don Claudio Doglio – Commento al Vangelo del 15 Marzo 2020

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L’incontro con Gesù cambia la vita di una persona. L’evangelista Giovanni tratteggia molti personaggi proprio con l’intenzione di mostrare un cammino di cambiamento, che avviene in forza dell’incontro con la persona di Gesù. Un incontro speciale avviene con la donna di Samaria, che appartiene ad un popolo dalla fede ibrida, considerato “bastardo” dai giudei. Gesù si siede sul pozzo stanco per il viaggio, è l’ora sesta: questa indicazione richiama un ‘altra ora sesta, quando Gesù sarà seduto davanti a Pilano e oppresso da ben altra stanchezza.

È strano che una donna venga ad attingere acqua a mezzogiorno; forse lo fa perché non vuole incontrare nessuno, dato che si tratta di una donna emarginata per la sua condizione irregolare, che la porta ad essere criticata e disprezzata. Ma Gesù le promette il dono dello Spirito e la invita a riconoscere il proprio stato di peccato, dal momento che ha avuto sei mariti. Dietro questa immagine c’è il tema dell’alleanza: lo sposo è il Signore e la donna di Samaria rappresenta l’umanità religiosa in modo sbagliato, che segue una molteplicità di idoli senza un vero rapporto sponsale.

Colpita dalla parola di Gesù, la Samaritana compie due azioni strane: anzitutto tralascia ciò che stava facendo e abbandona la brocca presso il pozzo, decretando così la fine del suo mondo vecchio; e poi, pur essendo una donna che non voleva vedere nessuno, corre nel villaggio gridando e attirando l’attenzione. Grazie a Gesù è avvenuto qualche cosa che le ha cambiato la vita.

Commento al Vangelo di Giovanni 4, 5-42  a cura di don Claudio Doglio

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