don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 8 Giugno 2022

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“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento”.

Credo che più chiaro di così si muoia. Quelli che citano Sant’Agostino a sproposito ripetendo frasi del tipo “Ama e fa ciò che vuoi” credo non abbiano contezza di che cosa sia l’amore che è venuto a insegnarci Gesù Cristo. L’Amore di Cristo non è un vago “volemose bene” ma un profondo e straordinario sentimento capace di strutturare scelte, decisioni e persino sacrifici. Uno che pensa che l’amore sia fare ciò che ci pare, non sa che l’amore più grande è “dare la vita per chi si ama”.

E per dare la vita bisogna avere una grande disciplina, non ci si improvvisa uomini. Esattamente come uno sportivo non vince le olimpiadi per simpatia ma grazie a quel talento allenato in ore ed ore di esercizi e regole ben precise che avevano lo scopo proprio di farlo rendere al massimo. Un amore senza regole è destinato a finire. Una fede senza regole è destinata a deludere.

Si è grandi quando si ha la capacità di fare tesoro delle regole senza diventarne schiavi. Si è grandi quando si comprende l’efficacia della fatica senza guardare solo ad essa. Si è grandi quando non si scelgono scorciatoie ma lealmente si fa tutto ciò che è possibile fare per riuscire in qualcosa.

Gesù non è un “figlio dei fiori” ma è il più grande allenatore di umanità che la storia abbia mai avuto. Ecco perché la scoperta della felicità che ci propone il cristianesimo non è a basso costo. Invece è a caro prezzo. Solo che Cristo si è messo a contribuire al pagamento, mostrandoci una strada, un motivo, un compimento, lì dove noi sperimentavamo solo limite, cadute, fallimenti.

Non ci si libera di un problema evitandolo ma risolvendolo, prendendolo sul serio, affrontandolo. La Legge e i Profeti possono rappresentare anche un ostacolo nella nostra vita, perché ci fanno toccare i nostri limiti. Ma Cristo ci ha liberati dalla paura di guardare in faccia proprio i nostri limiti. In questo senso compie, non elude.

Commento del 2018.

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