Monarchia contestata, Saul depresso e Davide bandito
Dopo aver narrato la nascita e la gioventรน di Samuele (1Sam 1,1โ7,17), lโautore, che ha presieduto alla redazione conclusiva dei due libri di Samuele โ dalla nascita del profeta questi due libri giungono a coprire il periodo del censimento attuato da Davide โ, si dilunga a descrivere lโistituzione dibattuta della monarchia, tratteggiando a lungo le figure e il ruolo avuto in questo frangente da parte di Saul e di Samuele (1Sam 8,1โ15,35).
La seconda parte del Primo libro di Samuele si concentra invece sulle figure di Saul e di Davide (1Sam 16,1โ31,13) e sul loro travagliato rapporto di odio e di amore.
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Al racconto dellโascesa di Davide e della sua unzione regale (16,1-23) segue quello delle vicende di Davide, buon pastore, e della sua vittoria contro il gigante filisteo Golia (17,1โ18,5).
Mentre la gelosia di Saul monta contro Davide, a questi viene data in sposa la figlia stessa del re, Mical (ยซChi come Dio?ยป, 18,6-30).
A un primo tentativo di Saul, affetto da sindrome depressiva e da mania di persecuzione, di eliminare Davide ne succederanno altri (19,1-24), nonostante il fatto che Davide cerchi di curare la depressione del re persino con la musicoterapia. Alla lancia di Saul fugge con la sua agilitร (19,8-10), nella perquisizione notturna dei suoi alloggi viene salvato dallโamore inventivo dalla moglie Micalโฆ, la figlia del re! (19,11-17).
Davide รจ il giusto perseguitato senza motivo.
ร costretto ad una vita sul chi va lร , ad una fuga continua.
Alla fine, Davide viene definitivamente allontanato dalla corte, mentre lui prometterร che nel futuro risparmierร la famiglia di Gionata โ figlio del re suo avversario ma, allo stesso tempo, suo grande amico โ che ne favorisce la partenza (20,1-34). Dio rimarrร per sempre tra Gionata e Davide (20,35โ21,1).
Davide diventa un bandito (21,2โ28,2), un capetto mafioso di un branco di sbandati nullafacenti che protegge le greggi dei filistei, vagando fra i loro territori con razzie, saccheggi e massacri vari, perpetrati anche contro gli stessi filistei.
Davide conferma nuovamente il suo patto di amicizia con Gionata, mentre gli abitanti di Zif โ villaggio situato a circa sette chilometri a sud-est di Hebron (gande cittร situata a 38 chilometri a sud di Gerusalemme, a 935 metri s.l.m.) โ offrono un leale aiuto al re Saul.
La mia mano ti ha โperdonatoโ
Davide risparmia una prima volta la vita al re totalmente indifeso, colto alla sprovvista in una caverna a En Ghedi in una situazione imbarazzante (24,1-23). Taglia un lembo del mantello di Saul, ma si guarda bene dallo stendere la mano contro il consacrato del Signore (24,7; cf. 26,9.23; 2Sam 1,14).
Una volta arrivato a distanza di sicurezza, David rinfaccia a Saul โ con rispetto โ il fatto che avrebbe potuto ucciderlo con facilitร , come gli avevano consigliato, ma non ha steso le mani sul consacrato del Signore, suo signore egli stesso, perchรฉ โha avuto pietร di lui/wattแธฅฤแธฅฤs โฤlรชkฤโ (senza correggere il TM e considerando soggetto di 3a pers. femm. โla mia manoโ). La mano di Davide, la sua potenza operativa, ha avuto compassione, si รจ โimpietositaโ di Saul e lo ha โperdonatoโ. Davide non ha agito in maniera spietata, inesorabile, secondo una ben comprensibile collera giudiziale (cf. voce โแธฅรปsโ nel dizionario di L. Alonso Schรถkel).
Davide non ha alcun motivo di contesa nei confronti di Saul. Non ha commesso alcun male, nรฉ ha peccato contro di lui nรฉ ha coltivato ribellione alcuna. Il Signore sia giudice tra lui e Saul in questa vicenda โ sentenzia saggiamente Davide โ e gli faccia giustizia nei suoi confronti. La sua mano non sarร mai contro di lui. Il Signore faccia da giudice, fra i due, veda e difenda la causa di Davide (cf. 1Sam 24,11-16). Davide non si farร mai giustizia da solo, anche se ne avrebbe tutti i giusti motivi e avesse avuto la possibilitร concreta di farlo.
Dopo la morte di Samuele e il matrimonio con Abigail, la moglie saggia dello stupido Nabal (โlo Stoltoโ) (25,1-44), Davide si trova nuovamente a dover fuggire dalla caccia spietata lanciatagli da Saul nel deserto di Zif, mentre si trova rintanato sulla altura di Keila.
In questo frangente Davide risparmia la vita di Saul per la seconda volta (26,1-13), ricevendone la benedizione riconoscente (26,14-25).
Non uccidere il consacrato di YHWH!
Con tremila uomini Saul cerca di stanare David e i suoi quattrocento banditi nella porzione del deserto di Giuda che da Zif (situato a circa 850 metri s.l.m.) in poco piรน di 20 chilometri scende a precipizio per ripidi wadi verso la depressione del Mar Morto (- 415 metri s.l.m.).
Davide e il fido Abisร i, figlio di Seruiร , fratello di Ioab (futuro generale dellโesercito di Davide) decidono per unโardita incursione notturna fra le tende del re (26,1-7). Questo a dimostrazione ulteriore delle proprie capacitร belliche di โagente specialeโ.
Giunti al capezzale del re profondamente addormentato fra le sue truppe guidate da Abner, Abisร i vorrebbe uccidere Saul con un solo colpo di lancia bene assestato, che lo inchiodi a terra. Abisร i riconosce che รจ stato Dio stesso a โmettere nelle mani (dopo averlo bloccato/rinchiuso)/siggarโ di Davide il suo nemico (non menziona perรฒ il nome Saul e il fatto che sia il re!). Davide vieta ad Abisร i di uccidere Saul, in quanto egli รจ e rimane per sempre โil consacrato/unto/messia del Signore/meลกรฎaแธฅ YHWHโ (26,9) e nessuno รจ mai rimasto impunito di quanti hanno steso la mano contro uno come lui.
Davide riconosce che Saul appartiene a YHWH che lo ha scelto e consacrato tramite il profeta Samuele. Davide รจ stato costretto a diventare un bandito, ma non si spinge a violare il tabรน di uccidere lโuomo che YHWH ha scelto e consacrato re di Israele. Saul รจ un โuomo di Dioโ anche lui, appartiene a YHWH, e continua a esserlo benchรฉ lo stia perseguitando a morte senza un motivo valido.
Davide riconosce chi o che cosa solamente possa porre fine alla vita di Saul senza incorrere nella punizione di YHWH. I vv. 10-11, non letti nella liturgia, meritano di essere riportati: ยซPer la vita del Signore, solo il Signore lo colpirร o perchรฉ arriverร il suo giorno e morirร o perchรฉ scenderร in battaglia e sarร tolto di mezzo. Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta presso il suo capo e la brocca dellโacqua e andiamoceneยป. ร una convinzione profonda che segna il cuore di Davide (cf. 1Sam 24,11).
Un uomo valoroso, un guerriero, un uomo consacrato a Dio deve morire solamente per tre motivi: morte naturale, punizione diretta del Signore, morte valorosa in battaglia. Un consacrato a Dio non puรฒ essere ucciso per nessun motivo e un guerriero valoroso non puรฒ essere ucciso nel sonno!
Davide punirร infatti con la morte immediata lโamalecita che gli riferisce di aver finito con la spada per un senso di pietร il re Saul moribondo sul monte Gรจlboe, rimproverandolo aspramente: ยซCome non hai temuto di stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?ยป. Stessa sorte Davide infliggerร ai due capi di bande beniaminiti Baanร e Recab che avevano decapitato proditoriamente Is-Baal, figlio storpio di Saul proclamato re da Abner, mentre faceva la siesta in casa sua, a Macanaim nel territorio di Gร laad. Ai due uomini che gli avevano portato in dono come prova della loro azione la testa dellโucciso, un re potenzialmente nemico, Davide rimprovera sdegnato lโuccisione ยซdi un giusto in casa mentre dormivaยป (2Sam 4,11). Li fa uccidere, tagliare loro le mani e i piedi e fa appendere i loro corpi come deterrente presso la piscina di Ebron (cf. 2Sam 4,12).
Il Signore sia giudice tra me e te
Davide e Abisร i portano via la lancia e la brocca dโacqua di Saul e, arrivati a debita distanza, irridono il generale Abner e la sua truppa per la mancata sorveglianza sulla sicurezza del re, loro signore e consacrato del Signore (v. 16).
Saul sente la voce di Davide, lo chiama โfiglio mioโ (v. 17; cf. 1Sam 24, 17ss, dove segue il pianto di Saul, segno di fragilitร affettiva e debilitazione depressiva con sbalzi dโumore). Davide gli risponde identificandosi e chiede per tre volte il motivo per il quale Saul lo perseguiti a morte.
Davide non รจ un imbelle. Spiega le proprie ragioni, difende la sua buona causa e le sue intenzioni, cerca la โveritร โ nella vicenda. Che male cโรจ in lui? Se รจ il Signore a eccitarlo contro Davide, unโofferta sacrificale accompagnata da incenso lo possa placare. Se, invece, sono gli uomini a farlo, siano maledetti, perchรฉ lo costringono a vagare in terra di idolatri (v. 19).
Saul gli risponde riconoscendo di aver e peccato, di essersi comportato da sciocco e di essersi completamente ingannato nei suoi confronti e gli chiede di ritornare da lui (v. 21). Davide gli augura che come la vita di Saul รจ stata preziosa agli occhi di Davide, cosรฌ la propria vita sia preziosa agli occhi del Signore (senza nominare Saul!) ed egli lo liberi da ogni male (senza nominare Saul!: eccetto i presentiโฆ).
Saul benedice Davide e gli assicura pieno successo in tutto ciรฒ che compirร in futuro (26,25).
Davide se ne va per la sua strada (senza tanti baci e abbracci da happy end americano) e Saul se ne torna alla sua dimora (pacificato e guarito dentro?).
Tardฤmฤh
Sia nella grotta di En Ghedi (1Sam 24) che nellโincursione notturna nellโaccampamento (1Sam 26) Davide ha risparmiato Saul. Ha risparmiato chi lo perseguitava ingiustamente. La sua mano ยซsi รจ impietositaยป e lo ha ยซperdonatoยป (wattแธฅฤแธฅฤs, 1Sam 24,11).
Lโautore del libro nota perรฒ โ con unโintrusione tipica dellโautore onnisciente โ che Saul e tutto lโaccampamento dormivano profondamente perchรฉ il Signore aveva inviato su loro un torpore profondo, una tardฤmฤh (v. 12). Il termine compare solo sei volte nellโAT (Gen 2,21; 15,12; Gb 4,13; 33,15; Pr 19,15 e Is 29,10). Colpiscono le due ricorrenze di Gen 2,21 e 15,12.
Nel momento della โcostruzioneโ (wayyibฤn, 2,22) della donna dal fianco dellโโฤdฤm, YHWH Dio fa scendere su di lui una tardฤmฤh che circondi il prodigio creativo della nascita della donna dallโuomo (Gen 2,21). Lโโฤdฤm รจ inerte e inconsapevole al momento del prodigio divino della creazione della donna.
Nel frangente della stipulazione dellโalleanza โ praticamente unilaterale da parte di YHWH e quindi in pratica la stipulazione di una promessa โ, YHWH fa scendere su Abramo una tardฤmฤh (Gen 15,12). Lโalleanza tra YHWH e Abramo non รจ frutto di collaborazione alla pari, ma un prodigio pattizio unilaterale di grazia sovrabbondante e stordente lโuomo. Di fatto, sola la torcia di fuoco di YHWH passa tra gli animali squartati in segno di alleanza (ยซaccada a me come a questi animali squartati se verrรฒ meno allโalleanzaยป). Abramo รจ inerte e inconsapevole di fronte al prodigio divino della promessa pattizia gratuita di YHWH.
Perdono e benedizione
Voglio pensare che, se Davide non ha ceduto al consiglio di Abisร i di trafiggere al suolo Saul con un solo colpo di lancia, invece di lasciarlo sopravvivere, รจ perchรฉ una tardฤmฤh divina proteggeva come un alone il perdono di Davide, rendendo possibile il prodigio di grazia della misericordia da parte del โbandito mafiosoโ, molto ardua per la sola forza dellโuomo. La grazia perdonante di YHWH accompagnava la grandezza di cuore di Davide e avvolgeva tutti in unโombra di grazia creativa, perdonante e misericordiosa, che va al di lร della pura giustizia e collera giudiziale, lasciando a Dio il giudizio ultimo sulla veritร della cose e del cuore dellโuomo.
Voglio pensare che la tardฤmฤh divina ha impedito lโuccisione di un colpevole โ che sarebbe stata comprensibile e piรน che giustificata umanamente, pareggiando perfettamente le realtร in campo โ, ha creato una grandezza di cuore, un perdono e un rispetto nei confronti di una persona consacrata a Dio โ come lo รจ ogni uomo che nasce sulla terraโฆ โ, e ha fatto nascere la benedizione di Saul, povero re, consacrato a YHWH ma perseguitato anche lui dalle proprie ombre di depressione e di manie di persecuzione.
Il duplice โperdonoโ nei confronti di Saul (1Sam 24,1-23; 26,25) ha richiesto al โbanditoโ Davide una grande forza morale e una profonda convinzione religiosa circa Saul quale consacrato al Signore, al quale lasciar lโultimo giudizio insindacabile sulle vicende umane. Il perdono ha richiesto maggiore forza rispetto a quella necessaria a farsi giustizia umana da solo, ancorchรฉ giustificata (ยซlascia che lo inchiodi a terra con la lancia in un solo colpoยป, 1Sam 26,9).
Il perdono non ha raggiunto un misero pareggio, ma ha vinto con un largo punteggio.
Il perdono ha impedito la morte, ha prolungato la vita, ha affidato la vita del nemico ad unโistanza giudiziaria infallibile perchรฉ superiore a quella puramente umana, ha โrecuperatoโ e โriabilitatoโ lโavversario e ha creato lโambiente vitale per la nascita della benedizione dal profondo del suo stesso cuore.
Perdono batte giustizia umana cinque a zero.
Davide non รจ un povero imbelle.
Ha combattuto una buona battaglia รจ lโha vinta alla grande.
ร quello che vuole anche Gesรน.
Dovโรจ il gratuito?
Varcato lo splendido portale delle Beatitudini (Lc 6,20-26), il discorso ยซpianeggianteยป (v.17) da โimpossibileโ (โVivere le Beatitudiniโ) si fa solo un poโ โarduoโ, ma tutto sommato piรน abbordabileโฆ
โQuale grazia รจ a voi?/poia hymin charis estin;โ domanda Gesรน per ben tre volte (vv. 32.33.34) ai suoi discepoli (v. 20) e, tendenzialmente, alla folla che lo ascolta e che cerca di toccarlo per essere guarita (v. 19). ยซโChe tipo/che qualitร /poiaโ di grazia รจ a voi?ยป chiede Gesรน, strutturando attorno a questa domanda-principio di fondo tutto il suo ragionamento e le sue richieste successive.
Lโevangelista Luca รจ il migliore scrittore in greco del Nuovo Testamento. Ma non sono assenti in lui dei tratti di greco ellenistico semitizzante, ben comprensibile dato lโuditorio al quale si rivolge.
La lingua ebraica non ha il verbo โavereโ. Al suo posto si usa la circonlocuzione che impiega il verbo โessereโ: โรจ a meโ equivale a dire โio hoโ (questo รจ il modo di esprimersi anche in ebraico moderno).
Questa precisazione รจ fondamentale per giustificare la mia traduzione, totalmente diversa rispetto a quella della CEI 2008 ยซQuale gratitudine vi รจ dovuta?ยป. Secondo il mio parere, essa รจ incoerente col contesto, incongruente e fuorviante.
Tradurre invece โQuale tipo di grazia รจ a voi/Quale qualitร di gratuito avete?โ equivale infatti a domandare: โChe cosa avete/fate di gratuito?โ.
Unicuique suum
Gesรน domanda ai suoi discepoli di tutti i tempi non tanto ยซquale gratitudine sia loro dovutaยป (!) oggettivamente, ma di quale qualitร sia la loro grazia/gratuitร attiva con la quale essi si rapportano alle persone e alle vicende che pongono gravi difficoltร nella vita relazionale a livello familiare, ecclesiale, sociale, politico, economicoโฆ
Gesรน ha appena annunciato le Beatitudini, la promessa di felicitร certa per coloro che accolgono il regno di Dio che viene in lui e che perciรฒ trasfigura tutte le situazioni tragiche in cui possono trovarsi gli uomini di tutti i tempi. A chi si apre a Gesรน รจ possibile vivere questa felicitร fin dโora. Lo Spirito Santo darร lavoro la forza necessaria (cf. At 2,11ss: cf. Gal 5,18-23).
Se tu ti apri a me, dice Gesรน, sei felice anche proprio dentro le tue difficoltร , perchรฉ io sono dalla tua parte, e ti prendo sulle mie spalle.
Gratis. Cosรฌ come sei messo. Non si paga niente.
Saldamente issato gratuitamente sulle mie spalle tu potrai essere e vivere la gratuitร , esplicitare allโesterno la gratuitร di cui sei stato fatto oggetto fin nelle tue piรน intime fibre.
Accolto, sostenuto, portato gratuitamente da me nel cammino della vita โ dice sempre Gesรน ai suoi discepoli โ, ti sarร perfettamente comprensibile, anche se difficile da mettere in pratica, che la gratuitร รจ possibile, vincente, rigenerante.
Hai capito โ dice sempre Gesรน ai suoi โ che la vita non si puรฒ reggere sulla pura legge del do ut des, della pura giustizia distributiva e retributiva fondata sul dare a ciascuno il suo, il famoso suum cuique tribuere che si trova in Domizio Ulpianoย (Tiro,ย 170ย circa d.C. โย Roma,ย 228 d.C.), da cui il piรน sinteticoย unicuique suum, uno fra i principali precetti delย diritto romano, concetto che viene adottato anche dalloย Stato platonico.
Gratuitร attiva, creativa, โalternativaโ
La novitร del regno che Gesรน รจ venuto a portare ai suoi discepoli รจ quella di superare il puramente dovuto, ciรฒ che รจ il giusto secondo gli uomini, fra cui anche la giustizia penale elaborata dalle societร umane per rendere possibile una serena convivenza tra i cittadini di ogni specie.
Nel Vangelo secondo Matteo Gesรน parlerร del perisson, del โdi piรน/speciale/sovrabbondanteโ che i discepoli sono chiamati a vivere rispetto al proprio ambiente e alla mentalitร ivi dominante (cf. Mt 5, 20.47 perisseuein/perisson).
Lโevangelista Luca preferisce il linguaggio della โgratuitร /gratuito/charisโ, affine a quello impiegato da Matteo per esplicitare il pensiero innovativo di Gesรน, linguaggio del Regno, linguaggio โdivinoโ.
Gesรน esplicita con vari esempi i campi di esercizio della gratuitร .
Essa si manifesta come amore verso i nemici, cioรจ a fare del bene a coloro che ci odiano.
Si vede nel benedire coloro che ci maledicono, cioรจ nel pregare per coloro che ci maltrattano.
La gratuitร trasforma la pura legge del taglione e del โpareggioโ con la potente forza morale e spirituale che supera il โpareggioโ cercando la โvittoriaโ nel creare vita, perdono, recupero, affidamento della propria causa a Dio. Lโesempio del comportamento di Davide nei confronti del re Saul in 1Sam 26 รจ uno splendido esempio (siamo sicuri di parlare di Antico Testamento?!?) della messa in pratica prolettica, anticipata della parole di Gesรน.
Lโalternativa: non-violenza attiva, prestiti a fondo perduto, amore gratuito
La logica del regno di Dio portato da Gesรน, vissuta per primo con eccellenza proprio da lui, viene esemplificata nel campo della violenza, dei prestiti finanziari, dellโamore verso i nemici.
Le parole di Gesรน domandano una diversitร , unโalternativa, una qualitร diversa che connoti i movimenti del cuore dei discepoli di Gesรน nei confronti del loro prossimo rispetto alla pura logica umana che vige nelle normali relazioni interpersonali. Esse sono rette dalla mera giustizia umana, dalla buona educazione, dal buon senso, dal do ut des, dalla convenienza economica, sociale, dai rapporti commerciali da salvaguardare anche passando sopra alle persone, dalla fedeltร alle alleanze stipulate, dalla maggiorazione dei profitti ad ogni costoโฆ
Senza sperare nulla, vedendo lโinvisibile
Lโamore dei nemici e la non-violenza attiva troveranno le loro difficili vie umane di realizzazione, passo dopo passo, con la pazienza diplomatica, la preveggenza illuminata e saggia della politica alta, salvaguardando la difesa dei piรน deboli, dei popoli oppressi, degli interessi di terze persone. Ma esse non dovranno mai cessare di striare del loro colore lโanimo dei discepoli di Gesรน. Il loro non รจ un animo imbelle e ingiustamente remissivo, un animo perdente in partenza, uno scarto che rimane ai margini e indietro rispetto agli inganni della vita sociale e politica del proprio tempo.
La forza morale che spezza il cerchio infernale della violenza e della frigida lex talionis, che svelenisce i rapporti violenti fra gli uomini e recupera le persone e le situazioni, richiede forza ben piรน grande che non quella necessaria a reagire colpo su colpo, secondo la pura legge del taglione, se non addirittura con la rappresaglia e la vedetta indiscriminata.
Forza morale e religiosa, potenza dello Spirito Santo, sguardo oltre lโostacolo, visione larga e preveggente tesa alla realizzazione del bene comune ispireranno la ragioni del comportamento del discepolo di Gesรน a livello interpersonale, familiare, ecclesiale e, tendenzialmente, a quello vasto della vita degli uomini e delle nazioni a tutti i livelli.
Il discepolo di Gesรน vive vedendo lโinvisibile.
Vede il Regno, vede la Chiesa crescere come lievito di un mondo nuovo, il Regno del Padre.
Dona la speranza perduta.
Nelle sue orecchie nel cuore risuona la domanda di Gesรน: โDi che qualitร รจ il tuo gratuito?โ.
Commento a cura di padre Roberto Mela scj
Fonte del commento: Settimana News
