Commento al Vangelo del 2 Dicembre 2018 – don Giovanni Berti – Gioba

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Unย vangelo da urlo

โ€œLโ€™urlo di Munchโ€ รจ una delle opere dโ€™arte pittorica piรน famose al mondo e rappresentative dellโ€™arte moderna a cavallo tra i XIX e il XX secolo. Edward Munch (pittore norvegese, 1863-1944) nel quadro vuole rappresentare lโ€™improvviso stato di angoscia e terrore che lo prende un tardo pomeriggio quando passeggiando con gli amici, si trova a contemplare la cittร  di Oslo lungo la strada. Il quadro, che non descrive il mondo esteriore ma quello interiore dellโ€™artista, ha in primo piano la figura di un uomo che con le mani al volto, quasi a schiacciarlo, apre la bocca per emettere un urlo che รจ insieme fortissimo ma anche muto, interiore, mentre il paesaggio attorno si scompone in linee concentriche quasi ipnotiche e il cielo al tramonto diventa come un fuoco. Penso che in questo quadro, di cui esistono ben 4 versioni dello stesso autore, e piรน volte riproposto e citato da altri artisti, รจ diventato una delle piรน efficaci rappresentazioni dellโ€™angoscia dellโ€™uomo moderno difronte alla precarietร  della vita, al crollo delle certezze e delle tradizioni, al senso di smarrimento e la mancanza di una speranza nelle relazioni umane.

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Penso che questo โ€œurloโ€ sia molto attuale anche per noi, che viviamo piรน di 100 anni dopo lโ€™opera di Munch, nella nostra epoca dove vediamo pian piano venire meno le certezze che davano soliditร  al nostro animo, alle relazioni famigliari e sociali. La religione con le sue tradizioni sembra venire meno, gli scandali dentro la Chiesa ce la fanno apparire sempre meno autorevole e punto di riferimento. Le istituzioni sociali, politiche e anche caritatevoli, sono sempre meno sicure e degne di fiducia. Anche gli esperimenti sullโ€™uomo, come lโ€™ultimo fatto su due gemelli in Cina, sembra che abbiano rotto lโ€™ultima barriera di certezza e di rispetto per lโ€™uomo.ย  E anche noi, nel piccolo della nostra vita, ogni giorno sperimentiamo la precarietร  dei rapporti che credevamo eterni, il tradimento di fiducia data, la perdita di persone care che erano punto di riferimento.

Maย anche il Vangelo di questa prima domenica di Avvento ha nel quadro di Munch unโ€™ottima sintesi. I discepoli di Gesรน stanno sperimentando il crollo di tutto il loro mondo di sicurezze: il Tempio di Gerusalemme con il suo culto e tradizioni, centro della fede millenaria di Israele, รจ destinato a scomparire, ma anche tutto il mondo antico, con le sue divinitร , i suoi imperi e potenze sono ad un passo dallo sgretolamento. Gesรน con le sue parole sottolinea tutto questo, quando parla di sconvolgimento dei cieli, di angoscia di popoli, di paura che fa morire. Il Signore parlando ai discepoli spaventati intercetta anche le nostre paure, i nostri urli muti interiori che ci portano ad appesantire il cuore.

Ma le parole di Gesรน non si fermano a questo, anzi sono un invito alla fiducia e alla speranza quando dice chiaramente โ€œโ€ฆallora vedranno il Figlio dellโ€™uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perchรฉ la vostra liberazione รจ vicinaโ€

Tutto puรฒ crollare, anche le realtร  umane e concrete sulle quali puntavamo tutto, ma alla fine prevale Gesรน e la sua parola. โ€œFiglio dellโ€™uomoโ€ nel linguaggio evangelico significa uomo perfetto, pienamente realizzato. Gesรน venendo al mondo (e ci stiamo preparando proprio a questo evento natalizio) รจ venuto a dirci che lโ€™uomo non รจ condannato alla precarietร  e quindi allโ€™infelicitร . Lโ€™urlo di angoscia che abbiamo dentro รจ ascoltato da Dio, e Dio รจ venuto nel mondo con lโ€™uomo Gesรน per mostrarci che รจ possibile vivere pienamente in ogni situazione, anche la piรน sconvolgente.

Gesรน invita i suoi discepoli a stare diritti, in piedi, non chiusi nelle paure, ma ad affrontare la vita sapendo che lโ€™unica vera incrollabile certezza รจ quella del Vangelo, รจ la Resurrezione, รจ la vita. Siamo persone che possono essere libere e non schiave degli eventi e dei cambiamenti.

Lโ€™invito alla preghiera non รจ un modo per โ€œanestetizzareโ€ il dolore e per metterci una โ€œbenda sugli occhiโ€ e fare finta che non ci siano i problemi. Al contrario la preghiera ci porta dentro la tempesta della vita ma con la Parola di Dio nel cuore, con la forza dello Spirito di Dio, cioรจ del suo amore, facendoci vedere che in fondo siamo amati, siamo capaci di amare, che la felicitร  non ci รจ rubata, e che se anche tutto passa, le parole e lโ€™amore di Dio non passano.

Se lโ€™urlo di Munch รจ lโ€™icona dellโ€™angoscia dellโ€™uomo moderno, Gesรน che nasce a Betlemme รจ la rappresentazione piรน efficace della vicinanza di Dio ad ogni uomo, di ogni epoca, anche la nostra cosรฌ precaria e piena di angoscia.

Fonte – il blog di don Giovanni Berti

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

I DOMENICA DI AVVENTO โ€“ ANNO C

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 2 dicembre 2018 anche qui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,25-28.34-36
ย 
ยซVi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciรฒ che dovrร  accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perchรฉ la vostra liberazione รจ vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterร  sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perchรฉ abbiate la forza di sfuggire a tutto ciรฒ che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 02 – 08 Dicembre 2018
  • Tempo di Avventoย I,
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo C
  • Anno: III
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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