Commento al Vangelo di domenica 26 Gennaio 2020 – d. Giacomo Falco Brini

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La chiamata dei primi discepoli, acquarello di Maria Cavazzini Fortini, aprile 2015

Dopo l’incontro sul Giordano, Giovanni viene arrestato e Gesù inizia a predicare, perché la parola di Dio non si può incatenare (2Tm 2,9). Isaia comunque aveva previsto l’esordio del Messia di Israele in una terra impropria, una terra di confine, la Galilea delle genti che diventerà per lui una seconda patria (Mt 4,15). Perché il Signore Gesù ha cominciato a predicare da quella periferia? Solo una misura di prudenza? Un desiderio di raggiungere subito con la sua parola i popoli pagani? Oppure “la realtà si comprende meglio guardandola insieme non dal centro, ma dalle periferie?” (Papa Francesco, omelia nella parrocchia dei SS. Elisabetta e Zaccaria, Roma, 26.05.2013) Comunque sia, Matteo ci dice che in questo modo si compiono le Scritture. L’aurora di un giorno assolutamente nuovo è arrivata: Gesù è la grande luce che si è levata per tutti. La nuova creazione è iniziata, il destino delle tenebre e della morte è segnato (Mt 4,16).

La sua predicazione si avvia agganciandosi con precisione alle parole di Giovanni: convertitevi, perché il regno dei cieli è qui (Mt 4,17). Convertitevi: per tantissimo tempo abbiamo pensato, parlato e interpretato questo imperativo come la necessità di lasciare la nostra vita di peccato, le nostre cattiverie, quale condizione per essere accolti da Dio. Il che presenterebbe la nostra fede sostanzialmente come una rigorosa dottrina morale. Tutti ci ricordiamo come si parlava (e come se ne parla ancora!) del catechismo di iniziazione cristiana ai bambini. “Dove stai andando?” – chiede una donna rivolta all’amica di passaggio – E questa risponde: “vado a prendere mio figlio che è andato a dottrina”. E invece le parole del Signore non hanno affatto questo senso. Piuttosto, hanno lo stesso sapore di quelle successive che leggiamo mentre cammina sulle rive del mare di Galilea. Non a caso Matteo le colloca dopo questo incipit. Gesù chiede di convertirsi, è vero, ma dando una motivazione: perché il regno dei cieli è qui. Ma cos’è il regno dei cieli?

Due fratelli stanno gettando le loro reti in mare, sono pescatori, stanno facendo qualcosa che forse era per loro quotidiano. Ma sulla riva un uomo li chiama e li invita: seguitemi, vi farò pescatori di uomini (Mt 4,19). I due lasciano tutto e lo seguono. Poi altri due ricevono lo stesso sguardo/invito e fanno lo stesso. Ma come fanno a lasciare tutto? L’evangelista racconta così, in maniera scarna, l’avventura dell’incontro tra Gesù e i primi discepoli. Cos’è il regno dei cieli? È sentirsi guardati e chiamati per nome da Gesù. È rispondere al suo invito a seguirlo lasciandosi conquistare da come Egli vive. È scoprire la forza di lasciare tutto per andare con Lui. Se le cose stanno così, il cristianesimo è l’esperienza indicibile, offerta a tutti, di rispondere a questo invito. Gesù dunque chiede di convertirci, ma il suo non è un imperativo morale, è un invito a guardarlo e andargli dietro. Vi sarete accorti che sto usando il linguaggio proprio dell’amore. Perché tutto ciò che ho detto avviene a chi si innamora e vive di un amore.  

Rivolgo una domanda a te che mi stai leggendo: se cominci a seguire una persona con lo sguardo, perché lo fai? Per costrizione? No, se la segui, lo fai per attrazione, altrimenti se non ti interessa lasci perdere e non la guardi più. Anche fosse solo per curiosità, anche fosse perché stai svolgendo solo la tua professione, anche fosse solo per ammirare una qualità umana della persona, il processo è lo stesso. Si segue una persona con lo sguardo per attrazione. Non diciamo anche con un proverbio che “l’occhio va dove porta il cuore”? Dunque il cristianesimo non è una dottrina o una prassi morale. È la mia relazione personale con Gesù. La fede suppone un innamoramento, suppone un amore che attraverserà anche momenti molto difficili, ma sarà sempre e soltanto una questione di amore. Perché il vangelo ci racconta che tutto è cominciato da una chiamata, dall’aver gustato gli occhi di Gesù su di sé, dall’essersi sentiti al centro di un grande amore. Perché se non ci si sente chiamati, vuol dire che non ci si sente amati, vuol dire che non si conosce ancora Gesù, e Lui non è ancora Dio per me. Ma se lo si segue davvero, si scopre anche la propria identità: vedete quale grande amore ci ha donato il Padre da essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! (1Gv 3,1). So chi sono solo se so chi è Gesù. Solo se mi vedo nei suoi occhi comincia per me il regno dei cieli.

Fonte


Letture della Domenica
III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Colore liturgico: VERDE

Prima Lettura

Nella Galilea delle genti, il popolo vide una grande luce.Dal libro del profeta Isaìa

Is 8,23b – 9,3

In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti.
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Mádian.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Sal 26 (27)

R. Il Signore è mia luce e mia salvezza.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.

Seconda Lettura

Siate tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

1 Cor 1,10-13.17

Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.

Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo», «Io invece sono di Apollo», «Io invece di Cefa», «E io di Cristo».

È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?

Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Venne a Cafarnao perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4, 12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Parola del Signore.

Forma breve:

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 4,12-17

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore