Vangelo del Giorno – 15 aprile 2017 – don Luigi Epicoco

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La grande apnea (sabato santo)

Oggi รจ sabato santo, ed รจ il giorno dell’impaziente attesa. E’ il tempo in cui si trattiene il fiato prima di saltare, prima di riuscire da sott’acqua, prima di spalancare la porta e vedere chi c’รจ dentro. Normalmente quest’apnea dura qualche istante, la liturgia la prolunga per un intero giorno, mentre i Vangeli per ben tre giorni… La stessa apnea che Giona fece nella pancia della balena che lo aveva ingoiato, prima che lo vomitasse sulla spiaggia della sua vocazione.

Ma anche quest’apnea ha un gran ruolo in tutta questa storia. Non basta fare qualcosa o essere qualcuno, bisogna recuperare la vertigine emotiva di entrambe queste cose. Se non provi paura mista a speranza mentre fai qualcosa di importante allora forse non รจ veramente importante quella cosa. E’ come se una donna partorisse un figlio senza provare nemmeno un frammento di un qualcosa che assomigli almeno lontanamente a un pรฒ di paura e a un po di felicitร . Bisogna avere paura della paura quando รจ sola, quando invece la paura รจ accompagnata dalla speranza, allora รจ solo adrenalina pura che ti fa trattenere il fiato prima di scoppiare in un gran pianto di gioia e stupore.

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E’ cosรฌ che lo immagino il giorno in cui vedremo Cristo faccia a faccia. Per un intera vita forse abbiamo trattenuto il fiato, tormentati dalla paura che avevamo sbagliato tutto, ma anche coltivando la speranza che ne valesse la pena. Si รจ cristiani quando accanto alla paura, che รจ una cosa umanissima, si ha il coraggio di lasciare sempre un posto di riguardo alla speranza. La resurrezione di Gesรน altro non รจ che un buon motivo per cui non disperarsi mai veramente sino in fondo. La nostra vita รจ un lungo sabato santo che si incastona tra le nostre croci piantate nei venerdรฌ santo della nostra vita, e l’alba della domenica di Pasqua dove l’assenza del cadavere ci ricorda che il finale รจ diverso da come sembrava a noi.

Ma ancora non รจ il momento di urlare di gioia. Siamo ancora in fila dietro le mirofore (le donne che andarano a ungere di profumo il corpo di Gesรน), silenziosi, ansiosi e con il fiato sospeso di chi spera con tutto il cuore in un imprevisto…

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