Mons. Costantino Di Bruno – Commento al Vangelo del 25 Gennaio 2020

Il commento alle letture del 25 gennaio 2020 a cura di  Mons. Costantino Di Bruno, Sacerdote Diocesano dell’Arcidiocesi di Catanzaro–Squillace (CZ).

Proclamate il Vangelo a ogni creatura

SABATO 25 GENNAIO (Mc 16,15-18)

È missione del Cristo di Dio portare la Luce della verità, della giustizia, della misericordia ad ogni uomo, fino agli estremi confini della terra. Gesù Signore, vero e unico Messia, vive questo suo incarico o ministero divino attraverso il suo corpo che è la Chiesa. Nella Chiesa i responsabili dell’annunzio della Parola e del dono della Luce ad ogni uomo sono gli Apostoli. In comunione gerarchica e di obbedienza con gli Apostoli, tutti i membri del corpo di Cristo Gesù. Finché ci sarà sulla terra un solo uomo che ancora non ha ricevuto l’annunzio del Vangelo, è responsabilità degli Apostoli provvedere. È responsabilità collettiva, di tutto il collegio apostoli. Se uno non provvede, l’altro è obbligato a mettere ogni suo impegno e volontà perché si provveda.

Chi governa il corpo della Chiesa, nei suoi Pastori e nei suoi Fedeli, è lo Spirito Santo, nello Spirito Santo è il Padre. Il Padre, nello Spirito Santo, sempre chiama e sempre aggiunge nuovi Pastori e nuovi Fedeli, perché il corpo di Cristo possa vivere il suo ministero universale. Lo Spirito Santo agisce secondo due modalità differenti. All’interno del corpo interviene per rivitalizzarlo donando vita nuova ad alcuni membri di esso. È il mistero della vera santità, altissimo frutto quotidiano e perenne dello Spirito del Signore. Ma anche dall’esterno attinge nuovi membri per dare al corpo di Cristo più slancio missionario e impronta evangelizzatrice più grande. Leggiamo negli Atti degli Apostoli: “C’era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse: «Anania!».

Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso; ecco, sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Anania: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome»” (Cfr. At 9,1-18) Chi chiama Saulo è il Signore. Chi gli spiana la strada è il Signore. Sempre sulla sua Chiesa è il Signore che vigila.

Anche la missione ai pagani di Saulo è voluta direttamente dallo Spirito Santo: “C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirene, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetrarca, e Saulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono” (At 13,1-3). Una Chiesa che si lascia muovere dallo Spirito Santo è sempre missionaria. Quando invece è il cuore dei singoli Apostoli o dei singoli Fedeli che agisce, allora il primo frutto del nostro cuore è la morte della missione. Quando muore la missione, muore la Chiesa. O il corpo di Cristo è missionario o non è più il corpo di Cristo. Al posto dello Spirito in esso regnano le opere della carne. Dalla carne mai potrà sorgere la missione della Luce.

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Ma basta il dono della Luce per entrare nel mistero della salvezza? La Luce va data, ma per produrre salvezza va accolta, prestando ogni obbedienza alla Parola. Se la Luce non è accolta nella fede non dona vita eterna. Se la Luce non si trasforma in purissima, quotidiana obbedienza alla Parola, neanche produce salvezza. Oggi questa verità è stata abrogata dal discepolo di Gesù. La salvezza è data a tutti anche senza missione, senza dono della luce, senza accoglienza di essa e senza obbedienza. Il primo frutto è la morte della missione evangelizzatrice. Il secondo frutto è l’immoralità.

Madre di Dio, Angeli, Santi, colmateci di Spirito Santo per essere missionari di Luce.

Fonte@MonsDiBruno

Read more

Local News