Fabrizio Francesco Campus – Commento al Vangelo del giorno – 17 Gennaio 2020

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Questo Vangelo ha sempre un fascino particolare, soprattutto per il fatto che Gesù opera una guarigione non tanto per la fede del malato, non immediatamente almeno, quando per la fede dei quattro amici che lo portano davanti a Lui.

Questo ci dà un’idea della bellezza e della potenza della preghiera di intercessione. Credo che non ci rendiamo neanche conto di quanto possa fare del bene la nostra preghiera per qualcuno. Tendenzialmente siamo concentrati sui nostri problemi e sul chiedere a Dio di risolverceli, cosa umanamente comprensibile, ma non dovremmo mai dimenticarci di pregare per gli altri. La Chiesa sta in piedi non per la bravura delle persone che ne fanno parte, ma perché c’è ancora chi prega per l’altro.

Forse a volte pensiamo che non serva a nulla e che il cuore di chi conosciamo sia troppo duro, ma solo il Signore conosce il cuore degli uomini. Lasciamo a Lui ogni giudizio. Ma c’è un altro aspetto che rischiamo di trascurare e cioè che rischiamo di diventare come quegli scribi che mormoravano contro Gesù: “Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».”. C’è il rischio di pensare che Dio non possa fare nulla non solo con gli altri, ma anche con noi stessi.

Così il cuore duro diventa il nostro e impediamo alla Grazia di Dio di farsi spazio nella nostra vita, in particolare lì dove siamo paralizzati. Chiediamo al Signore la grazia di saperci affidare a Lui come questo paralitico e questi suoi amici, perché la guarigione vera avviene solo nell’incontro con Lui, nel mettere la nostra povertà nelle Sue mani.

Fabrizio Francesco CampusCommento a cura di Fabrizio Francesco Campus

Il 5 Aprile 2015 ho ricevuto il Battesimo, diventando a tutti gli effetti cristiano cattolico, ma soprattutto figlio di un Dio che non ha mai smesso di cercarmi. La mia vita non è cambiata, ma è cambiato il mio sguardo su di essa. Non sono migliore, ma ora so di essere infinitamente amato e sono in cammino per imparare ad amarmi e ad amare così.


Il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 2, 1-12 Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!». Parola del Signore.