Vangelo del Giorno – 27 febbraio 2018 – don Luigi Maria Epicoco

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«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Fare lo spoiler al dolore serve a poco. Anche se qualcuno ci dice che andrà a finire bene, a noi interessa lo svolgimento, cioè quello che accade prima che finisca bene. E abbiamo migliaia di modi per non pensarci, per anestetizzare la fatica di vivere, pur sapendo che andrà a finire bene se seguiremo Lui su quella strada.

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Cercare i primi posti nel cristianesimo è un modo chiaro di dire che non si è capito fino in fondo ciò che Gesù è venuto ad annunciarci: “Allora la madre dei figli di Zebedeo si avvicinò a Gesù con i suoi figli, prostrandosi per fargli una richiesta. Ed egli le domandò: «Che vuoi?» Ella gli disse: «Di’ che questi miei due figli siedano l’uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra, nel tuo regno».

Gesù rispose: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io sto per bere?» Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo»”. Chiedere i primi posti, come fa la mamma di Giacomo e Giovanni per i suoi figli nel vangelo di oggi, è come farsi raccomandare per mettersi in prima fila in un delfinario. Praticamente i primi a bagnarsi saranno proprio loro, ma per chi non pensa con questa lungimiranza è convinto di aver chiesto un affare.

L’umiltà dell’ultimo posto, in realtà è una furbata che solo chi ha capito che cosa ha detto Cristo può davvero viverla. Il problema è sempre lo stesso: ascoltarlo fino in fondo, e capire che la cosa più grande che uno possa fare non è accaparrarsi un posto ma mettersi a servire: “Voi sapete che i prìncipi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi le sottomettono al loro dominio.

Ma non è così tra di voi: anzi, chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo”. Perché solo chi serve in realtà è nella somiglianza migliore a Cristo.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mt 20, 17-28
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.