Una sola carne
Plasmรฒ lโumanitร , โil terrosoโ
Dopo il primo racconto riguardante la creazione dellโuniverso (Gen 1,1โ2,3), il libro della Genesi ne riporta un secondo sullo stesso tema (2,4โ3,24, le โTรดlฤdรดt/Generazioniโ del cielo e della terra), strutturato in due parti: 2,4-25 Lโuomo, la donna e il giardino; 3,1-24 La trasgressione della donna e dellโuomo e gli inizi della vita fuori dellโโรden.
Nel secondo racconto โ a differenza del primo, che culmina con la creazione dellโumanitร dopo che Dio le aveva preparato un ambito vitale favorevole โ, in un contesto dove non esisteva nulla sulla terra, con polvere โdalla terra /min hฤโฤdฤmฤhโ Dio/โฤlลhรฎm plasma come un vasaio โil terroso/lโumanitร (indifferenziata sessualmente)/hฤโฤdฤmโ, gli insuffla un โalito di vita/niลกmat แธฅayyรฎmโ, dimodochรฉ egli diventa un โessere vivente/nepeลก hayyฤhโ.
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Dio pianta un giardino da dove sgorga un fiume che poi si suddivide in quattro, vi fa germogliare ogni sorta di alberi piacevoli alla vista e vi installa lโuomo perchรฉ โlo lavori e lo custodisca /leโobddฤh รปleลกomrฤhโ.
Lโumanitร puรฒ mangiare di tutti i frutti degli alberi, eccetto di quello della conoscenza del bene e del male. Deve saper limitare la sua voracitร , perchรฉ non diventi onnivora, senza lasciar spazio allโaltrui esistenza, alla custodia dellโalteritร , diventando fonte del bene e del male, Dio e non creatura.
Un alleato โcome di fronte a luiโ
โโฆ Guai invece a chi รจ solo: se cade, non ha nessuno che lo rialziโ, afferma il saggio Qohelet (Qo 4,10b). Lโuomo รจ relazione, non puรฒ vivere sano di mente senza rapporti umani. Dio crea per lโuomo gli animali, gli uccelli e le bestie selvatiche. Lโuomo impone loro un nome di identificazione e di possesso, ma non trova in essi un โalleato che gli corrispondesse/un alleato come di fronte a lui/โฤzer kenegdรด/LXX boฤthos homoios autลiโ.
Lโโuomo/umano/hฤโฤdฤmโ (cioรจ lโumanitร ancora indifferenziata sessualmente) ha bisogno di una differenziazione in modo che, accanto a unโumanitร di sesso maschile, ci sia unโumanitร di sesso femminile che gli sia di ยซalleato che gli sta di fronte in modo paritario, allo stesso livello di altezza/dignitร , in uno stato di reciprocitร complementare tale che lo possa vedere negli occhiยป.
Anche in altri libri biblici di tenore sapienziale-didattico โ ricorda F. Giuntoli nel suo commentario โ si ritrova lo stesso concetto di aiuto-alleanza per designare il rapporto fra lโuomo e la donna.
Sir 13,15-16 nota che ยซOgni vivente ama โil suo simile/to homoion autลiโโ e ogni uomo il suo vicino. Ogni essere si accoppia secondo la sua specie, lโuomo si associa โa chi gli รจ simile/tลi homoioi autouโยป, sottraendosi in tal modo alla solitudine. In Sir 36,24 (34,26 manoscritto B) si sottolinea chiaramente che ยซChi si procura una sposa, possiede il primo dei beni, un โaiuto adatto a lui/boฤthon katโautonโ e una colonna dโappoggio/stylon anapauseลsยป.
Nella prima notte di matrimonio Tobia e Sara si alzano a pregare: ยซTu hai creato Adamo e hai creato Eva sua moglie, perchรฉ gli fosse di โaiuto/boฤthonโ e di โsostegno/stฤrigmaโยป (Tb 8,6a). Anche il commento midrashico Genesi Rabba 17,4, commentando la parola che lโuomo/umano avrebbe detto osservando le coppie di animali presenti in natura, afferma: ยซOgni cosa ha il suo partner (ben zรปg) ma io non ne hoยป.
Nellโepopea sumerica Gilgameลก il passaggio del selvaggio Enkidu dallo stato di brutalitร a quello di civiltร avviene attraverso la seduzione della prostituta ล amแธซat, al punto che โ ricorda ancora Giuntoli โ, al passaggio avvenuto, gli stessi animali, un tempo suoi compagni, lo rifuggono (cf. I,195-208).
Dio, che continua a essere rappresentato attraverso immagini antropomorfiche come un Dio che non crea solo con la parola (cf. Gen 1,1 โ 2,3) ma come un artigiano che si sporca le mani modellando dalla polvere della terra lโumanitร /lโumano, in cui insuffla un soffio di vita e che pianta un giardino, ora รจ ritratto come un chirurgo che anestetizza lโuomo con un โtorpore/tardฤmฤhโ divino, dimodochรฉ quel che si attuerร sarร un prodigio e un mistero sconosciuto allโuomo, un prodigio divino.
Avverrร cosรฌ anche per lโalleanza fra YHWH e Abramo, in cui la stipulazione avviene praticamente solo da parte del Signore come unโalleanza unilaterale, che passa da solo come una fiaccola ardente fra gli animali divisi a metร (cf. Gen 15).
Anche altre volte la sedazione/torpore/anestesia compiuta da Dio sullโuomo permette a lui di rivelare e compiere la sua volontร , rivelare i suoi progetti e la sua parola (cf. Gen 15,12; 1Sam 26,12; Gb 4,13; 33,15; Is 29,10; Pr 19,15; cf. anche Mt 1,20-24).
Osso dalle ossa, cane dalla carne
Il Signore Dio incide il fianco dellโโuomo/umano/hฤโฤdฤmโ traendone una delle costole, richiude lโincisione fatta e quindi โcostruisce/foggia/wayyiben<bฤnฤhโ la costola tratta dallโuomo/umano/hฤโฤdฤmโ (facendola diventare) โin una donna/leโiลกลกฤhโ. La donna รจ tratta dallโumano indifferenziato, non dallโโuomo maschio/โรฎลกโ.
Per opera del Signore Dio avviene la differenziazione sessuale, dopo la quale โlโumano/hฤโฤdฤmโ riconosce nel giubilo la differenziazione nella comune appartenenza alla creazione da parte di Dio, in pari dignitร : ยซQuesta volta sรฌ che รจ osso delle mie ossa e carne della mia carneยป (Gen 2,24).
La donna si differenzia dagli animali e dagli uccelli per la comune appartenenza allo status dellโumano a cui รจ stata data come ยซalleato come di fronte a luiยป. Cโรจ lโammirazione dellโโฤdฤmรจ gioiosa, ma cโรจ anche chi sottolinea come non sia del tutto esente una sfumatura di possessivitร . Il suo giubilo contiene lโimposizione del nome, come aveva fatto per le cose e gli animali. ยซLa si chiamerร โdonna/โiลกลกฤhโ perchรฉ รจ stata tratta dallโuomo/โรฎลกยป. Gli studiosi fanno notare la diversitร di radice dei due termini, per cui non รจ corretto intendere e tradurre โiลกลกฤh come โuomaโ. Cโรจ solo assonanza di radicali in questa etimologia popolare, ma esse sono ben diverse tra di loro.
Lโumano giunge alla parola per la prima volta grazie al prodigio divino della differenziazione sessuale, che permette lโinterlocuzione fra esseri di pari dignitร , entrambi usciti dalle mani creatrici del Signore Dio, senza che quel che รจ โcostruitoโ da YHWH apparentemente come secondo sia dipendente dallโumano indifferenziato che lo precedeva.
La โcostolaโ, vicina al cuore, sottolinea la vicinanza della โdonnaโ allโโuomoโ, la corrispondenza dellโaiuto, che, essendo in pari dignitร , diventa suo alleato, in unโalleanza creazionale fondamentale che rende possibile tutte le stipulazioni dellโalleanza che Dio stringerร con lโuomo nella storia.
La corrispondente reciprocitร fra lโuomo e la donna รจ espressa con la terminologia delle โossaโ e della โcarneโ. Nella Scrittura esse sono impiegate per sottolineare la stretta appartenenza e la forte intimitร tra piรน persone (cf. Gen 29,14; Gdc 9,2; 2sam 5,1; 19,13-14; 1Cr 11,1).
Una carne sola
Lโuomo celebra la creazione del suo prezioso alleato. Nel prosieguo della storia questo comporterร che si dovrร cambiare il rapporto fra gli esseri umani, in particolare fra i figli e i genitori. Lโuomo (e la donna, che in Israele era praticamente colei che compiva questo gesto) โabbandonerร /yaโฤzobโ il padre e la madre. Questo atto non significa tanto abbandono fisico, quanto il โtrascurareโ o il โdisinteressarsiโ, cosa che veniva vietato agli israeliti nei confronti del levita (cf. Dt 12,19; 14,27) o condannato quando perpetrato contro lโalleanza con Dio (cf. Dt 29,24; 1Re 19,10). Lโinteresse, il coinvolgimento affettivo dellโuomo dovrร andare incontro necessariamente a un mutamento a vantaggio del suo nuovo โalleatoโ.
Lโuomo โsi incollerร /appiccicherร /aderirร /wedฤbaqโ alla sua donna/moglie e โdiventerร una carne sola/wehayฤhlebฤลฤrโeแธฅฤdโ. Si stringerร ad essa come lโuomo aderisce allโalleanza con Dio (cf. Dt 10,20; 11,22; 13,5; 30,20; Gs 22,5; 23,8; 2Re 18,6; Sal 63,9; Ger 13,11). Aderirร ad essa come la mano alla spada (2Sam 23,10), la cintura al corpo (Ger 13,11), i pesci alle squame (Ez 29,4), il ventre o lโalito alla polvere (Sal 44,26; 119,25), la pelle alle ossa (Sal 102,6; Gb 19,20), la lingua al palato (Sal 137,6, Gb 29,10; Lam 4,4,4), la mano alla pece (Sir 13,1).
Il rapporto che lega lโuomo e la donna nel matrimonio viene cosรฌ ad essere connotato con gli stessi verbi che descrivono lโalleanza dellโuomo con Dio. Una sacra alleanza si instaura tra di essi.
La condivisione delle stesse โossaโ e della stessa โcarneโ esprime le relazioni di sangue e di stretta intimitร . Cosรฌ la comunione coniugale, descritta come un divenire โuna carne solaโ, implica una relazione forte come quella del sangue.
Situandosi su questa linea, Lv 18,6.15-16 equipara la nuora o la cognata a delle consanguinee, rispettivamente per il padre e per il fratello (cf. Lv 18,6-23). Di qui il divieto assoluto di avere rapporti sessuali con le donne date in spose ai propri parenti. Questo peccato รจ considerato uno dei delitti piรน gravi (cf. Lv 11-12.20-21).
Reciprocitร e complementaritร connotano il rapporto fra lโuomo e la donna nella visione biblica. La pari dignitร e la stretta comunione di alleanza che viene a crearsi fra i due รจ rivelazione dellโalleanza tra Dio e lโumanitร .
Il rispetto dellโalteritร fra lโuomo e la donna, che non รจ mai opposizione (come di fronte a lui/kenegdรด) fa sรฌ che si instauri un rapporto di stretta comunione fra diversi uniti in intimo patto di alleanza, rispettoso della reciproca diversitร e onorante un prodigio proveniente da Dio stesso, nel mistero che avviene nel โtorporeโ che avvolge lโumano creato. Lโuomo e la donna sono un โprodigio divinoโ lโuno per lโaltro, che fa giungere al linguaggio e alla piena esplicazione dellโumanitร nella relazione che si viene a instaurare.
Un prodigio di salvezza mi hai dato!
ยซChi รจ come te fra gli dรจi, Signoreโฆ autore di prodigi?ยป (Es 15,11).
Mettere alla prova
Gesรน sceglie di recarsi in Giudea passando al di lร del Giordano, attraverso la Perea, governata come la Galilea dal tetrarca Erode Antipa.
Gesรน insegna alle folle e alcuni farisei lo interrogano per โmetterlo alla prova/peirazontesโ. Questo non รจ da intendere come un proposito immediatamente negativo. Quando interloquiscono con Gesรน, essi si pongono quasi sempre su un terreno halachico, concernente cioรจ il comportamento religioso-morale (hฤlฤkฤh<hฤlak = camminareโ) da attuare in ottemperanza alla Tรดrฤh/Istruzione data per iscritto (Tรดrฤh ลกebekฤtub) da YHWH tramite Mosรจ e interpretata alla luce della tradizione orale (Tรดrฤhลกebeโal-peh). Per i farisei, questโultima aveva lo stesso valore normativo della prima, mentre i sadducei respingevano la Tรดrฤh orale e riconoscevano come canonici solo i primi cinque libri della Bibbia, il Pentateuco attuale, la Tรดrฤh in senso stretto.
La giurisprudenza creata dalle infinite discussioni giuridico-religiose fra i maestri esperti della Tรดrฤh โ cioรจ gli scribi, al servizio per lo piรน dei farisei (laici), ma anche dei sadducei (aristocratici da cui usciva la classe sacerdotale) era tesa a tradurre in direttive concrete da attuare quotidianamente i comandamenti della Tรดrฤh, in modo da santificare YHWH in tutti i momenti della giornata e in ogni situazione della vita.
Il proposito era buono โ lโintento dei farisei era quello di far vivere le norme di santitร e puritร richieste ai sacerdoti nel tempio anche ai laici nella loro vita quotidiana โ, ma il risultato era quello di โingabbiareโ la vita, dimenticando molto spesso lโuomo concreto nellโintento di onorare Dio (cf. il caso eclatante del korbร n citato da Gesรน in Mc 7,9-13, in cui rifaccia ai farisei di trascurare il comandamento di Dio, per osservare la tradizione degli uomini che essi hanno tramandato).
I farisei si rivolgono a Gesรน con una domanda di stampo tipicamente giuridico-religioso, riguardante perรฒ non tanto il permesso del divorzio โ dato per scontato tenendo presente Dt 24,1-4 โ quanto la sua regolamentazione pratica: soggetti coinvolti, fattispecie, motivazioni, conseguenze.
Le due principali scuole rabbiniche del tempo di Gesรน si dividevano fra i rigoristi di Shammai, che richiedevano motivazioni serie per il divorzio, e quelle piรน permissive di Hillel (al quale in altri casi โ ma non questo โ Gesรน si avvicina), che, per esempio, permettevano il divorzio anche nel caso che la moglie non piacesse piรน al marito o che gli avesse bruciato la minestra.
I farisei si rivolgono a Gesรน come a un rabbรฌ ragguardevole, diventato famoso, degno di essere consultato. Intavolano una disputa rabbinica nata non tanto da un caso toccante accaduto a loro personalmente e che li mette in crisi in profonditร , ma โ come sembra in apparenza โ suscitata solo da curiositร intellettuale, quasi poco piรน di un divertissment.
Ripudiare?
Gesรน risponde rabbinicamente ai farisei facendo loro una controdomanda riguardante ciรฒ che Mosรจ (cioรจ la Tรดrฤh che lui impersonava) โaveva ordinato/eneteilatoโ. Onestamente essi rispondono parlando di una โpermissione concessa loro/โEpetrepsenโ, citando espressamente Dt 24,1.3.
Il brano a cui si fa riferimento, Dt 24,1-4, va letto per quel che รจ.
Esso รจ costituito da unโunica lunga frase, che non tratta ex professo del divorzio. Dando per scontato che il marito che intende divorziare perchรฉ ha trovato โqualcosa di vergognosoโ nella moglie e che questa quindi โnon trova piรน graziaโ ai suoi occhi dia il libello del ripudio alla donna โ in modo che essa possa trovare un altro uomo e non venga trattata da prostituta โ, si fa divieto al primo marito di riprendere con sรฉ la donna qualora essa volesse tornare da lui dopo che un secondo uomo lโaveva sposata e ripudiata oppure dopo che questi era deceduto.
Il riprendere con sรฉ una moglie ripudiata e che volesse tornare a casa dopo essere stata ripudiata da un secondo marito (oppure dopo la morte di questโultimo) costituisce per Dt 24,4 un โabominio/tรดโฤbฤhโ agli occhi di YHWH. La donna infatti โรจ stata contaminata/resa impura ritualmente/huแนญแนญammฤโฤhโ e tu โnon devi assolutamente mai/lลโโโ si interpella in modo drastico e assoluto il primo marito โ โfar commettere un peccato/taแธฅฤแนญรฎโโ alla โterra/hฤโฤreแนฃโ che il Signore โsta donando/nลtฤnโ allโisraelita in ereditร .
La fattispecie giuridica presa in esame riguarda il riprendere o meno in casa da parte di un marito la moglie che egli ha ripudiato, non quella che innesca la possibilitร del divorzio. Questa fattispecie รจ giร presupposta: il marito non trova piรน grazia ai suoi occhi nella moglie poichรฉ ha trovato in lei โqualcosa di vergognoso/โerwat dฤbฤrโ.
I farisei partono dalla clausola molto generica e nebulosa della fattispecie giuridica presupposta per il divorzio in Dt 24,1 (cioรจ lโโewat dฤbฤr) e si fermano a questa per intavolare una controversia rabbinica sulle motivazioni che permettono il divorzio, tralasciando la fattispecie intesa direttamente da Dt 24,1-4, il divieto assoluto, cioรจ, di riprendere con sรฉ una moglie una volta che sia stata ripudiata e sia andata in sposa a un altro uomo.
Appare del tutto attendibile che i farisei inneschino una disputa rabbinica di stampo giuridico-religioso per conoscere la posizione di Gesรน nellโambito delle discussioni accademiche e scolastiche che contrappongono le due scuole rabbiniche piรน famose.
Il principio della creazione
Gesรน accetta il fatto che Mosรจ scrisse quel โcomandamento/entolฤโ (presupposto da Dt 24,1), ma afferma che lo fece solo per concessione di fronte alla โdurezza di cuore/sklฤrokardiaโ degli israeliti di allora e di adesso (โvostra/hymลnโ). Gesรน si sgancia immediatamente dalla griglia casuistica giuridico-religiosa impostata dagli interlocutori farisei e, sulla linea fissa tenuta in tutta la sua missione, risale alla volontร originaria di Dio sulla coppia umana attestata in Gen 1,27 e 2,24.
Il taglio della sua risposta non รจ casuistico-giuridico ma religioso. Lโalleanza che lega i due partner umani (ยซun alleato come di fronte a luiยป) รจ specchio dellโalleanza che lega YHWH al suo popolo e allโumanitร tutta. Il principio creazionale sta alla base di ogni altra valutazione casuistico-giuridica. Gesรน invita con forza a non separare ciรฒ che Dio (= YHWH/il Padre) โha congiunto sotto un unico giogo/synezeugexenโ, perchรฉ i due partner si aiutassero a vicenda e condividessero il cammino della vita, suddividendo le immancabili fatiche, come pure le gioie, camminando appaiati in pari dignitร , con lo stesso passo, verso la stessa meta.
Gesรน si appella al principio creazionale che, stando alla base delle specifiche determinazioni successive, le precede storicamente (e quindi sono piรน importanti, secondo la mentalitร ebraica) e costituiscono lโideale immutabile posto da Dio come sommo bene e somma felicitร per la coppia umana.
In โcasaโ
Nellโambito della costruzione del popolo messianico, lโIsraele rinnovato (la โcasaโ, v. 9), e alla luce del concetto di โalleanzaโ indissolubile quale presupposto che unisce la coppia umana a immagine dellโalleanza divino-umana, Gesรน identifica lโistituto del ripudio/divorzio quale atto di adulterio commesso da colui che divorzia, inclusa la possibilitร di farlo concessa anche alla donna โ particolaritร propria del Vangelo di Marco, che ha presente il contesto di Roma a cui si rivolge, in cui questa possibilitร era prevista dal codice civile.
Nel suo dialogo โin casaโ Gesรน rimane sempre sulla linea del principio ideale proposto dalla Scrittura di Israele nel suo โprincipioโ, riaffermandolo con forza e senza scendere in dettagli e determinazioni ulteriori di casuistica che la vita concreta degli uomini e delle donne di ogni tempo propone alla coscienza dei coniugi e dei pastori che continuano la missione di guida e maestri della comunitร cristiana (e, tendenzialmente, dellโumanitร tutta).
A una domanda casuistico-giuridica Gesรน risponde con unโaffermazione di taglio teologico fondativo creazionale, rimandando al disegno originale di YHWH/il Padre sulla coppia umana. A una interpellazione tendenzialmente dottrinale Gesรน risponde a livello teologico ideale. A questo livello di risposta bisognerร aggiungere sempre perรฒ anche la considerazione della prassi concreta adottata da Gesรน nellโaccostamento delle piรน varie situazioni umane che presentano criticitร piรน o meno accentuate.
La sklฤrokardia non รจ cessata fra gli uomini, neppure fra gli stessi discepoli di Gesรน, anche dopo la sua venuta nel mondo. Non sempre gli uomini e le donne hanno la maturitร umana, la forza spirituale, la chiarezza di coscienza, la formazione cristiana che li sorregga nel percepire, accettare e vivere nella continuitร di alleanza sponsale gli impegni presi in una prima scelta.
Gli ideali proposti con giusta radicalitร da Gesรน, interprete escatologico della volontร del Padre, sono molti: il Decalogo (proposto al [giovane] ricco immediatamente dopo [Mc 10,17-22; cf. Mt 19,16-30)]), le Beatitudini (Mt 5,3-12), i sei casi presentati come esemplificazioni del fatto che egli โporta a compimentoโ correttivo e migliorativo la Legge e i Profeti (i โsuperamenti in eccessoโ, non โantitesi!โ di Mt 5,13-48), il portato cristologico delle dieci controversie galilaiche e di quelle gerosolimitane ([Mc 2,1โ3,6; 11,27โ12,37) ecc.
Non tutti gli uomini riescono a corrispondervi e trovano sul loro cammino la misericordia di Dio manifestata dalla Chiesa, che, oltre che essere maestra, รจ anche madre che perdona e apre nuovi processi di vita, a immagine di YHWH padre/madre/sposo, che โprende come fidanzata ufficiale/(qui implica:) rifร la verginitร /weโฤraลกtรฎkโ (3 volte in Os 2,21-22!) alla sposa che si รจ prostituita; cf. Os 2,16-25; 11,1-4.
ยซSi dimentica forse una donna del suo bambino, cosรฌ da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherรฒ mai. Ecco, sulle palme delle mie mani ti ho disegnato, le tue mura sono sempre davanti a meยป afferma il profeta Isaia, donando immensa consolazione a Israele e al cuore di tutta lโumanitร (Is 49,15-16).
Il Padre doni agli uomini e alle donne di tutti i tempi la conversione del cuore e il rifacimento della verginitร giovanile: ยซViene forse ripudiata la donna sposata in gioventรน? โ dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierรฒ con immenso amoreโ (Is 54,6b-7).
Commento a cura di padre Roberto Mela scj – Fonte del commento: Settimana News
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 7 Ottobre 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Verde
- Gn 2, 18-24; Sal.127; Eb 2, 9-11; Mc 10, 2-16
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
Dal Vangelo secondo Marco
Mc 10, 2-16
ย
2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se รจ lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: ยซChe cosa vi ha ordinato Mosรฉ?ยป. 4Dissero: ยซMosรฉ ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarlaยป. 5Gesรน disse loro: ยซPer la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dallโinizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo lโuomo lascerร suo padre e sua madre e si unirร a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Cosรฌ non sono piรน due, ma una sola carne. 9Dunque lโuomo non divida quello che Dio ha congiuntoยป. 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: ยซChi ripudia la propria moglie e ne sposa unโaltra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterioยป.
13Gli presentavano dei bambini perchรฉ li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesรน, al vedere questo, sโindignรฒ e disse loro: ยซLasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi รจ come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In veritร io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerร in essoยป. 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 07 – 13 Ottobre 2018
- Tempo Ordinario XXVII
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 3
Fonte: LaSacraBibbia.net
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