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Vangelo di domenica 26 Agosto 2018 – don Mauro Pozzi

Il commento al Vangelo di domenica 26 agosto 2018, a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

DA CHI ANDREMO?

Siamo di fronte ad una scelta. Essere credenti non è un fatto puramente intellettuale, ma coinvolge tutta la nostra vita. Significa infatti mettere Dio al primo posto: non avrai altro Dio all’infuori di me. Ipotizzare che esista un essere superiore non è irragionevole. Qualcuno pensa che la vita sia frutto solo del caso che ha fatto incontrare in un ambiente adatto gli elementi base della chimica organica.

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L’esperienza comune tuttavia ci mostra quotidianamente che tutto ciò che ha un ordine viene da un progetto messo in opera da qualcuno. Sarebbe bello gettare a caso ferro, gomma, rame, plastica e tutto il resto in una grande impastatrice e aspettarsi che si combinino spontaneamente dando origine ad una automobile o a una qualunque macchina. Fin qui ci porta la ragione, la fede è un passo ulteriore è credere nella rivelazione di questo Dio e affidarsi a Lui. Bisogna scegliere. Giosuè chiede espressamente al popolo, dopo l’insediamento nella terra promessa, di operare questa scelta: volete servire gli dei stranieri oppure il Signore? Anche Gesù mette la sua gente, noi compresi, di fronte alla stessa opzione.

Il discorso del pane di vita è molto netto. Se volete la vita eterna, ci dice, il cibo comune col quale vi sostentate non basta, ci vuole la carne e il sangue di Cristo. Bisogna cambiare mentalità, non è la nostra operosità, il nostro lavoro, che ci salva, ma la fede in Gesù. Molti discepoli sono disorientati, credono evidentemente di conoscere il Padre e di fare abbastanza per meritarsi la salvezza e dunque si tirano indietro. Perciò il Maestro si rivolge ai suoi più fedeli e domanda: volete andarvene anche voi? Lo chiede a ciascuno di noi. È Pietro a dare la risposta giusta: Signore da chi andremo? Ora che l’orizzonte della nostra vita si è allargato fino all’infinito, dobbiamo tornare alle nostre barche e rimetterci a pescare? No grazie.

E noi, usciti dalla chiesa cosa faremo? Rimetteremo la testa sotto la sabbia e faremo finta di non essere cristiani o prenderemo posizione? Fare la comunione vuol dire accettare la Sua volontà, cioè cercare di amare il prossimo veramente. Questo significa essere buoni cittadini, cercare il bene comune, rispettare tutti, specialmente i più deboli. L’egoismo e il razzismo non sono compatibili con la fede cristiana.

Non è una questione politica è in gioco il futuro eterno. Gesù non è il capo di un partito, non ci fa promesse elettorali, ma ci mette di fronte ad una scelta precisa: volete servire gli dei stranieri oppure il Signore?

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 26 Agosto 2018 anche qui.

Gv 6, 60-69
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 26 Agosto – 01 Settembre 2018
  • Tempo Ordinario XXI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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