Commento al Vangelo del 24 Febbraio 2019 – p. Roberto Mela scj

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Monarchia contestata, Saul depresso e Davide bandito

Dopo aver narrato la nascita e la gioventรน di Samuele (1Sam 1,1โ€“7,17), lโ€™autore, che ha presieduto alla redazione conclusiva dei due libri di Samuele โ€“ dalla nascita del profeta questi due libri giungono a coprire il periodo del censimento attuato da Davide โ€“, si dilunga a descrivere lโ€™istituzione dibattuta della monarchia, tratteggiando a lungo le figure e il ruolo avuto in questo frangente da parte di Saul e di Samuele (1Sam 8,1โ€“15,35).

La seconda parte del Primo libro di Samuele si concentra invece sulle figure di Saul e di Davide (1Sam 16,1โ€“31,13) e sul loro travagliato rapporto di odio e di amore.

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Al racconto dellโ€™ascesa di Davide e della sua unzione regale (16,1-23) segue quello delle vicende di Davide, buon pastore, e della sua vittoria contro il gigante filisteo Golia (17,1โ€“18,5).

Mentre la gelosia di Saul monta contro Davide, a questi viene data in sposa la figlia stessa del re, Mical (ยซChi come Dio?ยป, 18,6-30).

A un primo tentativo di Saul, affetto da sindrome depressiva e da mania di persecuzione, di eliminare Davide ne succederanno altri (19,1-24), nonostante il fatto che Davide cerchi di curare la depressione del re persino con la musicoterapia. Alla lancia di Saul fugge con la sua agilitร  (19,8-10), nella perquisizione notturna dei suoi alloggi viene salvato dallโ€™amore inventivo dalla moglie Micalโ€ฆ, la figlia del re! (19,11-17).

Davide รจ il giusto perseguitato senza motivo.

รˆ costretto ad una vita sul chi va lร , ad una fuga continua.

Alla fine, Davide viene definitivamente allontanato dalla corte, mentre lui prometterร  che nel futuro risparmierร  la famiglia di Gionata โ€“ figlio del re suo avversario ma, allo stesso tempo, suo grande amico โ€“ che ne favorisce la partenza (20,1-34). Dio rimarrร  per sempre tra Gionata e Davide (20,35โ€“21,1).

Davide diventa un bandito (21,2โ€“28,2), un capetto mafioso di un branco di sbandati nullafacenti che protegge le greggi dei filistei, vagando fra i loro territori con razzie, saccheggi e massacri vari, perpetrati anche contro gli stessi filistei.

Davide conferma nuovamente il suo patto di amicizia con Gionata, mentre gli abitanti di Zif โ€“ villaggio situato a circa sette chilometri a sud-est di Hebron (gande cittร  situata a 38 chilometri a sud di Gerusalemme, a 935 metri s.l.m.) โ€“ offrono un leale aiuto al re Saul.

La mia mano ti ha โ€œperdonatoโ€

Davide risparmia una prima volta la vita al re totalmente indifeso, colto alla sprovvista in una caverna a En Ghedi in una situazione imbarazzante (24,1-23). Taglia un lembo del mantello di Saul, ma si guarda bene dallo stendere la mano contro il consacrato del Signore (24,7; cf. 26,9.23; 2Sam 1,14).

Una volta arrivato a distanza di sicurezza, David rinfaccia a Saul โ€“ con rispetto โ€“ il fatto che avrebbe potuto ucciderlo con facilitร , come gli avevano consigliato, ma non ha steso le mani sul consacrato del Signore, suo signore egli stesso, perchรฉ โ€œha avuto pietร  di lui/wattแธฅฤแธฅฤs โ€˜ฤlรชkฤโ€ (senza correggere il TM e considerando soggetto di 3a pers. femm. โ€œla mia manoโ€). La mano di Davide, la sua potenza operativa, ha avuto compassione, si รจ โ€œimpietositaโ€ di Saul e lo ha โ€œperdonatoโ€. Davide non ha agito in maniera spietata, inesorabile, secondo una ben comprensibile collera giudiziale (cf. voce โ€œแธฅรปsโ€ nel dizionario di L. Alonso Schรถkel).

Davide non ha alcun motivo di contesa nei confronti di Saul. Non ha commesso alcun male, nรฉ ha peccato contro di lui nรฉ ha coltivato ribellione alcuna. Il Signore sia giudice tra lui e Saul in questa vicenda โ€“ sentenzia saggiamente Davide โ€“ e gli faccia giustizia nei suoi confronti. La sua mano non sarร  mai contro di lui. Il Signore faccia da giudice, fra i due, veda e difenda la causa di Davide (cf. 1Sam 24,11-16). Davide non si farร  mai giustizia da solo, anche se ne avrebbe tutti i giusti motivi e avesse avuto la possibilitร  concreta di farlo.

Dopo la morte di Samuele e il matrimonio con Abigail, la moglie saggia dello stupido Nabal (โ€œlo Stoltoโ€) (25,1-44), Davide si trova nuovamente a dover fuggire dalla caccia spietata lanciatagli da Saul nel deserto di Zif, mentre si trova rintanato sulla altura di Keila.

In questo frangente Davide risparmia la vita di Saul per la seconda volta (26,1-13), ricevendone la benedizione riconoscente (26,14-25).

Non uccidere il consacrato di YHWH!

Con tremila uomini Saul cerca di stanare David e i suoi quattrocento banditi nella porzione del deserto di Giuda che da Zif (situato a circa 850 metri s.l.m.) in poco piรน di 20 chilometri scende a precipizio per ripidi wadi verso la depressione del Mar Morto (- 415 metri s.l.m.).

Davide e il fido Abisร i, figlio di Seruiร , fratello di Ioab (futuro generale dellโ€™esercito di Davide) decidono per unโ€™ardita incursione notturna fra le tende del re (26,1-7). Questo a dimostrazione ulteriore delle proprie capacitร  belliche di โ€œagente specialeโ€.

Giunti al capezzale del re profondamente addormentato fra le sue truppe guidate da Abner, Abisร i vorrebbe uccidere Saul con un solo colpo di lancia bene assestato, che lo inchiodi a terra. Abisร i riconosce che รจ stato Dio stesso a โ€œmettere nelle mani (dopo averlo bloccato/rinchiuso)/siggarโ€ di Davide il suo nemico (non menziona perรฒ il nome Saul e il fatto che sia il re!). Davide vieta ad Abisร i di uccidere Saul, in quanto egli รจ e rimane per sempre โ€œil consacrato/unto/messia del Signore/meลกรฎaแธฅ YHWHโ€ (26,9) e nessuno รจ mai rimasto impunito di quanti hanno steso la mano contro uno come lui.

Davide riconosce che Saul appartiene a YHWH che lo ha scelto e consacrato tramite il profeta Samuele. Davide รจ stato costretto a diventare un bandito, ma non si spinge a violare il tabรน di uccidere lโ€™uomo che YHWH ha scelto e consacrato re di Israele. Saul รจ un โ€œuomo di Dioโ€ anche lui, appartiene a YHWH, e continua a esserlo benchรฉ lo stia perseguitando a morte senza un motivo valido.

Davide riconosce chi o che cosa solamente possa porre fine alla vita di Saul senza incorrere nella punizione di YHWH. I vv. 10-11, non letti nella liturgia, meritano di essere riportati: ยซPer la vita del Signore, solo il Signore lo colpirร  o perchรฉ arriverร  il suo giorno e morirร  o perchรฉ scenderร  in battaglia e sarร  tolto di mezzo. Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta presso il suo capo e la brocca dellโ€™acqua e andiamoceneยป. รˆ una convinzione profonda che segna il cuore di Davide (cf. 1Sam 24,11).

Un uomo valoroso, un guerriero, un uomo consacrato a Dio deve morire solamente per tre motivi: morte naturale, punizione diretta del Signore, morte valorosa in battaglia. Un consacrato a Dio non puรฒ essere ucciso per nessun motivo e un guerriero valoroso non puรฒ essere ucciso nel sonno!

Davide punirร  infatti con la morte immediata lโ€™amalecita che gli riferisce di aver finito con la spada per un senso di pietร  il re Saul moribondo sul monte Gรจlboe, rimproverandolo aspramente: ยซCome non hai temuto di stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?ยป. Stessa sorte Davide infliggerร  ai due capi di bande beniaminiti Baanร  e Recab che avevano decapitato proditoriamente Is-Baal, figlio storpio di Saul proclamato re da Abner, mentre faceva la siesta in casa sua, a Macanaim nel territorio di Gร laad. Ai due uomini che gli avevano portato in dono come prova della loro azione la testa dellโ€™ucciso, un re potenzialmente nemico, Davide rimprovera sdegnato lโ€™uccisione ยซdi un giusto in casa mentre dormivaยป (2Sam 4,11). Li fa uccidere, tagliare loro le mani e i piedi e fa appendere i loro corpi come deterrente presso la piscina di Ebron (cf. 2Sam 4,12).

Il Signore sia giudice tra me e te

Davide e Abisร i portano via la lancia e la brocca dโ€™acqua di Saul e, arrivati a debita distanza, irridono il generale Abner e la sua truppa per la mancata sorveglianza sulla sicurezza del re, loro signore e consacrato del Signore (v. 16).

Saul sente la voce di Davide, lo chiama โ€œfiglio mioโ€ (v. 17; cf. 1Sam 24, 17ss, dove segue il pianto di Saul, segno di fragilitร  affettiva e debilitazione depressiva con sbalzi dโ€™umore). Davide gli risponde identificandosi e chiede per tre volte il motivo per il quale Saul lo perseguiti a morte.

Davide non รจ un imbelle. Spiega le proprie ragioni, difende la sua buona causa e le sue intenzioni, cerca la โ€œveritร โ€ nella vicenda. Che male cโ€™รจ in lui? Se รจ il Signore a eccitarlo contro Davide, unโ€™offerta sacrificale accompagnata da incenso lo possa placare. Se, invece, sono gli uomini a farlo, siano maledetti, perchรฉ lo costringono a vagare in terra di idolatri (v. 19).

Saul gli risponde riconoscendo di aver e peccato, di essersi comportato da sciocco e di essersi completamente ingannato nei suoi confronti e gli chiede di ritornare da lui (v. 21). Davide gli augura che come la vita di Saul รจ stata preziosa agli occhi di Davide, cosรฌ la propria vita sia preziosa agli occhi del Signore (senza nominare Saul!) ed egli lo liberi da ogni male (senza nominare Saul!: eccetto i presentiโ€ฆ).

Saul benedice Davide e gli assicura pieno successo in tutto ciรฒ che compirร  in futuro (26,25).

Davide se ne va per la sua strada (senza tanti baci e abbracci da happy end americano) e Saul se ne torna alla sua dimora (pacificato e guarito dentro?).

Tardฤ“mฤh

Sia nella grotta di En Ghedi (1Sam 24) che nellโ€™incursione notturna nellโ€™accampamento (1Sam 26) Davide ha risparmiato Saul. Ha risparmiato chi lo perseguitava ingiustamente. La sua mano ยซsi รจ impietositaยป e lo ha ยซperdonatoยป (wattแธฅฤแธฅฤs, 1Sam 24,11).

Lโ€™autore del libro nota perรฒ โ€“ con unโ€™intrusione tipica dellโ€™autore onnisciente โ€“ che Saul e tutto lโ€™accampamento dormivano profondamente perchรฉ il Signore aveva inviato su loro un torpore profondo, una tardฤ“mฤh (v. 12). Il termine compare solo sei volte nellโ€™AT (Gen 2,21; 15,12; Gb 4,13; 33,15; Pr 19,15 e Is 29,10). Colpiscono le due ricorrenze di Gen 2,21 e 15,12.

Nel momento della โ€œcostruzioneโ€ (wayyibฤ“n, 2,22) della donna dal fianco dellโ€™โ€™ฤdฤm, YHWH Dio fa scendere su di lui una tardฤ“mฤh che circondi il prodigio creativo della nascita della donna dallโ€™uomo (Gen 2,21). Lโ€™โ€™ฤdฤm รจ inerte e inconsapevole al momento del prodigio divino della creazione della donna.

Nel frangente della stipulazione dellโ€™alleanza โ€“ praticamente unilaterale da parte di YHWH e quindi in pratica la stipulazione di una promessa โ€“, YHWH fa scendere su Abramo una tardฤ“mฤh (Gen 15,12). Lโ€™alleanza tra YHWH e Abramo non รจ frutto di collaborazione alla pari, ma un prodigio pattizio unilaterale di grazia sovrabbondante e stordente lโ€™uomo. Di fatto, sola la torcia di fuoco di YHWH passa tra gli animali squartati in segno di alleanza (ยซaccada a me come a questi animali squartati se verrรฒ meno allโ€™alleanzaยป). Abramo รจ inerte e inconsapevole di fronte al prodigio divino della promessa pattizia gratuita di YHWH.

Perdono e benedizione

Voglio pensare che, se Davide non ha ceduto al consiglio di Abisร i di trafiggere al suolo Saul con un solo colpo di lancia, invece di lasciarlo sopravvivere, รจ perchรฉ una tardฤ“mฤh divina proteggeva come un alone il perdono di Davide, rendendo possibile il prodigio di grazia della misericordia da parte del โ€œbandito mafiosoโ€, molto ardua per la sola forza dellโ€™uomo. La grazia perdonante di YHWH accompagnava la grandezza di cuore di Davide e avvolgeva tutti in unโ€™ombra di grazia creativa, perdonante e misericordiosa, che va al di lร  della pura giustizia e collera giudiziale, lasciando a Dio il giudizio ultimo sulla veritร  della cose e del cuore dellโ€™uomo.

Voglio pensare che la tardฤ“mฤh divina ha impedito lโ€™uccisione di un colpevole โ€“ che sarebbe stata comprensibile e piรน che giustificata umanamente, pareggiando perfettamente le realtร  in campo โ€“, ha creato una grandezza di cuore, un perdono e un rispetto nei confronti di una persona consacrata a Dio โ€“ come lo รจ ogni uomo che nasce sulla terraโ€ฆ โ€“, e ha fatto nascere la benedizione di Saul, povero re, consacrato a YHWH ma perseguitato anche lui dalle proprie ombre di depressione e di manie di persecuzione.

Il duplice โ€œperdonoโ€ nei confronti di Saul (1Sam 24,1-23; 26,25) ha richiesto al โ€œbanditoโ€ Davide una grande forza morale e una profonda convinzione religiosa circa Saul quale consacrato al Signore, al quale lasciar lโ€™ultimo giudizio insindacabile sulle vicende umane. Il perdono ha richiesto maggiore forza rispetto a quella necessaria a farsi giustizia umana da solo, ancorchรฉ giustificata (ยซlascia che lo inchiodi a terra con la lancia in un solo colpoยป, 1Sam 26,9).

Il perdono non ha raggiunto un misero pareggio, ma ha vinto con un largo punteggio.

Il perdono ha impedito la morte, ha prolungato la vita, ha affidato la vita del nemico ad unโ€™istanza giudiziaria infallibile perchรฉ superiore a quella puramente umana, ha โ€œrecuperatoโ€ e โ€œriabilitatoโ€ lโ€™avversario e ha creato lโ€™ambiente vitale per la nascita della benedizione dal profondo del suo stesso cuore.

Perdono batte giustizia umana cinque a zero.

Davide non รจ un povero imbelle.

Ha combattuto una buona battaglia รจ lโ€™ha vinta alla grande.

รˆ quello che vuole anche Gesรน.

Dovโ€™รจ il gratuito?

Varcato lo splendido portale delle Beatitudini (Lc 6,20-26), il discorso ยซpianeggianteยป (v.17) da โ€œimpossibileโ€ (โ€œVivere le Beatitudiniโ€) si fa solo un poโ€™ โ€œarduoโ€, ma tutto sommato piรน abbordabileโ€ฆ

โ€œQuale grazia รจ a voi?/poia hymin charis estin;โ€ domanda Gesรน per ben tre volte (vv. 32.33.34) ai suoi discepoli (v. 20) e, tendenzialmente, alla folla che lo ascolta e che cerca di toccarlo per essere guarita (v. 19). ยซโ€œChe tipo/che qualitร /poiaโ€ di grazia รจ a voi?ยป chiede Gesรน, strutturando attorno a questa domanda-principio di fondo tutto il suo ragionamento e le sue richieste successive.

Lโ€™evangelista Luca รจ il migliore scrittore in greco del Nuovo Testamento. Ma non sono assenti in lui dei tratti di greco ellenistico semitizzante, ben comprensibile dato lโ€™uditorio al quale si rivolge.

La lingua ebraica non ha il verbo โ€œavereโ€. Al suo posto si usa la circonlocuzione che impiega il verbo โ€œessereโ€: โ€œรจ a meโ€ equivale a dire โ€œio hoโ€ (questo รจ il modo di esprimersi anche in ebraico moderno).

Questa precisazione รจ fondamentale per giustificare la mia traduzione, totalmente diversa rispetto a quella della CEI 2008 ยซQuale gratitudine vi รจ dovuta?ยป. Secondo il mio parere, essa รจ incoerente col contesto, incongruente e fuorviante.

Tradurre invece โ€œQuale tipo di grazia รจ a voi/Quale qualitร  di gratuito avete?โ€ equivale infatti a domandare: โ€œChe cosa avete/fate di gratuito?โ€.

Unicuique suum

Gesรน domanda ai suoi discepoli di tutti i tempi non tanto ยซquale gratitudine sia loro dovutaยป (!) oggettivamente, ma di quale qualitร  sia la loro grazia/gratuitร  attiva con la quale essi si rapportano alle persone e alle vicende che pongono gravi difficoltร  nella vita relazionale a livello familiare, ecclesiale, sociale, politico, economicoโ€ฆ

Gesรน ha appena annunciato le Beatitudini, la promessa di felicitร  certa per coloro che accolgono il regno di Dio che viene in lui e che perciรฒ trasfigura tutte le situazioni tragiche in cui possono trovarsi gli uomini di tutti i tempi. A chi si apre a Gesรน รจ possibile vivere questa felicitร  fin dโ€™ora. Lo Spirito Santo darร  lavoro la forza necessaria (cf. At 2,11ss: cf. Gal 5,18-23).

Se tu ti apri a me, dice Gesรน, sei felice anche proprio dentro le tue difficoltร , perchรฉ io sono dalla tua parte, e ti prendo sulle mie spalle.

Gratis. Cosรฌ come sei messo. Non si paga niente.

Saldamente issato gratuitamente sulle mie spalle tu potrai essere e vivere la gratuitร , esplicitare allโ€™esterno la gratuitร  di cui sei stato fatto oggetto fin nelle tue piรน intime fibre.

Accolto, sostenuto, portato gratuitamente da me nel cammino della vita โ€“ dice sempre Gesรน ai suoi discepoli โ€“, ti sarร  perfettamente comprensibile, anche se difficile da mettere in pratica, che la gratuitร  รจ possibile, vincente, rigenerante.

Hai capito โ€“ dice sempre Gesรน ai suoi โ€“ che la vita non si puรฒ reggere sulla pura legge del do ut des, della pura giustizia distributiva e retributiva fondata sul dare a ciascuno il suo, il famoso suum cuique tribuere che si trova in Domizio Ulpianoย (Tiro,ย 170ย circa d.C. โ€“ย Roma,ย 228 d.C.), da cui il piรน sinteticoย unicuique suum, uno fra i principali precetti delย diritto romano, concetto che viene adottato anche dalloย Stato platonico.

Gratuitร  attiva, creativa, โ€œalternativaโ€

La novitร  del regno che Gesรน รจ venuto a portare ai suoi discepoli รจ quella di superare il puramente dovuto, ciรฒ che รจ il giusto secondo gli uomini, fra cui anche la giustizia penale elaborata dalle societร  umane per rendere possibile una serena convivenza tra i cittadini di ogni specie.

Nel Vangelo secondo Matteo Gesรน parlerร  del perisson, del โ€œdi piรน/speciale/sovrabbondanteโ€ che i discepoli sono chiamati a vivere rispetto al proprio ambiente e alla mentalitร  ivi dominante (cf. Mt 5, 20.47 perisseuein/perisson).

Lโ€™evangelista Luca preferisce il linguaggio della โ€œgratuitร /gratuito/charisโ€, affine a quello impiegato da Matteo per esplicitare il pensiero innovativo di Gesรน, linguaggio del Regno, linguaggio โ€œdivinoโ€.

Gesรน esplicita con vari esempi i campi di esercizio della gratuitร .

Essa si manifesta come amore verso i nemici, cioรจ a fare del bene a coloro che ci odiano.

Si vede nel benedire coloro che ci maledicono, cioรจ nel pregare per coloro che ci maltrattano.

La gratuitร  trasforma la pura legge del taglione e del โ€œpareggioโ€ con la potente forza morale e spirituale che supera il โ€œpareggioโ€ cercando la โ€œvittoriaโ€ nel creare vita, perdono, recupero, affidamento della propria causa a Dio. Lโ€™esempio del comportamento di Davide nei confronti del re Saul in 1Sam 26 รจ uno splendido esempio (siamo sicuri di parlare di Antico Testamento?!?) della messa in pratica prolettica, anticipata della parole di Gesรน.

Lโ€™alternativa: non-violenza attiva, prestiti a fondo perduto, amore gratuito

La logica del regno di Dio portato da Gesรน, vissuta per primo con eccellenza proprio da lui, viene esemplificata nel campo della violenza, dei prestiti finanziari, dellโ€™amore verso i nemici.

Le parole di Gesรน domandano una diversitร , unโ€™alternativa, una qualitร  diversa che connoti i movimenti del cuore dei discepoli di Gesรน nei confronti del loro prossimo rispetto alla pura logica umana che vige nelle normali relazioni interpersonali. Esse sono rette dalla mera giustizia umana, dalla buona educazione, dal buon senso, dal do ut des, dalla convenienza economica, sociale, dai rapporti commerciali da salvaguardare anche passando sopra alle persone, dalla fedeltร  alle alleanze stipulate, dalla maggiorazione dei profitti ad ogni costoโ€ฆ

Senza sperare nulla, vedendo lโ€™invisibile

Lโ€™amore dei nemici e la non-violenza attiva troveranno le loro difficili vie umane di realizzazione, passo dopo passo, con la pazienza diplomatica, la preveggenza illuminata e saggia della politica alta, salvaguardando la difesa dei piรน deboli, dei popoli oppressi, degli interessi di terze persone. Ma esse non dovranno mai cessare di striare del loro colore lโ€™animo dei discepoli di Gesรน. Il loro non รจ un animo imbelle e ingiustamente remissivo, un animo perdente in partenza, uno scarto che rimane ai margini e indietro rispetto agli inganni della vita sociale e politica del proprio tempo.

La forza morale che spezza il cerchio infernale della violenza e della frigida lex talionis, che svelenisce i rapporti violenti fra gli uomini e recupera le persone e le situazioni, richiede forza ben piรน grande che non quella necessaria a reagire colpo su colpo, secondo la pura legge del taglione, se non addirittura con la rappresaglia e la vedetta indiscriminata.

Forza morale e religiosa, potenza dello Spirito Santo, sguardo oltre lโ€™ostacolo, visione larga e preveggente tesa alla realizzazione del bene comune ispireranno la ragioni del comportamento del discepolo di Gesรน a livello interpersonale, familiare, ecclesiale e, tendenzialmente, a quello vasto della vita degli uomini e delle nazioni a tutti i livelli.

Il discepolo di Gesรน vive vedendo lโ€™invisibile.

Vede il Regno, vede la Chiesa crescere come lievito di un mondo nuovo, il Regno del Padre.

Dona la speranza perduta.

Nelle sue orecchie nel cuore risuona la domanda di Gesรน: โ€œDi che qualitร  รจ il tuo gratuito?โ€.

Commento a cura di padre Roberto Mela scj
Fonte del commento: Settimana News

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