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Tempo del Creato – Commento al Vangelo del 7 Settembre 2025

Due millenni di cristianesimo, secoli di autorevoli interpretazioni e ragionevoli compromessi, biblioteche di commenti e adattamenti non sono bastati a eliminare lo scandalo, ma anche il fascino, di questo brano evangelico, così come l’intera vita di ciascuno di noi, divenuto discepolo di Cristo attraverso il battesimo, si scontra quotidianamente con la follia della croce cui questo brano ci rimanda.

Scandalo del recidere i legami con chi ci ha generato alla vita e sovente anche alla fede, follia del rinunciare a tutti i beni per seguire un Messia povero e crocifisso. Fascino di una vita nella semplicità e libertà dei figli e delle figlie di Dio.

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Fascino e scandalo confinati nel non-luogo dell’utopia: “Impossibile agli uomini – ci affrettiamo a dire, rifugiandoci in un’altra parola del Vangelo – ma possibile solo a Dio”, quasi a imputare a Lui stesso la nostra incapacità a prendere sul serio il Vangelo.

Poi però – sempre per dono di Dio, certo – appaiono uomini e donne che mostrano con la loro vita che è possibile accogliere e dare corpo anche a questa parola dura del Vangelo, ed è possibile qui e ora, per noi e non per altri. Ed è possibile farlo con la gioia nel cuore, come ha ben capito chi, indipendentemente dall’essere o meno battezzato, ritiene percorribile e auspicabile un cammino di “decrescita felice”.
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