale della terraโ (Mt 5,13) e โvoi siete la luce del mondoโ (Mt 5,14), che riguardano la relazione dei cristiani e della chiesa ad extra, e che si trovano nei primi capitoli del Vangelo, corrisponde, per i rapporti ad intra, cioรจ intra-ecclesiali, il โvoi siete tutti fratelliโ (Mt 23,8) che Gesรน, ormai verso la fine del Vangelo, rivolge ancora ai discepoli. Ovvero, ciรฒ che la chiesa diffonde nel mondo รจ, semplicemente, ciรฒ che essa รจ e vive al proprio interno: la sua luce รจ irradiazione di fraternitร . Questo richiamo tra i due passi evangelici suggerisce che la comunitร cristiana puรฒ essere luce del mondo solo se vive la fraternitร al proprio interno, cioรจ se vive la fattiva e faticosa caritร : โinfatti chi dice di essere nella luce e odia suo fratello รจ ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luceโ (1Gv 2,9-10). In questo senso va anche una glossa bizantina al nostro testo evangelico che recita: โNon dice: Voi siete luci, ma luce, essendo tutti insieme il corpo del Messia che รจ la luce del mondoโ. La chiesa nel suo insieme รจ chiamata a essere luce: รจ la chiesa come comunione fraterna che risplende dellโamore di Cristo che illumina ogni essere umano e che offre a ciascuno la possibilitร di entrare in quellโalleanza che รจ redenzione della solitudine.
Il rimando al testo di Mt 23 รจ poi istruttivo anche perchรฉ mostra il confine sottile tra autenticitร della testimonianza e ipocrisia. Dice Mt 5,16: โRisplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che รจ nei cieliโ. E Mt 23,5: โTutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uominiโ. In questo capitolo Matteo sta rivolgendo le parole di Gesรน, che parlano di scribi e farisei, ai cristiani che nelle loro comunitร conoscono fenomeni di clericalismo, di protagonismo, di vanitร , di ambizione e di ricerca di potere. Ambire i primi posti nei banchetti e nei luoghi di culto, esibire le proprie vesti e i paramenti per attirare lโattenzione su di sรฉ, amare lโessere riveriti e onorati con titoli magniloquenti, tutto questo รจ un operare avendo come fine se stessi e questo non irradia alcuna luce, anzi, isterilisce la relazione chiudendola invece di aprirla. Gesรน, nel nostro testo evangelico, non chiede ai discepoli di fare le loro opere davanti agli uomini per essere visti da loro, ma chiede che risplenda la loro luce davanti agli uomini, cosicchรฉ chi vede lโoperare dei cristiani sia condotto allโadesione teologale, a dare gloria a Dio Padre, non ad applaudire i credenti.
Le due immagini, il sale e la luce, sono accomunate dalla possibilitร del fallimento. Questo รจ lโaccento del nostro testo evangelico: il sale puรฒ divenire insipido, tradendo la sua funzione; la lampada puรฒ non illuminare, smentendo il suo senso. Ora, il sale รจ elemento che presenta molte funzionalitร e significati. Qui perรฒ certamente esso รจ simbolo di sapienza. E il divenire insipido del sale รจ espresso in greco con un verbo (moraรญno) che altrove designa il divenire stolti (Rm 1,22). Lโaggettivo morรฒs, della stessa radice, indica le vergini stolte (Mt 25,2.3.8), lโuomo insensato che costruisce la casa sulla sabbia (Mt 7,26), gli scribi e i farisei โinsensati e ciechiโ (Mt 23,17), lโaccusa (โstoltoโ: Mt 5,22) con cui si insulta una persona. La sapienza, parola e realtร oggi marginalizzata, indica qualcosa che va ben oltre lโinformazione, oggi imperversante, anzi, che va anche oltre e piรน in profonditร rispetto alla conoscenza. Si tratta di un sapere che aiuta a vivere, che รจ amico della vita. Che non si riduce a una dimensione intellettuale, ma che integra i sensi e le emozioni come fattori di una intelligenza integrale di sรฉ, degli altri e del reale. Ed รจ una sapienza che il cristiano vede illuminata e guidata dallo Spirito che ha animato il vivere di Gesรน stesso. Del resto, possiamo vedere come in Matteo Gesรน sia la sapienza di Dio personificata (Mt 11,19).
Quanto allโimmagine della luce, essa รจ applicata nellโAntico Testamento a Dio (Sal 27,1) e alla Torah (Sal 119,105) e dunque al popolo dโIsraele che, istruito nella Torah e guidato dal volere di Dio, diviene โluce delle gentiโ (Is 42,6; 49,6). Nel Nuovo Testamento รจ riferita al Messia Gesรน e si applica anche ai suoi discepoli in quanto partecipi della sua vita. Non essi, va ripetuto, sono la fonte della luce. Essi la possono riflettere a misura della loro fede e del loro amore per Gesรน. Cosรฌ si comprende come anche questa loro responsabilitร possa fallire. Gesรน esprime questa possibilitร con lโimmagine della lanterna che, se appesa al lucerniere, ovvero allโasticella che situata al centro della casa, illumina tutto lโinterno della casa, ma che puรฒ anche essere nascosta e spenta dal moggio.
Sale che diventa insipido, lucerna che non illumina, cittร situata su un monte e che resta nascosta e non visibile: tutte immagini che convergono nel mettere severamente in guardia i discepoli e i cristiani tutti dalla possibilitร di fallire la propria responsabilitร di fede. Allora diverrebbero insignificanti per gli uomini e questo sarebbe il peggiore giudizio in cui potrebbero incorrere.
Il versetto finale, ponendo in relazione la luce dei discepoli che deve risplendere davanti agli uomini, e le loro opere che, se viste, conducono gli uomini stessi a dar gloria a Dio, stabilisce il rapporto equilibrato tra fede ed etica. Lโessenziale รจ lโaccoglienza della luce di Cristo che, grazie alla fede, puรฒ prendere dimora nel credente e che trova nelle opere โbelleโ (kalร : Mt 5,16) un linguaggio comprensibile agli uomini, un linguaggio simbolico, sacramentale. Le opere belle diventano segno che rinvia al Padre che รจ nei cieli. La sacramentalitร della Chiesa si manifesta quando il suo agire e operare si riverbera sugli altri e li porta a riconoscere la fonte della luce, il Dio โpadre delle luciโ (Gc 1,17). La chiesa esprime tale sacramentalitร quando la luce che essa ha ricevuto e accolto come dono dallโalto, la riflette e la spande sul mondo con la sua testimonianza, non tenendola gelosamente per sรฉ, perchรฉ questo significherebbe spegnerla.
A cura di Luciano Manicardi – Fonte
Letture della Domenica
V Domenica del Tempo Ordinario โ ANNO A
Colore liturgico: VERDE
Prima Lettura
La tua luce sorgerร come l’aurora
Dal libro del profeta Isaรฌa
Is 58, 7-10
Cosรฌ dice il Signore:
ยซNon consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con lโaffamato,
nellโintrodurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerร come lโaurora,
la tua ferita si rimarginerร presto.
Davanti a te camminerร la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirร .
Allora invocherai e il Signore ti risponderร ,
implorerai aiuto ed egli dirร : โEccomi!โ.
Se toglierai di mezzo a te lโoppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore allโaffamato,
se sazierai lโafflitto di cuore,
allora brillerร fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarร come il meriggioยป.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
Dal Sal 111 (112)
R. Il giusto risplende come luce
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice lโuomo pietoso che dร in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.
Egli non vacillerร in eterno:
eterno sarร il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrร da temere,
saldo รจ il suo cuore, confida nel Signore. R.
Sicuro รจ il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte sโinnalza nella gloria. R.
Seconda Lettura
Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corรฌnzi
1 Cor 2,1-5
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con lโeccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesรน Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perchรฉ la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
Parola di Dio
Vangelo
Voi siete la luce del mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 13-16
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซVoi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderร salato? A nullโaltro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non puรฒ restare nascosta una cittร che sta sopra un monte, nรฉ si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e cosรฌ fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Cosรฌ risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che รจ nei cieliยป.
Parola del Signore
