Luca Lanari – Commento (pensiero) al Vangelo del 1 Marzo 2020

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Il punto di partenza sono le tentazioni. Gesù, nel deserto, dopo quaranta giorni di digiuno, è tentato nelle sue scelte; un tarlo mette in discussione la missione che si prepara a svolgere.

Per iniziare cristianamente questo cammino di quaresima, dobbiamo anche noi fare un po’ di deserto attorno, nel nostro cuore, nella nostra mente fare silenzio per ascoltare, non la voce di Dio, ma le tentazioni.
Sì, detta così, pare brutta. Ma come? Il deserto è per far affiorare il suono della voce divina e non per quella malvagia!?
E, invece, noi dobbiamo fare come Gesù che ascolta le varie tentazioni che poi santamente non accoglie. Ma le ascolta.
Allora iniziamo con questo esercizio; di tentazioni ne abbiamo molte, che ci tampinano, che ci spingono, che ci tranquillizzano ed è proprio qui l’aspetto subdolo del male; ci fa apparire giusto quello che agli occhi di Dio non lo è. La tentazione ci dice che possiamo tranquillamente continuare così come abbiamo sempre fatto; ci assicura che se abbiamo un problema, la causa sono gli altri, ci accarezza dicendo di non preoccuparci perché tanto ci penserà qualcun’altro.

Senza andare ad analizzare ogni singola proposta di male che Gesù è costretto a subire e che anche noi nella nostra vita incontriamo, focalizziamoci, come detto all’inizio, su di un unico punto: la tentazione nel suo aspetto generale. Tanto lo sappiamo bene che ognuno deve fare i conti con le sue: chi con il potere, chi con il denaro, chi con l’invidia e l’elenco è a tutti tristemente noto e ovviamente non si ferma a queste tre che ho citato.
Ma se non ci decidiamo a fuggire dalla nostra quotidianità per correre verso il deserto e dimorarvi per un po’ del nostro tempo non cambieremo mai niente della nostra vita.

Non importa quanto tempo dedicheremo a questa avventura in solitaria, l’importante è la nostra disposizione d’animo.
Dobbiamo essere digiuni perché chi è digiuno è ovviamente affamato e in quanto tale riesce meglio a sentire i sapori, gli odori, anche quelli più nascosti e più deboli. Solo così le nostre orecchie saranno attente all’ascolto che ci permetterà di fare un po’ di discernimento.

Certo l’impegno è gravoso, perché non si tratta soltanto di capire cosa c’è di sbagliato nella nostra vita, ma si tratta anche di avere la ferma convinzione di cambiare, di dire di no a quello che isola, che non ci permette di dare amore; allontanare da noi quei comportamenti quotidiani che non ci fanno crescere e che, anziché portarci alla vita, ci conducono lentamente, quasi senza che ce ne accorgiamo, alla morte. Guardiamo le tentazioni che abbiamo come padre/madre, come marito/moglie, come compagno di vita,
come collega di lavoro, come amico/a. Se staremo in silenzio nel deserto, affamati di ascoltare, le tentazioni si faranno avanti, le vedremo nitide e allora dovremmo dire “sì, è vero. È così.”

Il passo successivo sarà quello di dimostrare quanto valiamo. Prendiamo il coraggio che ci viene dalla nostra fede in Dio, e resi forti dallo Spirito, chiudiamo le nostre porte alle tentazioni piccole o grandi che siano e apriamoci all’amore di Cristo.

A cura di Luca Lanari.