Fraternità Gesù Risorto – Commento al Vangelo del 25 Marzo 2020

223

Chissà come si ascolta la voce di un angelo! Con quali orecchie? Fatto sta che è proprio un angelo di Dio, ma non di un Dio normale, bensì del Dio d’Israele, quello che noi chiamiamo Padre. Non se l’aspetta Maria, una ragazza inesperta di voci di angeli, ma non inesperta della Parola di Dio. Infatti già alla prima parola rimane scossa. E sì che non è una brutta parola, e nemmeno difficile. “Rallegrati!”, un comando cui non si può disubbidire.

La gioia verrà dopo, ma intanto un turbamento: quella parola è quella che i Profeti continuano a ripetere a tutto il popolo. Nella Sinagoga, da dietro la tenda dove rimaneva nascosta con le donne, lei l’aveva udita molte volte pronunciata dai lettori. L’unica gioia annunciata al popolo è quella che fa esultare per l’arrivo del Messia, l’Emmanuele, Dio con noi.

Perché adesso questo comando è rivolto a lei sola, in casa sua? E per di più dalla voce d’un angelo? C’è giustificato motivo di turbarsi. È una gioia che le toglie la vita! Non sarà più sua la vita, ma di colui che deve venire, e per di più del tutto sconosciuto, non solo a lei, ma anche a quel popolo che l’attende. Sarà una gioia da vivere dentro un’infinità di rinunce e sofferenze. Queste cominceranno ben presto, non appena l’angelo sarà partito: infatti non rimarrà a lungo e non tornerà. Resterà molto buio attorno alla nuova gioia di Maria, e resta soltanto il ricordo della voce che le chiede obbedienza alla Parola: “Rallegrati”!

Rallegrati! anche tu.  

don Vigilio