Commento al Vangelo di domenica 1 Dicembre 2019 – d. Giacomo Falco Brini

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Sul suo insolito trono regale il nostro Dio ha cominciato a giudicare il mondo, ma non come lo farebbero gli uomini. Sotto la croce, avrebbero voluto vederlo scendere per dare a tutti una lezione clamorosa. Come tanti che lo vorrebbero anche oggi più muscoloso davanti al male che imperversa. Ma la onnipotenza del Signore è un’altra cosa. Il suo modo di vincere il male è un’altra cosa. Il vangelo rifugge da ogni ovvietà e domenica scorsa ce ne siamo accorti. Credere che quell’uomo “sconfitto” in croce sia un re, non è scelta affatto ovvia né sicura nel cuore di chi si professa cristiano. Soprattutto se poi vedi questo re concedere udienza, sapienza e dignità regale a un delinquente che si pente all’ultimo momento. Gesù crocifisso è davvero una pietra scandalosa sulla quale si compie il giudizio degli uomini (cfr. Mt 21,42-44) 

Oggi si entra per la porta dell’Avvento. Le porte di Dio hanno un difetto: non si chiudono mai, perché il suo cuore resta sempre aperto ad accogliere tutti quelli che si affidano a Lui. Tuttavia, il vangelo ci ricorda che la scena di questo mondo è destinata a passare (cfr. 1Cor 7,29-31): ci sarà comunque una porta che si chiuderà, cioè quella che spalancherà all’uomo il destino eterno che si sarà scelto già qui sulla terra. Il richiamo di Gesù infatti è di vivere questa vita in attesa vigile ed operosa dell’incontro con Lui, nostro futuro assicurato. La sua venuta è certa. Anzi, il discepolo che ha discernimento vede proprio nei travagli annunciati da Gesù il segno della sua maggior vicinanza, perché i cieli e la terra passeranno, la mie parole non passeranno mai (Mt 24,35).

Per il credente non c’è dunque bisogno di sapere il giorno e l’ora, perché ogni giorno e ogni ora sono buoni per prepararsi a questo incontro. Perciò anche S.Paolo ci dice nella seconda lettura: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino (Rm 13,11-12a). L’avvertimento è come sempre chiarissimo. Occorre essere vigilanti, pronti ad andare incontro al Signore che opera il suo giudizio nel presente: lo stesso momento storico allora può essere vissuto come Noè, impegnati nella costruzione di un’arca che salva, oppure lasciandosi inghiottire dalle acque distruttrici del diluvio. Due uomini e due donne fanno lo stesso lavoro, ma con esito ben diverso: c’è chi sarà preso e salvato e chi sarà lasciato e perduto (Mt 24,40-41). Perché? Appunto perché c’è chi vive nella fiducia delle parole del Signore che ci avverte, e c’è chi vive non curandosi della serietà dei suoi avvertimenti. Paolo direbbe: c’è chi si è svegliato dal sonno del peccato, e c’è chi invece ci dorme ancora.

Cercate di capire questo (Mt 24,42ss.) Gesù offre una serie di piccole parabole (di cui il vangelo di oggi riporta solo una) per spiegare sostanzialmente perché avverrà, alla sua definitiva venuta (alla porta della morte), quella distinzione di cui sopra. Il diverso comportamento che si ha nel tempo presente decide il futuro diverso degli uomini. Per cui, chi riconosce il Signore ogni giorno della vita e lo aspetta operoso al suo servizio, gli andrà incontro sentendolo arrivare come lo Sposo che viene (cfr. Mt 25,6). Chi invece opererà iniquamente (cfr. Mt 24,48-51), incurante delle parole del maestro, sentirà il Signore arrivare come un ladro che gli scassina la casa (Mt 24,43): il rischio è un destino lontano dal suo volto, e non certo perché ce lo manda Lui. Gesù non ci sottrae mai alla nostra libertà e responsabilità, pur accompagnandoci amorosamente ogni giorno della nostra vita. La storiella che segue integra e illumina il senso profondo del vangelo:

Una leggenda narra che una povera donna con un bambino in braccio davanti a una caverna sentì una voce misteriosa uscire dal di dentro che le diceva: “vieni e prendi tutto quello che vuoi, ma non dimenticare la cosa più importante. E ricordati che quando uscirai da questa caverna, una grande pietra la chiuderà per sempre. Pertanto, cogli pure questa grande occasione, ma ti ripeto, non dimenticare la cosa più importante”. La donna entrò nella grotta e trovò ogni genere di bene e di preziosi.

Affascinata da oro, gioielli e tante cose utili per la sua casa, poggiò per terra il suo bambino e iniziò ansiosamente a mettere da parte mille cose, mentre raccoglieva tutto ciò che poteva nel proprio grembiule. La misteriosa voce parlò nuovamente: “ti rimangono solo otto minuti”. Passò ancora del tempo e la voce riprese: “te ne rimangono quattro”. Il tempo si ridusse ulteriormente e la voce aggiunse: “ultimo minuto!”. Esaurito il tempo a disposizione, piena di tanti oggetti, di oro e di gioielli, quella donna corse fuori e la bocca della caverna fu chiusa. Si ricordò solo allora che il suo bimbo era rimasto dentro: quello che prese con sé durò poco, ma la sua disperazione per aver perso la propria creatura durò sempre.

La vita è troppo preziosa per sprecarla nel sonno del peccato. Il tempo di Avvento che ci è dato serve per svegliarci, ricordarci, farci decidere di tornare alla “cosa più importante”. Perché nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo (Mt 24,44).

Fonte


Letture della
I DOMENICA DI AVVENTO – ANNO A
Colore liturgico: VIOLA

Prima Lettura

Il Signore unisce tutti i popoli nella pace eterna del suo Regno.Dal libro del profeta Isaìa

Is 2,1-5

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.

Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».

Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la parola del Signore.

Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.

Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

Dal Sal 121 (122)

R. Andiamo con gioia incontro al Signore.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R.

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide. R.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi. R.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su di te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene. R.

Seconda Lettura

La nostra salvezza è più vicina.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Rm 13,11-14a

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.

La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Parola di Dio

Vangelo

Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.

Dal Vangelo secondo Matteo
(Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

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