Il Vangelo del Giorno, 12 Febbraio 2018 – Mc 8, 11-13

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Il testo ed il commento al Vangelo
del 12 Febbraio 2018 su Mc 8, 11-13

VI Settimana del Tempo Ordinario – Anno II/B

  • Colore liturgico: Verde
  • Periodo: Lunedì
  • Il Santo di oggi:  Ss. Martiri di Abitene; S. Benedetto di Aniane
  • Ritornello al Salmo Responsoriale: Venga a me la tua misericordia e avrò vita.
  • Letture del giorno: Gc 1, 1-11; Sal 118; Mc 8, 11-13
  • Calendario Liturgico di Febbraio
Le letture del giorno (prima e Vangelo) e le parole di Papa Francesco da VaticanNews:

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Mc 8, 11-13
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Commento al Vangelo del giorno a cura dei Monaci Benedettini

Non sarà dato alcun segno a questa generazione.

I farisei chiedono un segno al Signore. È una richiesta che sembra logica e coerente per le loro aspettative. Gesù si dimostra essere il Messia tanto aspettato; loro chiedono nient’altro che Egli lo dimostri concretamente. È nella logica del loro modo di intendere il rapporto con Dio.

In definitiva, per la loro comprensione religiosa, non chiedono altro che Gesù dimostri quello che loro si aspettano. Sotto la richiesta dei farisei si nasconde un ribaltamento sottile. Pretendono, infatti, che Dio si adegui ai loro piani e alle loro aspettative; è il Dio che si deve restringere alle categorie umane. La gloria che loro credono di vedere è in realtà la manifestazione di un dio che nasce solo dall’uomo e dalle sue richieste.

Gesù dimostra il contrario; il suo diventare piccolo per noi non significa un restringimento del suo messaggio; anzi implica il movimento opposto. L’Incarnazione è la nostra possibilità di partecipare alla vita divina; significa la nostra concreta opportunità di elevarci. Gesù opera allora già con il suo messaggio in questa prospettiva.

Non sarà dato nessun segno che implichi una ristrettezza perché Gesù, diventato cittadino del mondo, dona segni che invitato alla purificazione, invitano all’apertura del cuore, invitano a considerarci suoi concittadini del cielo. Non giudichiamo, però, troppo severamente questi farisei, perché nel loro atteggiamento possiamo cadere anche noi quando ci chiudiamo a Dio e quando non riconosciamo, nella nostra vita, i segni della sua presenza.

Chiediamo invece, nell’umiltà di cuore di saper riconoscere la volontà di Dio in ogni momento della nostra vita.