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Commento al Vangelo di domenica 27 Gennaio 2019 – don Fabio Rosini

Il biblista don Fabio Rosini commenta il Vangelo di domenica 27 Gennaio 2019 – Anno C, dai microfoni di Radio Vaticana e dalle pagine di Famiglia Cristiana.

LA PAROLA DI DIO PRIMA DI TUTTO VA ACCOLTA

Diceva san Girolamo: «Non conoscere le Scritture significa non conoscere Cristo». Ascoltiamo ogni domenica la Parola di Dio, ma se dopo due giorni provi a chiedere quali erano le letture, molti non ricordano niente. Forse già all’uscita della Santa Messa… come mai?

Se mi presentano una persona questo non vuol dire che la conosco realmente, a meno che non inizi un vero scambio; altrimenti potrò avere al massimo una mezza impressione di quella persona, non di più. Così a molti cristiani, pur frequentando le liturgie, delle Scritture restano solo mezze impressioni.

Questa domenica ascoltiamo i primi quattro versetti del Vangelo di Luca uniti al racconto della liturgia nella sinagoga di Nazaret dove Cristo legge e commenta un brano di Isaia; Luca parla del «raccontare» gli «avvenimenti», e il brano si chiude con Cristo che dice: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Raccontare quel che è avvenuto e scoprire quel che si sta compiendo.

C’è un nesso fra vita reale e Parola di Dio. Nelle Scritture c’è depositata la storia e secondo Cristo quel che è stato detto secoli prima da Isaia serve a scoprire cosa sta accadendo.

Focalizzare questo a cosa serve? A evitare di ascoltare (e predicare) una collezione di idee, di valori, di astrazioni, per arrivare solo a speculazioni e ragionamenti, staccati dalla vita.

L’uomo, infatti, non viene salvato da un’idea, ma da una persona, Cristo, che non ha trasmesso concetti, ma si è incarnato. Se bastava capire, non veniva a farsi crocifiggere.

C’è differenza fra sapere cos’è un tumore e avere un tumore, o ragionare sulla paternità e trovarsi fra le braccia un figlio appena nato: le teorie sono ombra, inconsistenza. La vita è un’altra cosa, l’oggi è ben altro che una astrazione.

Cristo non dice: «Quel che abbiamo ascoltato è un valore importante», ma: «Oggi si è compiuto quel che avete ascoltato». Molti infatti sanno teoricamente cosa andrebbe fatto, ma non sanno farlo. Ci son quelli che han studiato teologia ma restano analfabeti affettivi incapaci di misericordia.

CONOSCERE LE SCRITTURE.

Cosa vuol dire «conoscere le Scritture»? Scoprire la mia esistenza in esse, e ritrovare le Scritture fra le pieghe della mia vita. Se un’omelia non dice in sostanza: «Oggi sta accadendo quel che avete ascoltato» ma rimanda a valori astratti, anche se sacrosanti, non è vita e non è liturgia. Magari sarà l’ennesima lezione di teoria, continuare a cercar di imparare a nuotare seduti in salotto.

La parola di Dio non va capita, va accolta, è diverso. Capisci un miserabile o accogli un miserabile, se non vedi tu la differenza, lui la vede di sicuro.

I concetti sono comodi, ti lasciano dove stai, li puoi maneggiare o mettere da parte quando vuoi. La storia invece ti viene addosso e non ti chiede il permesso, e se non la sai assecondare ne perdi il filo, perdendo in realtà il filo di te stesso. Anche la Parola viene per questo: per farci trovare il filo di noi stessi, del nostro passato e del nostro presente; e chi se la perde, perde il segreto dell’oggi.

Qui tutti i commenti al Vangelo della domenica
di don Fabio Rosini

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

TERZA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

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Lc 1,1-4; 4,14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Fonte: LaSacraBibbia.net

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