fra Marin Berišić – Commento al Vangelo del 17 Febbraio 2020

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“Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno, per metterlo a prova.” Loro desiderano un segno che dice che Gesù sia veramente il Messia. Cercano un segno di potere da parte di Dio.

Dio non dà un segno di potere, Dio dà un segno di piccolezza, diventando bambino, Dio dà un segno di compassione quando piange sulla morte di Lazzaro. Dio dà un segno di un amore infinito passando il calvario, morendo e risuscitando per noi. Chiedere il segno di potere a Dio, sarà difficile che lo farà. Il suo potere è contrario di quello che pensiamo noi. L’amore è sempre umile, è piccolo, si dona, non si impone, non obbliga.

L’amore ci lascia liberi a credere, cioè a vedere i segni. “In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione.” Con Gesù finiscono tutti i segni, Lui è il segno per eccellenza. Lui è la realtà di Dio, realtà nel pane consacrato sull’altare, spezzato, condiviso. Noi cerchiamo i segni tutta la vita. I segni d’affetto, la conferma, la sicurezza.

Ma senza la fiducia nessun segno ha valore. Noi invece di leggere i segni e di credere all’amore di Dio, cerchiamo i segni tutta la vita. Il vero significato di ogni segno è la fiducia. L’amore è fede, è un atto di fiducia.

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Perché questa generazione cerca un segno?
Dal Vangelo secondo Marco Mc 8, 11-13   In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.   Parola del Signore