Il Vangelo del giorno, 2 Settembre 2019 – Lc 4, 16-30

11

Il commento al Vengelo del giorno
2 Settembre 2019
su Lc 4, 16-30

XXII Settimana del Tempo Ordinario – Anno I

Colore liturgico: VERDE

  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi: S. Elpidio; Ss. Alberto e Vito; S. Zenone
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Il Signore viene a giudicare la terra.
  • Letture del giorno: 1 Ts 4, 13-18; Sal.95; Lc 4, 16-30
  • Calendario Liturgico di Settembre

Lc 4, 16-30
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews.

Commento al Vangelo a cura dei
Monaci Benedettini

Nessun profeta è bene accetto in patria.

Nel Vangelo di San Luca la missione pubblica di Gesù comincia, con la potenza dello Spirito Santo, subito dopo le tentazioni. Non a caso, Gesù stesso sceglie la città di Nàzareth come inizio, l’annuncio, la venuta del nuovo Regno messianico. A Nàzareth è stato allevato con amore e cura nella Santa Famiglia; una vita trascorsa nel nascondimento e nell’umiltà del servizio pronto e generoso. Proprio a Nazareth, il Figlio di Dio vuole sùbito provocare una reazione per costringere tutti a domandarsi chi veramente Egli sia. È il Messia della Misericordia, dell’annuncio del Nuovo Regno di pace. In questa scelta di Gesù, però scopriamo la vera essenza di questo regno Messianico.

L’incarnazione ci mostra la proposta di Dio; proprio attraverso il passaggio con l’umanità di Cristo si realizza il Regno Messianico. Possiamo aggiungere che con la vita umile e di obbedienza del nascondimento di Cristo nella casa di Nazareth ci sono mostrate le virtù capaci di realizzare questo disegno divino. A Nazareth, nella sua casa, vi è la vera palestra dove Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. La Missione e l’annuncio del Regno è nel segno dell’obbedienza al Padre; obbedienza che Gesù aveva già annunciato con l’obbedienza a Giuseppe, padre terreno della Santa Famiglia. Le armi della preghiera, umiltà, sacrificio sono nella dotazione della palestra che Gesù ha sperimentato nei trenta anni di vita di nascondimento.

Lo scandalo è proprio questo; non sono le armi che ci si aspettava per chi doveva inaugurare il regno come potenza umana e non irrompere del Regno di Misericordia. Impariamo da Gesù a fortificarci nelle vere virtù perché in Lui si realizzi la pienezza del Regno!

Articolo precedentedon Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo di oggi, 2 Settembre 2019
Articolo successivoMessaggio del Santo Padre per la celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato – 1 settembre 2019