Commento alle letture di domenica 20 Ottobre 2019 – p. Samuele Duranti

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Il commento alle letture di domenica 20 Ottobre 2019 a cura di p. Samuele Duranti, sacerdote cappuccino.

Continuiamo a pregare, anche se la risposta ritarda

Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi… Gesù ci parla della necessità di pregare. La preghiera deve far parte integrante della vita. Il Signore ci dice infatti di pregare sempre. Come è possibile? Se la preghiera è respiro dell’anima, anelito di Dio, allora «anche se il corpo dorme, il cuore veglia». Dov’è il tuo tesoro, lì è il tuo cuore.

Senza stancarsi, dice Gesù: continuare a pregare anche di fronte ai ritardi di Dio. Siamo impazienti, come bambini che vogliono tutto e subito. E siamo così poco umili, che abbiamo la presunzione che Dio ci ascolti immediatamente.

Entriamo, allora, direttamente nella parabola. Sono tratteggiati due personaggi. Un giudice: nei confronti di Dio è un agnostico, non gliene importa nulla. Non pensa di dover rendergli conto, un giorno. Nei confronti degli altri è un egoista: pensa solo a se stesso e ai suoi guadagni. Una vedova: simbolo del bisogno e della povertà; simbolo della solitudine e della debolezza. È una donna alla mercé dei prepotenti. E così è: viene, infatti, maltrattata da un avversario. Si appiglia a un giudice, l’unico che può farle giustizia. Ma ha sbagliato persona. E però non si scoraggia. Cocciuta, ostinata, non cambia giudice. Il giudice non le dà retta. Ma la donna ci fa lo stradello. Per un bel pezzo, finché nel giudice non avvenne un cambiamento. Si è mosso a pietà? Nient’affatto. Fa semplicemente un ragionamento egoistico: anche se non temo Dio, anche se non ho rispetto per nessuno, questa vedova è così seccante e petulante che sono costretto ad accontentarla. Non la sopporta più e purché la faccia finita, il giudice le accorda quanto chiede. La parabola si è soffermata a lungo a tratteggiare le qualità negative del giudice. Per far risaltare come la preghiera ostinata ottiene tutto.

Nei versetti successivi, è Gesù stesso che commenta la parabola: Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio (!) non farà giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di Lui? Gesù fa un ragionamento a fortiori. Dice: se il giudice, che pure è così e così, fa giustizia alla vedova, quanto, a maggior ragione, Dio sommamente giusto e benevolo, attuerà la sua giustizia per i suoi eletti!

Dio tarda, ma non abbandona. Gesù sollecita al massimo la fede di chi prega. Non possiamo, non dobbiamo mai dubitare che Dio lasci inascoltata la nostra preghiera. Siamo sollecutati a pregare con perseveranza, senza stancarci, certi e sicuri che Dio libererà dalla prova e darà salvezza.

Tante volte constatiamo i ritardi di Dio, i silenzi di Dio, che non risponde; non ci esaudisce. Direi che questi silenzi sono molto preziosi; diversamente smetteremmo presto di pregare. Dobbiamo credere che Dio è «Tutto Amore», l’Ogni Bene, come amava chiamarlo la santa francescana Angela da Foligno.

Ricordo, a tal proposito, l’episodio di santa Monica, la madre di sant’Agostino, che di continuo importunava sant’Ambrogio per la conversione del figlio. Un po’ stizzito, un po’ annoiato, Ambrogio esclamò: «Vattene; possa tu vedere come non può essere che il figlio di tante lacrime perisca!». E di fatto Agostino si convertì. Grazie alle preghiere incessanti della madre Monica. Che fu esaudita.

Fonte

p. Samuele Duranti, sacerdote cappuccino.
Vice parroco e assistente dell’Ordine Francescano Secolare.
Dati aggiornati al 04/05/2019

QUI TUTTI I COMMENTI AL VANGELO DI P. SAMUELE

Letture della
XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Prima Lettura

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.

Dal libro dell’Èsodo
Es 17,8-13

 
In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
 
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
 
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
 
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 120 (121)
R. Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.
 
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R.
 
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.
 
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

Seconda Lettura

L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2 Tm 3,14 – 4,2

 
Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
 
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
 
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

Parola di Dio

Vangelo

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,1-8

 
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore