Il Vangelo del Giorno, 12 febbraio 2016 – Mt 9, 14-15

Data:

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Il testo ed il commento al Vangelo del 11 febbraio 2016 – Mt 9, 14-15, ย Tempo di Quaresima – Venerdรฌ dopo le Ceneri.

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  • Colore liturgico: viola
  • Le letture del giorno: Is 58, 1-9; Sal.50; Mt 9, 14-15

Mt 9, 14-15
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesรน i discepoli di Giovanni e gli dissero: ยซPerchรฉ noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?ยป.
E Gesรน disse loro: ยซPossono forse gli invitati a nozze essere in lutto finchรฉ lo sposo รจ con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarร  loro tolto, e allora digiunerannoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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p. Gabriele Amorth – Il mio rosario

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Commenti al Vangelo di Mt 9, 14-15

Mt 9, 14-15ย 

Commento a cura dei giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire, Bassano Romano (VT)

[ads2]Il digiuno e lo sposo.
Il digiuno รจ una pratica religiosa antica, che con scopi e modalitร  diverse, tende sempre a mortificare i sensi dell’uomo per affinare lo spirito e renderlo piรน pronto ad immergersi nel soprannaturale. Lo praticavano anche i discepoli di Giovanni Battista e dei farisei. Non facevano altrettanto quelli di Cristo e ciรฒ suscita, ancora una volta, le critiche dei soliti nemici di Cristo, sempre pronti a spiare ogni eventuale irregolaritร  secondo il loro ottuso metro di giudizio. Sono perรฒ gli stessi discepoli di Giovanni a porre l’interrogativo: ยซPerchรฉ noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?ยป. รˆ illuminante la risposta di Gesรน: ยซPossono forse gli invitati a nozze essere in lutto finchรฉ lo sposo รจ con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarร  loro tolto, e allora digiunerannoยป. Gesรน รจ lo sposo, egli, con la sua venuta tra noi, ha celebrato le nozze solenni con la nostra umanitร  incarnandosi e divenendo uno di noi. Egli รจ l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Non ci puรฒ essere motivo di gioia piรน grande, perchรฉ in quelle nozze รจ giร  racchiusa la nostra redenzione, il nostro festoso ritorno alla casa paterna, l’abbraccio affettuoso del Padre celeste al figlio ritrovato. รˆ vero che il culmine della festa avverrร  in un mattino radioso di Pasqua con la gloriosa risurrezione di Cristo, ma รจ lecito dire che giร  la sua nascita e la sua presenza tra noi ci autorizzano a gioire ed esultare. Lo fanno anche gli angeli di Dio alla sua nascita, intonando l’inno del Gloria. Con due esempi illuminanti lo stesso Signore ci fa comprendere il totale rinnovamento che egli sta operando a nostro favore. In lui si sta realizzando, quasi alla lettera, una profezia antica, proferita da Isaia: ยซPreparerร  il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperร  su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerร  la morte per sempre; il Signore Dio asciugherร  le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farร  scomparire da tutto il paese, poichรฉ il Signore ha parlatoยป. Quando poi lo sposo ci sarร  tolto per la violenza della crudele passione e morte e a causa del peccato, allora sรฌ, avremo giorni e motivi di lutto, di pianto e di digiuno. รˆ il digiuno che ancora la Chiesa ci propone quando l’attesa dello sposo ci pone in atteggiamento penitenziale e di interiore rinnovamento.

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