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Tempo del Creato – Commento al Vangelo del 14 Settembre 2025

Viviamo un tempo fragile, in cui l’umanità sembra camminare con fatica tra la paura e il desiderio, tra il conflitto e la ricerca di senso. In questo smarrimento collettivo, risuonano con forza parole semplici e luminose: “Semi di pace e di speranza”.

Ieromonaco p. Victor Cretu, Arcivescovado per le Chiese ortodosse russe in Europa Occidentale

Sono parole che raccontano di piccoli inizi, di gesti quotidiani, di scelte silenziose ma profonde. In un mondo segnato da tensioni, crisi ambientali e perdita di fiducia, ogni seme piantato è un atto di coraggio, quasi profetico: seminare pace e speranza è credere che il bene ha radici più forti del male, e che il futuro resta aperto.

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Nel cuore della visione cristiana, seminare è un’immagine che attraversa tutta la Bibbia: Dio è il primo seminatore. Ha seminato la vita nel mondo, la sua Parola nei cuori, ha seminato suo Figlio nel grembo della Vergine Maria e poi nella storia, perché portasse frutto di salvezza.

In Giovanni 3,13-17 leggiamo il senso più profondo di tutto questo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”. È il seme più prezioso, donato per amore, non per condannare, ma per salvare. Gesù viene come luce, come vita, come speranza concreta per ogni essere umano.
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