La trasfigurazione di Cristo deve fare i conti con le malevolenze dei farisei; con l’incredulità dei discepoli che, per questo, diventano impotenti di fronte al male; con la violenza del male stesso che ci getta a terra, nel fuoco e fa di tutto per ucciderci. Ma di fronte a queste forze del male che sembrerebbero più forti di tutto, c’è la preghiera di Gesù: un dialogo intimo col Padre che desidera riportare l’umanità tra le sue braccia come prima del peccato.
Aumentami la fede
A volte non riesco.
Non riesco a liberarmi dei miei demoni.
Cerco formule.
Provo a fare.
Provo a dire.
Ma nulla.
Rimango posseduta.
Nessuno riesce ad aiutarmi.
Poi arrivi tu.
Nessuna formula.
Nessun gesto.
Solo un ordine.
Secco.
E la mia vita, tra grida e scosse, viene liberata.
Come posso sbagliare così?
Perché sbaglio così?
Le uniche parole che liberano la vita.
Sono quelle pronunciate.
Davanti a te.
Con te.
Le uniche parole che liberano la vita si chiamano preghiera.
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Del demonio temo tutto.
Temo il suo mutismo.
Che mi fa gridare, urlare.
Temo il suo abitarmi.
Che mi scuote, mi irrigidisce.
Temo la sua violenza.
Che mi fa schiumare e digrignare i denti.
Sembra tanto potente.
Eppure.
Anche se mi schiaccia a terra.
Basta che tu arrivi.
Basta la mia fede unita alla tua presenza.
E io sono libera.
Viva.
In piedi.
Ogni incontro con il demonio.
Mi lascia morta.
A terra.
Ogni incontro con te.
Mi lascia viva.
In piedi.
Vieni da me.
Parlami.
Dammi la mano.
E io vivo.
Io ho fede in te.
Guardami.
Parlami.
Toccami.
Aumentami la fede.
Dammi la vita.
Liberami.
Vangelo del giorno:
Mc 9, 14-29
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
