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Vangelo del Giorno – 13 novembre 2017 – don Luigi Epicoco

E’ strano che i discepoli si accorgano di avere poca fede soltanto quando Gesù intima loro di perdonare costantemente chi sbaglia e si pente. Il perdono per noi è un atto che supera le nostre forze, un atto contro natura. Perchè la nostra natura esige una ‘reazione’ non un ‘condono’.

Ecco perchè il perdono è un cantiere sempre aperto, è qualcosa che va rinnovato ogni mattina, altrimenti il rancore marcisce dentro di noi e ci fa diventare arrabbiati e infelici. Il perdono, prima di essere una delicatezza nei confronti di chi sbaglia, è innanzitutto un beneficio per coloro che lo elargiscono, perchè il perdono non solo condona, ma guarisce le ferite di chi ha subito il sopruso.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Lc 17, 1-6
Dal Vangelo secondo  Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.