Commento al Vangelo di domenica 27 Giugno 2021 – p. Alessandro Cortesi op

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘santa Caterina da Siena’ a Firenze. Direttore del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira – Firenze.

Nel vangelo di oggi Marco pone in risalto il potere di Gesù sulla morte e sulla malattia. I due episodi vedono protagoniste Giairo il capo della sinagoga – la sua figlia di dodici anni era morta – e la donna che soffriva da dodici anni di emorragie. Al centro sta la loro fede che apre ad una salvezza come dono di vita e guarigione dal male. I due incontri sono intersecati l’uno nell’altro facendo così scorgere i parallelismi e il messaggio centrale.

Giairo si getta ai piedi di Gesù e ‘lo pregava con insistenza’. L’invito, rivoltogli quando tutto sembra ormai finito, è ‘Non temere continua solo ad aver fede’.

Gesù comunica alla bambina esanime la sua forza di vita: ‘Talità kum, Io ti dico alzati’: è questo già annuncio della risurrezione. La risurrezione è infatti ‘alzarsi dalla morte’ ed in questi termini Marco nel suo vangelo la descrive. Tutti i parenti sono presi da stupore e proprio lo stupore è l’atteggiamento dei testimoni della risurrezione. Marco intende dirci che la forza della risurrezione è vittoria sul potere della morte ed è comunicata da Gesù a coloro che a lui si affidano con tutto il cuore.

In modo analogo Gesù accoglie il gesto della donna malata e impaurita che aveva cercato di toccare il suo mantello, e le dice ‘Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male’. Anche qui Marco pone in luce la fede di chi si accosta a Gesù, portando a lui ogni incapacità e dolore. E’ un affidamento senza riserve perché da lui ci si sa accolti: Gesù non esclude nessuno. Mentre la folla attorno lo premeva da ogni lato Gesù si accorge che qualcuno lo aveva toccato e risponde a questo desiderio e attesa d’incontro. La fede – suggerisce Marco in questa narrazione – non è l’esaltazione della folla, ma è affidamento profondo, che attraversaincontro personale di chi cerca di toccare il lembo del mantello per venire a contatto con Gesù. Fede è ricerca sofferta, movimento del cuore di chi si consegna nella propria povertà. E Gesù riconosce la grandezza di questa fede che salva: “Figlia, la tua fede ti ha salvata”.

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