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Commento al Vangelo del 4 marzo 2018 – Padre Giulio Michelini

Il Tempio e i mercanti

Nel Vangelo secondo Marco, come anche per Matteo e per Luca, l’episodio della cosiddetta purificazione del tempio si viene a trovare dopo l’ingresso messianico di Gesù a Gerusalemme. Siamo, insomma, alla fine della vita pubblica di Gesù, e non – come vediamo oggi nella lettura del Quarto Vangelo – all’inizio del suo ministero. La scena in Giovanni si trova infatti nel secondo capitolo, quando Gesù ha appena inaugurato i “segni” del regno con le nozze a Cana. Da quella città, Gesù «discese a Cafarnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono là solo pochi giorni» (Gv 2,12). Partono infatti subito per Gerusalemme, per la celebrazione della Pasqua.

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È la prima delle tre Pasque menzionate da Giovanni. Mentre Marco e Matteo raccontano solo dell’unica (e ultima) Pasqua celebrata da Gesù – quella durante la quale avviene la sua morte e risurrezione – Luca ci dice che Gesù era solito salire a Gerusalemme per la Pasqua sin dalla sua adolescenza, con tutto il clan familiare (cf. Lc 2,41ss.); Giovanni invece conserva la memoria di un pellegrinaggio a Gerusalemme per una Pasqua anche all’inizio ministero di Gesù. In questa occasione egli non tollera ciò che vede nel cortile esterno del Tempio, dove erano collocati negozi e cambiavalute necessari per i pellegrini ed i loro sacrifici. L’azione di Gesù «è una protesta, come quella dei profeti dell’antichità contro la profanazione della casa di Dio e un segno che la purificazione messianica era vicina» (R. Brown). Se ne può trovare l’anticipazione in testi quali Ger 7,11 (il testo che Marco e Matteo citano per spiegare quello che fa Gesù), oppure Zac 14,21, un profeta molto usato dai vangeli, dove si legge: «In quel giorno non vi sarà neppure un Cananeo (ovvero, un “mercante”) nella casa del Signore degli eserciti».

Col suo gesto profetico Gesù vuole spiegare quale sia il vero culto davanti a Dio, e che anche il Tempio deve essere posto nella giusta relazione col divino. Questo gesto non è però un atto di accusa contro l’istituzione templare, dato che egli stesso è entrato più volte nel Tempio per pregare ed insegnare, e i suoi discepoli l’hanno frequentato fino alla sua distruzione nel 70 d.C. Non solo: Gesù è letteralmente “divorato” dal suo amore per la casa del Signore, come dice il nostro vangelo, citando il Sal 69,9.

Nella teologia cristiana – in continuità con la riflessione biblica e giudaica – si dirà poi che il credente è esso stesso il Tempio (1Cor 3,16), l’edificio spirituale gradito a Dio (cf. 1Pt 2,5), e che Dio può essere adorato non solo su un monte o su un altro, ma in Spirito e Verità (cf. Gv 4,23). Importanti sono i luoghi dove pregare, ma ancora di più – dice Gesù nel Discorso della montagna – è la stanza della propria anima, quella dove ci si può ritirare, e nella quale in segreto si incontra il Padre; il Padre, che vede nel segreto, ricompenserà chi lo cerca (cf. Mt 6,6).

Ma il gesto di Gesù dice qualcosa di più. Il salmo, già ricordato sopra, che l’evangelista cita a commento della scena, quello sullo zelo per il Tempio, visto nel suo contesto più ampio recita in questo modo: «Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono un estraneo per i miei fratelli, un forestiero per i figli di mia madre. Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta». Si tratta di una vera e propria profezia sulla morte del Messia, sul fatto che qualcuno distruggerà quel Tempio, perchè quello era «il Tempio del suo corpo» (Gv 2,21). Il verbo consumare allora «non è più un semplice accenno alla bruciante intensità dello zelo; nell’interpretazione di Giovanni, il Salmo significa che lo zelo per il Tempio distruggerà Gesù e lo porterà alla morte» (R. Brown).

Quanto esempio dovremmo prendere dal Cristo. Quanto poco zelanti sono la nostra fede e il nostro modo di vivere il Vangelo. E come dovremmo impegnarci per evitare che nel rapporto con Dio entrino altri interessi.

Fonte

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della Terza Domenica di Quaresima – Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 4 Marzo 2018 anche qui.

Gv 2, 13-25
Dal Vangelo secondo Giovanni
13Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. 14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 17I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà. 18Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». 19Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». 20Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». 21Ma egli parlava del tempio del suo corpo. 22Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 23Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. 24Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 04 – 10 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresima III
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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