card. Gianfranco Ravasi – Quel gesto di affetto che scaccia la febbre

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I pellegrini di solito sโ€™imbarcano a Tiberiade e, navigando sullโ€™omonimo lago posto a 212 metri sotto il livello del mare, approdano a Cafarnao (โ€œvillaggio di Nahumโ€ o โ€œdella consolazioneโ€). Ai tempi di Gesรน era una cittadina prospera, dotata di una guarnigione militare comandata da un centurione (Luca 7,1-10) e di un controllo di dogana diretto da un certo Levi-Matteo, il futuro apostolo ed evangelista (5,27-28), a causa della strada carovaniera che raggiungeva la Siria. Ora รจ un vasto campo archeologico ove i Francescani hanno messo in luce importanti memorie cristiane. Tutti ammirano i resti imponenti della sinagoga del IV-V secolo, sorta sopra quella, piรน modesta, frequentata da Gesรน, ove tenne il celebre discorso del ยซpane di vitaยป (Giovanni 6).

Immaginiamo che egli esca proprio da quella sinagoga e si incammini verso i quartieri popolari dei pescatori con le loro case modeste erette con pietre basaltiche nere e con tetti a rami impastati di argilla (si ricordi lโ€™episodio del paralitico calato dal tetto proprio a Cafarnao secondo Marco 2,1-12). Come abbiamo giร  visto in passato, fu attraversando una di queste viuzze che Gesรน aveva guarito una donna emorroissa e, nel quartiere piรน elegante, aveva riportato in vita la figlia dodicenne del capo della sinagoga. Ora, perรฒ, egli sta indirizzandosi verso la residenza di un pescatore che รจ suo discepolo, Simone detto Pietro, che lo ospita durante i suoi soggiorni a Cafarnao.

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รˆ a questo punto che facciamo emergere una figura femminile che lโ€™evangelista Luca ci presenta. Di lei non conosciamo nรฉ il nome nรฉ lโ€™etร ; sappiamo, perรฒ, che รจ la madre della moglie di Pietro. Ma lasciamo la parola a Luca: ยซGesรน, uscito dalla sinagoga, entrรฒ nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinรฒ su di lei, comandรฒ alla febbre e la febbre la lasciรฒ. E subito si alzรฒ in piedi e li servivaยป (Luca 4,38-39). Il gesto di Cristo รจ significativo: si china su di lei, quasi a toccare la fronte come si fa con i febbricitanti; anzi, lโ€™evangelista Marco (1,29-31) ricorda che la prese per mano, quasi a sentire i battiti accelerati del polso e per sollevarla dal letto.

Eccola, dunque, in piedi, dato che Gesรน ha โ€œcomandatoโ€ al male di lasciarla, personificandolo in uno spirito maligno, secondo la concezione del tempo riguardo alle malattie. E la donna รจ ben felice di poter servire a tavola il Maestro che aveva cambiato la vita di suo genero. รˆ interessante notare che gli archeologi francescani hanno portato alla luce in questo quartiere popolare i resti di una chiesa bizantina ottagonale del V sec. con un pavimento a mosaico rappresentante un pavone e fiori di loto. Un metro e mezzo sotto quel pavimento, quasi come in una cripta, cโ€™erano i segni di una chiesa giudeo-cristiana precedente: i seguaci di Cristo cafarnaiti avevano scelto quella sala perchรฉ quasi certamente era la casa di Pietro a loro nota.

Possiamo, allora, immaginare di avere la memoria spaziale di quellโ€™atto di affetto di Gesรน nei confronti della suocera di Pietro e del suo soggiorno a Cafarnao. Memoria confermata dai bizantini che vi eressero sopra la loro chiesa, ora visibile da unโ€™apertura centrale del nuovo santuario, architettonicamente non esaltante, eretto nel 1990. Giร  nel 570 un pellegrino di Piacenza nel suo diario di viaggio annotava riguardo alla chiesa bizantina: ยซVenimmo a Cafarnao, nella casa del beato Pietro, che attualmente รจ una basilicaยป.

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