Luciano Manicardi, Commento al Vangelo di domenica 9 Febbraio 2020

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Sapore e luce di fraternitร 

Dopo aver pronunciato le beatitudini, rivolte ai discepoli e concluse dallโ€™appello al โ€œvoiโ€ dei discepoli perseguitati (Mt 5,11-12), ora Gesรน si rivolge sempre a loro, ai discepoli, con un discorso diretto qualificandoli quali โ€œsale della terraโ€ e โ€œluce del mondoโ€. E questi appellativi non hanno nulla di trionfalistico, nรฉ tanto meno possono ingenerare nei discepoli stessi presunzione od orgoglio, ma sono richiamo a una responsabilitร  che puรฒ essere disattesa. I detti sul sale e sulla luce riguardano il rapporto dei discepoli con il mondo, la loro responsabilitร  nei confronti degli โ€œuominiโ€ (Mt 5,13.16). Dunque, dietro il riferimento alla โ€œterraโ€, cioรจ allโ€™umanitร  che vive sulla terra, e al โ€œmondoโ€, cioรจ agli abitanti del mondo, vi รจ implicitamente lโ€™affermazione di ciรฒ che lโ€™umanitร  ha il diritto di aspettarsi dai credenti. Vi รจ un compito che solo i discepoli di Gesรน possono adempiere e a questo compito non possono sottrarsi, pena il loro divenire insignificanti, il loro perdere sapore, come sale divenuto insipido, e il loro perdere forza irraggiante, come luce che non illumina piรน. Dunque, pena il loro tradire se stessi e la loro vocazione. Le parole di Gesรน possono pertanto essere applicate alla chiesa nella sua attivitร  missionaria, nei suoi rapporti ad extra e anche nel suo subire persecuzioni. Riguardano la modalitร  della presenza dei cristiani nel mondo.

Innanzitutto รจ importante sottolineare che le parole evangeliche sui discepoli โ€œsaleโ€ e โ€œluceโ€ sono poste in bocca a Gesรน e da lui rivolte a loro. รˆ Gesรน che dice: โ€œVoi siete la luceโ€, non sono i discepoli che dicono: โ€œNoi siamo la luceโ€. Questo sarebbe arroganza e tradimento della qualitร  della luce che รจ Cristo (Mt 4,16; Lc 2,32; Gv 8,12) e che i discepoli possono soltanto riflettere vivendo lo spirito delle beatitudini. Le parole di Gesรน non affermano dunque una situazione di fatto, ma immettono il discepolo nel lavoro dellโ€™ascolto e della fede in quanto vanno recepite, accolte e fatte diventare prassi. Solo questa condizione mantiene nellโ€™umiltร  il credente e gli consente di partecipare alla sapienza del Vangelo e di testimoniarla, cosรฌ come di accogliere la luce di Cristo e di diffonderla. Questo significa che lโ€™essere luce e sale in rapporto agli uomini non รจ un dato acquisito di diritto, una volta per sempre, ma un evento che accade ogni qualvolta il credente ascolta la parola di Gesรน e del Vangelo e la mette in pratica, in attitudine di servizio nei confronti degli uomini. Nessun integralismo o fondamentalismo puรฒ nascere da questa parola del Signore se la si mantiene e la si osserva come parola che viene da lui. Imporre la propria luce, la propria veritร  agli altri, sarebbe lo stravolgimento della vocazione che il Signore affida ai suoi. Del resto, affidare il compito di essere sale della terra, non significa che il mondo debba diventare una saliera. E analogamente, essere luce del mondo non significa far scomparire la tenebra e le zone dโ€™ombra: una luce abbagliante non illumina, ma produce cecitร . Nessuna interpretazione totalitaria di queste affermazioni: il contributo messianico che i credenti possono dare allโ€™umanitร , per quanto fondamentale, รจ limitato e parziale. Ogni sua declinazione in senso totalitario e assoluto รจ un tradimento della logica evangelica.

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Al โ€œvoi siete il sale della terraโ€ (Mt 5,13) e โ€œvoi siete la luce del mondoโ€ (Mt 5,14), che riguardano la relazione dei cristiani e della chiesa ad extra, e che si trovano nei primi capitoli del Vangelo, corrisponde, per i rapporti ad intra, cioรจ intra-ecclesiali, il โ€œvoi siete tutti fratelliโ€ (Mt 23,8) che Gesรน, ormai verso la fine del Vangelo, rivolge ancora ai discepoli. Ovvero, ciรฒ che la chiesa diffonde nel mondo รจ, semplicemente, ciรฒ che essa รจ e vive al proprio interno: la sua luce รจ irradiazione di fraternitร . Questo richiamo tra i due passi evangelici suggerisce che la comunitร  cristiana puรฒ essere luce del mondo solo se vive la fraternitร  al proprio interno, cioรจ se vive la fattiva e faticosa caritร : โ€œinfatti chi dice di essere nella luce e odia suo fratello รจ ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luceโ€ (1Gv 2,9-10). In questo senso va anche una glossa bizantina al nostro testo evangelico che recita: โ€œNon dice: Voi siete luci, ma luce, essendo tutti insieme il corpo del Messia che รจ la luce del mondoโ€. La chiesa nel suo insieme รจ chiamata a essere luce: รจ la chiesa come comunione fraterna che risplende dellโ€™amore di Cristo che illumina ogni essere umano e che offre a ciascuno la possibilitร  di entrare in quellโ€™alleanza che รจ redenzione della solitudine.

Il rimando al testo di Mt 23 รจ poi istruttivo anche perchรฉ mostra il confine sottile tra autenticitร  della testimonianza e ipocrisia. Dice Mt 5,16: โ€œRisplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che รจ nei cieliโ€. E Mt 23,5: โ€œTutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uominiโ€. In questo capitolo Matteo sta rivolgendo le parole di Gesรน, che parlano di scribi e farisei, ai cristiani che nelle loro comunitร  conoscono fenomeni di clericalismo, di protagonismo, di vanitร , di ambizione e di ricerca di potere. Ambire i primi posti nei banchetti e nei luoghi di culto, esibire le proprie vesti e i paramenti per attirare lโ€™attenzione su di sรฉ, amare lโ€™essere riveriti e onorati con titoli magniloquenti, tutto questo รจ un operare avendo come fine se stessi e questo non irradia alcuna luce, anzi, isterilisce la relazione chiudendola invece di aprirla. Gesรน, nel nostro testo evangelico, non chiede ai discepoli di fare le loro opere davanti agli uomini per essere visti da loro, ma chiede che risplenda la loro luce davanti agli uomini, cosicchรฉ chi vede lโ€™operare dei cristiani sia condotto allโ€™adesione teologale, a dare gloria a Dio Padre, non ad applaudire i credenti.

Le due immagini, il sale e la luce, sono accomunate dalla possibilitร  del fallimento. Questo รจ lโ€™accento del nostro testo evangelico: il sale puรฒ divenire insipido, tradendo la sua funzione; la lampada puรฒ non illuminare, smentendo il suo senso. Ora, il sale รจ elemento che presenta molte funzionalitร  e significati. Qui perรฒ certamente esso รจ simbolo di sapienza. E il divenire insipido del sale รจ espresso in greco con un verbo (moraรญno) che altrove designa il divenire stolti (Rm 1,22). Lโ€™aggettivo morรฒs, della stessa radice, indica le vergini stolte (Mt 25,2.3.8), lโ€™uomo insensato che costruisce la casa sulla sabbia (Mt 7,26), gli scribi e i farisei โ€œinsensati e ciechiโ€ (Mt 23,17), lโ€™accusa (โ€œstoltoโ€: Mt 5,22) con cui si insulta una persona. La sapienza, parola e realtร  oggi marginalizzata, indica qualcosa che va ben oltre lโ€™informazione, oggi imperversante, anzi, che va anche oltre e piรน in profonditร  rispetto alla conoscenza. Si tratta di un sapere che aiuta a vivere, che รจ amico della vita. Che non si riduce a una dimensione intellettuale, ma che integra i sensi e le emozioni come fattori di una intelligenza integrale di sรฉ, degli altri e del reale. Ed รจ una sapienza che il cristiano vede illuminata e guidata dallo Spirito che ha animato il vivere di Gesรน stesso. Del resto, possiamo vedere come in Matteo Gesรน sia la sapienza di Dio personificata (Mt 11,19).

Quanto allโ€™immagine della luce, essa รจ applicata nellโ€™Antico Testamento a Dio (Sal 27,1) e alla Torah (Sal 119,105) e dunque al popolo dโ€™Israele che, istruito nella Torah e guidato dal volere di Dio, diviene โ€œluce delle gentiโ€ (Is 42,6; 49,6). Nel Nuovo Testamento รจ riferita al Messia Gesรน e si applica anche ai suoi discepoli in quanto partecipi della sua vita. Non essi, va ripetuto, sono la fonte della luce. Essi la possono riflettere a misura della loro fede e del loro amore per Gesรน. Cosรฌ si comprende come anche questa loro responsabilitร  possa fallire. Gesรน esprime questa possibilitร  con lโ€™immagine della lanterna che, se appesa al lucerniere, ovvero allโ€™asticella che situata al centro della casa, illumina tutto lโ€™interno della casa, ma che puรฒ anche essere nascosta e spenta dal moggio.

Sale che diventa insipido, lucerna che non illumina, cittร  situata su un monte e che resta nascosta e non visibile: tutte immagini che convergono nel mettere severamente in guardia i discepoli e i cristiani tutti dalla possibilitร  di fallire la propria responsabilitร  di fede. Allora diverrebbero insignificanti per gli uomini e questo sarebbe il peggiore giudizio in cui potrebbero incorrere.

Il versetto finale, ponendo in relazione la luce dei discepoli che deve risplendere davanti agli uomini, e le loro opere che, se viste, conducono gli uomini stessi a dar gloria a Dio, stabilisce il rapporto equilibrato tra fede ed etica. Lโ€™essenziale รจ lโ€™accoglienza della luce di Cristo che, grazie alla fede, puรฒ prendere dimora nel credente e che trova nelle opere โ€œbelleโ€ (kalร : Mt 5,16) un linguaggio comprensibile agli uomini, un linguaggio simbolico, sacramentale. Le opere belle diventano segno che rinvia al Padre che รจ nei cieli. La sacramentalitร  della Chiesa si manifesta quando il suo agire e operare si riverbera sugli altri e li porta a riconoscere la fonte della luce, il Dio โ€œpadre delle luciโ€ (Gc 1,17). La chiesa esprime tale sacramentalitร  quando la luce che essa ha ricevuto e accolto come dono dallโ€™alto, la riflette e la spande sul mondo con la sua testimonianza, non tenendola gelosamente per sรฉ, perchรฉ questo significherebbe spegnerla.

A cura di Luciano Manicardi – Fonte


Letture della Domenica
V Domenica del Tempo Ordinario โ€“ ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

La tua luce sorgerร  come l’aurora

Dal libro del profeta Isaรฌa
Is 58, 7-10

Cosรฌ dice il Signore:

ยซNon consiste forse [il digiuno che voglio]
nel dividere il pane con lโ€™affamato,
nellโ€™introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?

Allora la tua luce sorgerร  come lโ€™aurora,
la tua ferita si rimarginerร  presto.
Davanti a te camminerร  la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirร .

Allora invocherai e il Signore ti risponderร ,
implorerai aiuto ed egli dirร : โ€œEccomi!โ€.

Se toglierai di mezzo a te lโ€™oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore allโ€™affamato,
se sazierai lโ€™afflitto di cuore,
allora brillerร  fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarร  come il meriggioยป.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 111 (112)

R. Il giusto risplende come luce

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice lโ€™uomo pietoso che dร  in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.

Egli non vacillerร  in eterno:
eterno sarร  il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrร  da temere,
saldo รจ il suo cuore, confida nel Signore. R.

Sicuro รจ il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte sโ€™innalza nella gloria. R.

Seconda Lettura

Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corรฌnzi
1 Cor 2,1-5

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con lโ€™eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesรน Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perchรฉ la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

Vangelo

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5, 13-16

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:

ยซVoi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderร  salato? A nullโ€™altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.

Voi siete la luce del mondo; non puรฒ restare nascosta una cittร  che sta sopra un monte, nรฉ si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e cosรฌ fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Cosรฌ risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perchรฉ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che รจ nei cieliยป.

Parola del Signore

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