Commento alle letture di domenica 30 Giugno 2019 – Missionari della Via

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Il commento alle letture di domenica 30 giugno 2019 a cura dei Missionari della Via.

Meditiamo la Parola

Dovete sapere che un po’ come oggi, anche al tempo di Gesù c’erano muri fra un popolo e l’altro, non muri di pietra (anche se non ci siamo fatti mancare neanche quelli…), ma muri più profondi. Fra il regno animale e noi c’è una sorta di barriera protettiva: nessuno si sognerebbe di andare in una savana a passeggiare fra i leoni (anche se qualcuno lo fa per motivi più o meno nobili), ma certamente nessuno si recherebbe lì in modo sprovveduto, perché quello non è il nostro habitat; e, soprattutto, perché rispettiamo la diversità che abbiamo con gli animali.

Fra gli uomini non è così: ogni posto del mondo se è abitabile per me lo è anche per l’altro; ma nonostante ciò, l’opera del divisore per eccellenza fa sì che ci sentiamo diversi e ci dividiamo per un nonnulla. E’ banale dire che il nostro corpo funziona per tutti allo stesso modo (anche se nella storia non è stato così banale), ma è proprio insito nell’uomo il dividersi. Pensate: se non ci dividiamo per il colore della pelle o per i tratti somatici, ci dividiamo fra fratelli se si viene dal nord o dal sud, per un pezzo di terreno o per qualche soldo. La divisione ha radici più profonde: nasce dalla superbia di sentirsi migliori degli altri o dall’avarizia di possedere territori; in genere nasce da vizi radicati e dunque dall’opera del male.

I samaritani per una tradizione di divisione con gli ebrei, rifiutano di far entrare nel suo territorio Gesù. La ragione storica è che i samaritani erano considerati un popolo dal sangue misto, perché i loro antenati erano ebrei e stranieri insieme: per questo motivo non correva buon sangue fra gli ebrei e i samaritani, i quali non andavano a pregare al tempio di Gerusalemme, ma adoravano Dio su una montagna con i loro sacerdoti e il loro culto. Gli ebrei li consideravano stolti e impuri, “scomunicati”; era proibito averne contatti e passare dal loro territorio. Dal nostro punto di vista è un messaggio forte non solo che Gesù voglia passare dal loro territorio, ma che nel Vangelo ci è raccontato che Gesù agli ebrei racconta la parabola del buon samaritano e che, addirittura, un giorno Gesù si ferma a parlare con una donna samaritana, suscitando la meraviglia dei suoi discepoli.

Non c’è una categoria più esposta al razzismo o all’emarginazione: ci può essere un samaritano che si fa fratello dello straniero e un ebreo idem, tutto parte dal cuore. Per capirci, oggi molti chiedono ai “bianchi” di non essere razzisti contro i “neri”: in realtà ho conosciuto bianchi con pregiudizi ma anche neri con pregiudizi e, al contrario, bianchi e neri fratelli. In una casa-famiglia, un giorno un giovane di colore pronuncio come insulto ad un suo connazionale, amico dei bianchi: “tu sei un bianco dentro”.

Vi voglio dire che la divisione nasce dal cuore, perché non ha un motivo oggettivo esteriore per esistere: a tutti dobbiamo chiedere di non dividersi dagli altri. La superbia è la radice di ogni male, perché è amore disordinato di sé; quante volte, un po’ come Narciso che si innamorò del suo riflesso, consideriamo gli altri in funzione di noi stessi: “Continuiamo nei fatti ad ammettere che alcuni si sentano più umani di altri, come se fossero nati con maggiori diritti” (Laudato sii, Papa Francesco). Non solo i samaritani erano così, ma anche i discepoli di Gesù che, oltre a sentirsi superiori ai samaritani come da loro cultura, invocano un Dio assassino che incenerisca chiunque lo rifiuti. E Gesù li rimprovera, proprio per far capire loro qual è il cuore di Dio che è amore, non fuoco e disgrazie dal cielo. Quanto anche noi dobbiamo purificare la nostra idea di noi stessi e di Dio.

Dopo essersi messi in cammino, superato il villaggio dei samaritani, Gesù incontra un primo uomo che autonomamente si propone di seguirlo. Cosa significa la risposta negativa di Gesù? Che possiamo trovarci ad essere suoi seguaci anche all’improvviso, come Zaccheo, ma una cosa è certa: non dobbiamo avere nidi e tane, per cui mentre noi preferiamo spesso restare nel nido delle nostre sicurezza, Gesù procede nel cammino. Questa espressione ci dice che il cammino di sequela comporta un continuo uscire da sé e un continuo lasciare.

Il nostro non è un Dio accomodante e tappabuchi: se Dio diventa una priorità non possiamo fermarci neanche davanti alla morte, che non vuol dire non partecipare al funerale dei nostri cari o non curarli, ma che la nostra chiamata a seguire Gesù non dipende dalla vita degli altri. Sì, Gesù chiede radicalità! Quanti ragazzi non seguono il Signore perché aspettano la morte dei genitori o, assoggettai al loro giudizio, non prendono mai il volo? E poi, infine, va detto che se rimaniamo attaccati ad altri affetti è perché Dio non è al primo posto; ma lui ci chiede di essere al primo posto affinché tutte le cose ritornino al loro vero posto e prendano il loro vero valore.

Quanti si formano una famiglia e poi la lasciano per correre da mamma e papà che hanno bisogno? Ai bisogni si può porre rimedio senza dimenticare di essersi formati una nuova famiglia, mettendo semplicemente le giuste priorità. Quanti scelgono l’università consigliata da mamma e papà per essere mediocri prosecutori di antiche tradizioni perché non hanno il coraggio di mettere delle priorità? Quanti per non perdere il benessere si indebitano fino a non avere da mangiare? Ecco il centro di oggi: avere Dio come priorità, mettere ordine anche a tutto il caos che creiamo nelle nostre famiglie. Possiamo farlo, però, solo se consapevoli che Dio non viene a rubarci la felicità, perché non è il dittatore che dal cielo manda il fuoco per sterminaci, ma quell’amore che viene a vivificarci e a condurci a pienezza.

Preghiamo la Parola

Signore, donami la grazia dell’umiltà e di non separami dagli altri fratelli ma di essere un costruttore di pace e di unità. Donami di metterti al primo posto, così che tutto prenda luce dalla tua luce.

VERITA’: Vita interiore e sacramenti

La mia preghiera è umile? Chiedo o pretendo?

Sono pronto a corrispondere agli inviti del Signore? Oppure oppongo spesso resistenze e tendo a rimandare?

CARITA’: Testimonianza di vita

Nel modo di rivolgermi agli altri tendo ad impormi? A sottolineare ciò che non va? A non voler sentire ragioni? O cerco di dialogare, sottolineando il bene, e lasciando anche all’altro lo spazio del rifiuto?

Letture della
XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Eliseo si alzò e seguì Elìa.

Dal primo libro dei Re
1 Re 19,16b.19-21

In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto».
 
Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te».
 
Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elìa, entrando al suo servizio

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Salmo 15 (16)
R. Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. R.
 
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.
 
Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. R.
 
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

Seconda Lettura

Siete stati chiamati alla libertà.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 5,1.13-18

Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
 
Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
 
Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne. La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste.

Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge.

Parola di Dio

Vangelo

Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,51-62

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
 
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
 
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
 
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
 
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Parola del Signore

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