Commento al Vangelo del 7 Ottobre 2018 – p. Roberto Mela scj

- Pubblicitร  -

Una sola carne

Plasmรฒ lโ€™umanitร , โ€œil terrosoโ€

Dopo il primo racconto riguardante la creazione dellโ€™universo (Gen 1,1โ€“2,3), il libro della Genesi ne riporta un secondo sullo stesso tema (2,4โ€“3,24, le โ€œTรดlฤ“dรดt/Generazioniโ€ del cielo e della terra), strutturato in due parti: 2,4-25 Lโ€™uomo, la donna e il giardino; 3,1-24 La trasgressione della donna e dellโ€™uomo e gli inizi della vita fuori dellโ€™โ€˜รˆden.

Nel secondo racconto โ€“ a differenza del primo, che culmina con la creazione dellโ€™umanitร  dopo che Dio le aveva preparato un ambito vitale favorevole โ€“, in un contesto dove non esisteva nulla sulla terra, con polvere โ€œdalla terra /min hฤโ€™ฤƒdฤmฤhโ€ Dio/โ€™ฤ”lลhรฎm plasma come un vasaio โ€œil terroso/lโ€™umanitร  (indifferenziata sessualmente)/hฤโ€™ฤdฤmโ€, gli insuffla un โ€œalito di vita/niลกmat แธฅayyรฎmโ€, dimodochรฉ egli diventa un โ€œessere vivente/nepeลก hayyฤhโ€.

- Pubblicitร  -

Dio pianta un giardino da dove sgorga un fiume che poi si suddivide in quattro, vi fa germogliare ogni sorta di alberi piacevoli alla vista e vi installa lโ€™uomo perchรฉ โ€œlo lavori e lo custodisca /leโ€˜obddฤh รปleลกomrฤhโ€.

Lโ€™umanitร  puรฒ mangiare di tutti i frutti degli alberi, eccetto di quello della conoscenza del bene e del male. Deve saper limitare la sua voracitร , perchรฉ non diventi onnivora, senza lasciar spazio allโ€™altrui esistenza, alla custodia dellโ€™alteritร , diventando fonte del bene e del male, Dio e non creatura.

Un alleato โ€œcome di fronte a luiโ€

โ€œโ€ฆ Guai invece a chi รจ solo: se cade, non ha nessuno che lo rialziโ€, afferma il saggio Qohelet (Qo 4,10b). Lโ€™uomo รจ relazione, non puรฒ vivere sano di mente senza rapporti umani. Dio crea per lโ€™uomo gli animali, gli uccelli e le bestie selvatiche. Lโ€™uomo impone loro un nome di identificazione e di possesso, ma non trova in essi un โ€œalleato che gli corrispondesse/un alleato come di fronte a lui/โ€˜ฤ“zer kenegdรด/LXX boฤ“thos homoios autลiโ€.

Lโ€™โ€œuomo/umano/hฤโ€™ฤdฤmโ€ (cioรจ lโ€™umanitร  ancora indifferenziata sessualmente) ha bisogno di una differenziazione in modo che, accanto a unโ€™umanitร  di sesso maschile, ci sia unโ€™umanitร  di sesso femminile che gli sia di ยซalleato che gli sta di fronte in modo paritario, allo stesso livello di altezza/dignitร , in uno stato di reciprocitร  complementare tale che lo possa vedere negli occhiยป.

Anche in altri libri biblici di tenore sapienziale-didattico โ€“ ricorda F. Giuntoli nel suo commentario โ€“ si ritrova lo stesso concetto di aiuto-alleanza per designare il rapporto fra lโ€™uomo e la donna.

Sir 13,15-16 nota che ยซOgni vivente ama โ€œil suo simile/to homoion autลiโ€™โ€ e ogni uomo il suo vicino. Ogni essere si accoppia secondo la sua specie, lโ€™uomo si associa โ€œa chi gli รจ simile/tลi homoioi autouโ€ยป, sottraendosi in tal modo alla solitudine. In Sir 36,24 (34,26 manoscritto B) si sottolinea chiaramente che ยซChi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, un โ€œaiuto adatto a lui/boฤ“thon katโ€™autonโ€ e una colonna dโ€™appoggio/stylon anapauseลsยป.

Nella prima notte di matrimonio Tobia e Sara si alzano a pregare: ยซTu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perchรฉ gli fosse di โ€œaiuto/boฤ“thonโ€ e di โ€œsostegno/stฤ“rigmaโ€ยป (Tb 8,6a). Anche il commento midrashico Genesi Rabba 17,4, commentando la parola che lโ€™uomo/umano avrebbe detto osservando le coppie di animali presenti in natura, afferma: ยซOgni cosa ha il suo partner (ben zรปg) ma io non ne hoยป.

Nellโ€™epopea sumerica Gilgameลก il passaggio del selvaggio Enkidu dallo stato di brutalitร  a quello di civiltร  avviene attraverso la seduzione della prostituta ล amแธซat, al punto che โ€“ ricorda ancora Giuntoli โ€“, al passaggio avvenuto, gli stessi animali, un tempo suoi compagni, lo rifuggono (cf. I,195-208).

Dio, che continua a essere rappresentato attraverso immagini antropomorfiche come un Dio che non crea solo con la parola (cf. Gen 1,1 โ€“ 2,3) ma come un artigiano che si sporca le mani modellando dalla polvere della terra lโ€™umanitร /lโ€™umano, in cui insuffla un soffio di vita e che pianta un giardino, ora รจ ritratto come un chirurgo che anestetizza lโ€™uomo con un โ€œtorpore/tardฤ“mฤhโ€ divino, dimodochรฉ quel che si attuerร  sarร  un prodigio e un mistero sconosciuto allโ€™uomo, un prodigio divino.

Avverrร  cosรฌ anche per lโ€™alleanza fra YHWH e Abramo, in cui la stipulazione avviene praticamente solo da parte del Signore come unโ€™alleanza unilaterale, che passa da solo come una fiaccola ardente fra gli animali divisi a metร  (cf. Gen 15).

Anche altre volte la sedazione/torpore/anestesia compiuta da Dio sullโ€™uomo permette a lui di rivelare e compiere la sua volontร , rivelare i suoi progetti e la sua parola (cf. Gen 15,12; 1Sam 26,12; Gb 4,13; 33,15; Is 29,10; Pr 19,15; cf. anche Mt 1,20-24).

Osso dalle ossa, cane dalla carne

Il Signore Dio incide il fianco dellโ€™โ€œuomo/umano/hฤโ€™ฤdฤmโ€ traendone una delle costole, richiude lโ€™incisione fatta e quindi โ€œcostruisce/foggia/wayyiben<bฤnฤhโ€ la costola tratta dallโ€™uomo/umano/hฤโ€™ฤdฤmโ€ (facendola diventare) โ€œin una donna/leโ€™iลกลกฤhโ€. La donna รจ tratta dallโ€™umano indifferenziato, non dallโ€™โ€œuomo maschio/โ€™รฎลกโ€.

Per opera del Signore Dio avviene la differenziazione sessuale, dopo la quale โ€œlโ€™umano/hฤโ€™ฤdฤmโ€ riconosce nel giubilo la differenziazione nella comune appartenenza alla creazione da parte di Dio, in pari dignitร : ยซQuesta volta sรฌ che รจ osso delle mie ossa e carne della mia carneยป (Gen 2,24).

La donna si differenzia dagli animali e dagli uccelli per la comune appartenenza allo status dellโ€™umano a cui รจ stata data come ยซalleato come di fronte a luiยป. Cโ€™รจ lโ€™ammirazione dellโ€™โ€™ฤdฤmรจ gioiosa, ma cโ€™รจ anche chi sottolinea come non sia del tutto esente una sfumatura di possessivitร . Il suo giubilo contiene lโ€™imposizione del nome, come aveva fatto per le cose e gli animali. ยซLa si chiamerร  โ€œdonna/โ€™iลกลกฤhโ€ perchรฉ รจ stata tratta dallโ€™uomo/โ€™รฎลกยป. Gli studiosi fanno notare la diversitร  di radice dei due termini, per cui non รจ corretto intendere e tradurre โ€™iลกลกฤh come โ€œuomaโ€. Cโ€™รจ solo assonanza di radicali in questa etimologia popolare, ma esse sono ben diverse tra di loro.

Lโ€™umano giunge alla parola per la prima volta grazie al prodigio divino della differenziazione sessuale, che permette lโ€™interlocuzione fra esseri di pari dignitร , entrambi usciti dalle mani creatrici del Signore Dio, senza che quel che รจ โ€œcostruitoโ€ da YHWH apparentemente come secondo sia dipendente dallโ€™umano indifferenziato che lo precedeva.

La โ€œcostolaโ€, vicina al cuore, sottolinea la vicinanza della โ€œdonnaโ€ allโ€™โ€œuomoโ€, la corrispondenza dellโ€™aiuto, che, essendo in pari dignitร , diventa suo alleato, in unโ€™alleanza creazionale fondamentale che rende possibile tutte le stipulazioni dellโ€™alleanza che Dio stringerร  con lโ€™uomo nella storia.

La corrispondente reciprocitร  fra lโ€™uomo e la donna รจ espressa con la terminologia delle โ€œossaโ€ e della โ€œcarneโ€. Nella Scrittura esse sono impiegate per sottolineare la stretta appartenenza e la forte intimitร  tra piรน persone (cf. Gen 29,14; Gdc 9,2; 2sam 5,1; 19,13-14; 1Cr 11,1).

Una carne sola

Lโ€™uomo celebra la creazione del suo prezioso alleato. Nel prosieguo della storia questo comporterร  che si dovrร  cambiare il rapporto fra gli esseri umani, in particolare fra i figli e i genitori. Lโ€™uomo (e la donna, che in Israele era praticamente colei che compiva questo gesto) โ€œabbandonerร /yaโ€˜ฤzobโ€ il padre e la madre. Questo atto non significa tanto abbandono fisico, quanto il โ€œtrascurareโ€ o il โ€œdisinteressarsiโ€, cosa che veniva vietato agli israeliti nei confronti del levita (cf. Dt 12,19; 14,27) o condannato quando perpetrato contro lโ€™alleanza con Dio (cf. Dt 29,24; 1Re 19,10). Lโ€™interesse, il coinvolgimento affettivo dellโ€™uomo dovrร  andare incontro necessariamente a un mutamento a vantaggio del suo nuovo โ€œalleatoโ€.

Lโ€™uomo โ€œsi incollerร /appiccicherร /aderirร /wedฤbaqโ€ alla sua donna/moglie e โ€œdiventerร  una carne sola/wehayฤhlebฤล›ฤrโ€™eแธฅฤdโ€. Si stringerร  ad essa come lโ€™uomo aderisce allโ€™alleanza con Dio (cf. Dt 10,20; 11,22; 13,5; 30,20; Gs 22,5; 23,8; 2Re 18,6; Sal 63,9; Ger 13,11). Aderirร  ad essa come la mano alla spada (2Sam 23,10), la cintura al corpo (Ger 13,11), i pesci alle squame (Ez 29,4), il ventre o lโ€™alito alla polvere (Sal 44,26; 119,25), la pelle alle ossa (Sal 102,6; Gb 19,20), la lingua al palato (Sal 137,6, Gb 29,10; Lam 4,4,4), la mano alla pece (Sir 13,1).

Il rapporto che lega lโ€™uomo e la donna nel matrimonio viene cosรฌ ad essere connotato con gli stessi verbi che descrivono lโ€™alleanza dellโ€™uomo con Dio. Una sacra alleanza si instaura tra di essi.

La condivisione delle stesse โ€œossaโ€ e della stessa โ€œcarneโ€ esprime le relazioni di sangue e di stretta intimitร . Cosรฌ la comunione coniugale, descritta come un divenire โ€œuna carne solaโ€, implica una relazione forte come quella del sangue.

Situandosi su questa linea, Lv 18,6.15-16 equipara la nuora o la cognata a delle consanguinee, rispettivamente per il padre e per il fratello (cf. Lv 18,6-23). Di qui il divieto assoluto di avere rapporti sessuali con le donne date in spose ai propri parenti. Questo peccato รจ considerato uno dei delitti piรน gravi (cf. Lv 11-12.20-21).

Reciprocitร  e complementaritร  connotano il rapporto fra lโ€™uomo e la donna nella visione biblica. La pari dignitร  e la stretta comunione di alleanza che viene a crearsi fra i due รจ rivelazione dellโ€™alleanza tra Dio e lโ€™umanitร .

Il rispetto dellโ€™alteritร  fra lโ€™uomo e la donna, che non รจ mai opposizione (come di fronte a lui/kenegdรด) fa sรฌ che si instauri un rapporto di stretta comunione fra diversi uniti in intimo patto di alleanza, rispettoso della reciproca diversitร  e onorante un prodigio proveniente da Dio stesso, nel mistero che avviene nel โ€œtorporeโ€ che avvolge lโ€™umano creato. Lโ€™uomo e la donna sono un โ€œprodigio divinoโ€ lโ€™uno per lโ€™altro, che fa giungere al linguaggio e alla piena esplicazione dellโ€™umanitร  nella relazione che si viene a instaurare.

Un prodigio di salvezza mi hai dato!

ยซChi รจ come te fra gli dรจi, Signoreโ€ฆ autore di prodigi?ยป (Es 15,11).

Mettere alla prova

Gesรน sceglie di recarsi in Giudea passando al di lร  del Giordano, attraverso la Perea, governata come la Galilea dal tetrarca Erode Antipa.

Gesรน insegna alle folle e alcuni farisei lo interrogano per โ€œmetterlo alla prova/peirazontesโ€. Questo non รจ da intendere come un proposito immediatamente negativo. Quando interloquiscono con Gesรน, essi si pongono quasi sempre su un terreno halachico, concernente cioรจ il comportamento religioso-morale (hฤlฤkฤh<hฤlak = camminareโ€) da attuare in ottemperanza alla Tรดrฤh/Istruzione data per iscritto (Tรดrฤh ลกebekฤtub) da YHWH tramite Mosรจ e interpretata alla luce della tradizione orale (Tรดrฤhลกebeโ€˜al-peh). Per i farisei, questโ€™ultima aveva lo stesso valore normativo della prima, mentre i sadducei respingevano la Tรดrฤh orale e riconoscevano come canonici solo i primi cinque libri della Bibbia, il Pentateuco attuale, la Tรดrฤh in senso stretto.

La giurisprudenza creata dalle infinite discussioni giuridico-religiose fra i maestri esperti della Tรดrฤh โ€“ cioรจ gli scribi, al servizio per lo piรน dei farisei (laici), ma anche dei sadducei (aristocratici da cui usciva la classe sacerdotale) era tesa a tradurre in direttive concrete da attuare quotidianamente i comandamenti della Tรดrฤh, in modo da santificare YHWH in tutti i momenti della giornata e in ogni situazione della vita.

Il proposito era buono โ€“ lโ€™intento dei farisei era quello di far vivere le norme di santitร  e puritร  richieste ai sacerdoti nel tempio anche ai laici nella loro vita quotidiana โ€“, ma il risultato era quello di โ€œingabbiareโ€ la vita, dimenticando molto spesso lโ€™uomo concreto nellโ€™intento di onorare Dio (cf. il caso eclatante del korbร n citato da Gesรน in Mc 7,9-13, in cui rifaccia ai farisei di trascurare il comandamento di Dio, per osservare la tradizione degli uomini che essi hanno tramandato).

I farisei si rivolgono a Gesรน con una domanda di stampo tipicamente giuridico-religioso, riguardante perรฒ non tanto il permesso del divorzio โ€“ dato per scontato tenendo presente Dt 24,1-4 โ€“ quanto la sua regolamentazione pratica: soggetti coinvolti, fattispecie, motivazioni, conseguenze.

Le due principali scuole rabbiniche del tempo di Gesรน si dividevano fra i rigoristi di Shammai, che richiedevano motivazioni serie per il divorzio, e quelle piรน permissive di Hillel (al quale in altri casi โ€“ ma non questo โ€“ Gesรน si avvicina), che, per esempio, permettevano il divorzio anche nel caso che la moglie non piacesse piรน al marito o che gli avesse bruciato la minestra.

I farisei si rivolgono a Gesรน come a un rabbรฌ ragguardevole, diventato famoso, degno di essere consultato. Intavolano una disputa rabbinica nata non tanto da un caso toccante accaduto a loro personalmente e che li mette in crisi in profonditร , ma โ€“ come sembra in apparenza โ€“ suscitata solo da curiositร  intellettuale, quasi poco piรน di un divertissment.

Ripudiare?

Gesรน risponde rabbinicamente ai farisei facendo loro una controdomanda riguardante ciรฒ che Mosรจ (cioรจ la Tรดrฤh che lui impersonava) โ€œaveva ordinato/eneteilatoโ€. Onestamente essi rispondono parlando di una โ€œpermissione concessa loro/โ€™Epetrepsenโ€, citando espressamente Dt 24,1.3.

Il brano a cui si fa riferimento, Dt 24,1-4, va letto per quel che รจ.

Esso รจ costituito da unโ€™unica lunga frase, che non tratta ex professo del divorzio. Dando per scontato che il marito che intende divorziare perchรฉ ha trovato โ€œqualcosa di vergognosoโ€ nella moglie e che questa quindi โ€œnon trova piรน graziaโ€ ai suoi occhi dia il libello del ripudio alla donna โ€“ in modo che essa possa trovare un altro uomo e non venga trattata da prostituta โ€“, si fa divieto al primo marito di riprendere con sรฉ la donna qualora essa volesse tornare da lui dopo che un secondo uomo lโ€™aveva sposata e ripudiata oppure dopo che questi era deceduto.

Il riprendere con sรฉ una moglie ripudiata e che volesse tornare a casa dopo essere stata ripudiata da un secondo marito (oppure dopo la morte di questโ€™ultimo) costituisce per Dt 24,4 un โ€œabominio/tรดโ€˜ฤ“bฤhโ€ agli occhi di YHWH. La donna infatti โ€œรจ stata contaminata/resa impura ritualmente/huแนญแนญammฤโ€™ฤhโ€ e tu โ€œnon devi assolutamente mai/lลโ€™โ€โ€“ si interpella in modo drastico e assoluto il primo marito โ€“ โ€œfar commettere un peccato/taแธฅฤƒแนญรฎโ€™โ€ alla โ€œterra/hฤโ€™ฤreแนฃโ€ che il Signore โ€œsta donando/nลtฤ“nโ€ allโ€™israelita in ereditร .

La fattispecie giuridica presa in esame riguarda il riprendere o meno in casa da parte di un marito la moglie che egli ha ripudiato, non quella che innesca la possibilitร  del divorzio. Questa fattispecie รจ giร  presupposta: il marito non trova piรน grazia ai suoi occhi nella moglie poichรฉ ha trovato in lei โ€œqualcosa di vergognoso/โ€˜erwat dฤbฤrโ€.

I farisei partono dalla clausola molto generica e nebulosa della fattispecie giuridica presupposta per il divorzio in Dt 24,1 (cioรจ lโ€™โ€˜ewat dฤbฤr) e si fermano a questa per intavolare una controversia rabbinica sulle motivazioni che permettono il divorzio, tralasciando la fattispecie intesa direttamente da Dt 24,1-4, il divieto assoluto, cioรจ, di riprendere con sรฉ una moglie una volta che sia stata ripudiata e sia andata in sposa a un altro uomo.

Appare del tutto attendibile che i farisei inneschino una disputa rabbinica di stampo giuridico-religioso per conoscere la posizione di Gesรน nellโ€™ambito delle discussioni accademiche e scolastiche che contrappongono le due scuole rabbiniche piรน famose.

Il principio della creazione

Gesรน accetta il fatto che Mosรจ scrisse quel โ€œcomandamento/entolฤ“โ€ (presupposto da Dt 24,1), ma afferma che lo fece solo per concessione di fronte alla โ€œdurezza di cuore/sklฤ“rokardiaโ€ degli israeliti di allora e di adesso (โ€œvostra/hymลnโ€). Gesรน si sgancia immediatamente dalla griglia casuistica giuridico-religiosa impostata dagli interlocutori farisei e, sulla linea fissa tenuta in tutta la sua missione, risale alla volontร  originaria di Dio sulla coppia umana attestata in Gen 1,27 e 2,24.

Il taglio della sua risposta non รจ casuistico-giuridico ma religioso. Lโ€™alleanza che lega i due partner umani (ยซun alleato come di fronte a luiยป) รจ specchio dellโ€™alleanza che lega YHWH al suo popolo e allโ€™umanitร  tutta. Il principio creazionale sta alla base di ogni altra valutazione casuistico-giuridica. Gesรน invita con forza a non separare ciรฒ che Dio (= YHWH/il Padre) โ€œha congiunto sotto un unico giogo/synezeugexenโ€, perchรฉ i due partner si aiutassero a vicenda e condividessero il cammino della vita, suddividendo le immancabili fatiche, come pure le gioie, camminando appaiati in pari dignitร , con lo stesso passo, verso la stessa meta.

Gesรน si appella al principio creazionale che, stando alla base delle specifiche determinazioni successive, le precede storicamente (e quindi sono piรน importanti, secondo la mentalitร  ebraica) e costituiscono lโ€™ideale immutabile posto da Dio come sommo bene e somma felicitร  per la coppia umana.

In โ€œcasaโ€

Nellโ€™ambito della costruzione del popolo messianico, lโ€™Israele rinnovato (la โ€œcasaโ€, v. 9), e alla luce del concetto di โ€œalleanzaโ€ indissolubile quale presupposto che unisce la coppia umana a immagine dellโ€™alleanza divino-umana, Gesรน identifica lโ€™istituto del ripudio/divorzio quale atto di adulterio commesso da colui che divorzia, inclusa la possibilitร  di farlo concessa anche alla donna โ€“ particolaritร  propria del Vangelo di Marco, che ha presente il contesto di Roma a cui si rivolge, in cui questa possibilitร  era prevista dal codice civile.

Nel suo dialogo โ€œin casaโ€ Gesรน rimane sempre sulla linea del principio ideale proposto dalla Scrittura di Israele nel suo โ€œprincipioโ€, riaffermandolo con forza e senza scendere in dettagli e determinazioni ulteriori di casuistica che la vita concreta degli uomini e delle donne di ogni tempo propone alla coscienza dei coniugi e dei pastori che continuano la missione di guida e maestri della comunitร  cristiana (e, tendenzialmente, dellโ€™umanitร  tutta).

A una domanda casuistico-giuridica Gesรน risponde con unโ€™affermazione di taglio teologico fondativo creazionale, rimandando al disegno originale di YHWH/il Padre sulla coppia umana. A una interpellazione tendenzialmente dottrinale Gesรน risponde a livello teologico ideale. A questo livello di risposta bisognerร  aggiungere sempre perรฒ anche la considerazione della prassi concreta adottata da Gesรน nellโ€™accostamento delle piรน varie situazioni umane che presentano criticitร  piรน o meno accentuate.

La sklฤ“rokardia non รจ cessata fra gli uomini, neppure fra gli stessi discepoli di Gesรน, anche dopo la sua venuta nel mondo. Non sempre gli uomini e le donne hanno la maturitร  umana, la forza spirituale, la chiarezza di coscienza, la formazione cristiana che li sorregga nel percepire, accettare e vivere nella continuitร  di alleanza sponsale gli impegni presi in una prima scelta.

Gli ideali proposti con giusta radicalitร  da Gesรน, interprete escatologico della volontร  del Padre, sono molti: il Decalogo (proposto al [giovane] ricco immediatamente dopo [Mc 10,17-22; cf. Mt 19,16-30)]), le Beatitudini (Mt 5,3-12), i sei casi presentati come esemplificazioni del fatto che egli โ€œporta a compimentoโ€ correttivo e migliorativo la Legge e i Profeti (i โ€œsuperamenti in eccessoโ€, non โ€œantitesi!โ€ di Mt 5,13-48), il portato cristologico delle dieci controversie galilaiche e di quelle gerosolimitane ([Mc 2,1โ€“3,6; 11,27โ€“12,37) ecc.

Non tutti gli uomini riescono a corrispondervi e trovano sul loro cammino la misericordia di Dio manifestata dalla Chiesa, che, oltre che essere maestra, รจ anche madre che perdona e apre nuovi processi di vita, a immagine di YHWH padre/madre/sposo, che โ€œprende come fidanzata ufficiale/(qui implica:) rifร  la verginitร /weโ€™ฤ“raลกtรฎkโ€ (3 volte in Os 2,21-22!) alla sposa che si รจ prostituita; cf. Os 2,16-25; 11,1-4.

ยซSi dimentica forse una donna del suo bambino, cosรฌ da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherรฒ mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a meยป afferma il profeta Isaia, donando immensa consolazione a Israele e al cuore di tutta lโ€™umanitร  (Is 49,15-16).

Il Padre doni agli uomini e alle donne di tutti i tempi la conversione del cuore e il rifacimento della verginitร  giovanile: ยซViene forse ripudiata la donna sposata in gioventรน? โ€“ dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierรฒ con immenso amoreโ€ (Is 54,6b-7).

Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 7 Ottobre 2018 anche qui.

L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10, 2-16
ย 
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se รจ lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: ยซChe cosa vi ha ordinato Mosรฉ?ยป. 4Dissero: ยซMosรฉ ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarlaยป. 5Gesรน disse loro: ยซPer la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dallโ€™inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo lโ€™uomo lascerร  suo padre e sua madre e si unirร  a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Cosรฌ non sono piรน due, ma una sola carne. 9Dunque lโ€™uomo non divida quello che Dio ha congiuntoยป. 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: ยซChi ripudia la propria moglie e ne sposa unโ€™altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterioยป.
13Gli presentavano dei bambini perchรฉ li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesรน, al vedere questo, sโ€™indignรฒ e disse loro: ยซLasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi รจ come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In veritร  io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerร  in essoยป. 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 07 – 13 Ottobre 2018
  • Tempo Ordinario XXVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO

Altri Articoli
Related

don Alfonso Giorgio – Commento al Vangelo di domenica 8 febbraio 2026

Movimento Apostolico Ciechi Riflessioni dell'assistente spirituale don Alfonso Giorgio per...

Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 7 Febbraio 2026

Erano come pecore che non hanno pastore.Dal Vangelo secondo...

don Claudio Bolognesi – Commento al Vangelo del 8 Febbraio 2026

Sรฌ... lo sappiamo. Nel Vangelo di questa domenica Tu dici che...