p. Giovanni Nicoli – Commento al Vangelo del 4 Aprile 2019 – Gv 5, 31-47

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Il Padre non ha mandato il Figlio nel mondo per cambiarlo ma per amarlo. Credo sempre piรน che in questo consista la vera salvezza: lโ€™amore di Dio per noi e in noi. La necessitร  di cambiare il mondo รจ per molta parte una mancanza di certezze e un bisogno di risultati. Il bisogno di cambiare il mondo รจ forse uno dei motivi piรน pressanti la vita dellโ€™uomo che lo portano a sfruttare il mondo e a negare la bellezza del creato. I risultati che noi continuamente ricerchiamo sono cose palpabili, รจ il cosiddetto concreto che รจ sempre piรน disumano e aleatorio. Ci sembra di avere fatto qualcosa di buono, siamo convinti di tenerlo tra mano, ma tutto ci sfugge di mano da un momento allโ€™altro. Lโ€™invito che Qoelet ci fa a godere del proprio lavoro e a lasciare perdere ogni altra necessitร  di accumulare cose, รจ suggerimento saggio e umanizzante, da noi poco ascoltato.

Lโ€™invito che il Signore ci fa รจ un invito non a cambiare il mondo ma ad amarlo: questa รจ lโ€™unica via per la salvezza del mondo. Forse lโ€™unico cambiamento reale e veritiero รจ proprio questo: smetterla di odiare e cominciare ad amare; smetterla con le nostre vendette e cominciare a perdonare; smetterla coi nostri razzismi beceri e cominciare ad accogliere. Ma lo scopo รจ unico: non cambiare ma amare.

La gloria di cui ci parla il vangelo di oggi la dice lunga al riguardo. La gloria non ha nulla a che vedere con la vana-gloria. La vana-gloria รจ il bisogno sempre maggiore di riconoscimento da parte degli uomini. La gloria รจ cosa che riguarda Dio, per san Giovanni.

La gloria รจ roba di peso, รจ ciรฒ che definisce la consistenza della nostra identitร , della nostra persona, รจ il riconoscimento di Dio Padre nei nostri confronti. La gloria di Dio รจ, invece, lโ€™uomo vivente, lโ€™uomo realizzato. Il bisogno di cambiare il mondo รจ richiesta di vana-gloria, di essere riconosciuti dagli uomini. La gloria vera รจ amore per il mondo e per ogni persona, prima di ogni animale e di ogni cane che ammazza un bambino e che noi vogliamo andare a recuperare, alla faccia della vita del bimbo.

Gesรน non รจ in cerca di vana-gloria. La sua auto-stima gli viene dal riconoscimento del Padre, dallโ€™amore del Padre. Su questa via siamo chiamati ad incamminarci anche noi. La stoltezza รจ una: cercare via da Dio la propria gloria.

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Conoscere non solo intellettualmente ma con tutta la vita e la nostra persona lโ€™amore del Padre, รจ percorso sano per conoscere la mia identitร . So chi sono perchรฉ qualcuno mi ha amato e mi ama. Senza questo non cโ€™รจ che violenza e stupiditร . Quel padre che ha telefonato ai figli per dire loro che aveva ucciso la madre perchรฉ non voleva passare per cornuto, รจ figlio di una stupiditร  che รจ peggiore della cattiveria. Ha fatto un bel regalo di amore ai propri figli: piรน stupido di cosรฌ!

Senza amore il nostro bisogno di stima rimane inappagato e ci fa ritrovare nudi dalla mattina alla sera e dalla sera alla mattina.

Come diceva san Francesco: โ€œquanto ciascuno รจ ai tuoi occhi, tanto egli รจ e nulla piรนโ€.ย  Solo lโ€™amore ci fa conoscere la vita, ci fa conoscere Dio. Tutti gli arzigogoli di pensiero e di giustificazioni non aggiungono nulla alla conoscenza di Lui. Questo รจ vero anche per noi stessi e per il prossimo: solo chi ama conosce veramente. Lโ€™illusione di dovere conoscere per poi decidere di amare รจ una pia illusione che non porta ad alcuna vera conoscenza. Quanti dicono che non sapevano che lui e lei erano cosรฌ, che se lโ€™avessero saputo prima: รจ proprio la mancanza di amore che non ti permette di conoscere in profonditร  una persona. Lo stesso dicasi di professionisti di ogni genere, preti e psicologi compresi. Se non ami non puoi conoscere. Se non ami non fai che cercare la vana-gloria. Unica sostanza di testimonianza รจ lโ€™amore. Solo grazie a questo il cuore e la mente del paralitico si aprono allโ€™accoglienza della domanda โ€œvuoi guarire?โ€, con la conseguente richiesta โ€œalzati, prendi la tua barella e camminaโ€.

Commento a cura di p. Giovanni Nicoli.

Fonte – Scuola Apostolica Sacro Cuore

Vangelo del giorno:

Gv 5, 31-47
Dal Vangelo secondoย Giovanni

In quel tempo, Gesรน disse ai Giudei:
ยซSe fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’รจ un altro che dร  testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dร  di me รจ vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla veritร . Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perchรฉ siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io perรฒ ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce nรฉ avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarรฒ io ad accusarvi davanti al Padre; vi รจ giร  chi vi accusa: Mosรจ, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosรจ, credereste anche a me; perchรฉ egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?ยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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