- Pubblicità -

Suor Daniela Sanguigni – Commento al Vangelo del 23 Gennaio 2025

Elikya, la speranza del Vangelo senza confini

Sr Daniela Sanguigni, FdO, Codogno

Suor Daniela, nel suo commento, analizza un passo del Vangelo secondo Marco (3, 20-30) che narra l’accusa di possessione demoniaca rivolta a Gesù dagli scribi gerosolimitani.

Il commento spiega la risposta di Gesù attraverso parabole sulla divisione interna di un regno o una casa per dimostrare l’impossibilità di Satana di scacciare se stesso. Approfondisce il concetto di peccato imperdonabile, identificato nel rifiuto consapevole dell’opera dello Spirito Santo, evidenziando come gli scribi, pur conoscendo le Scritture, commettano questo peccato negando l’azione divina in Gesù.

In conclusione, suor Daniela sottolinea l’importanza di riconoscere l’opera di Dio e la possibilità della salvezza per chi si converte.

Trascrizione non rivista dall’autore.

Dal Vangelo secondo Marco, Marco 3:20-30. In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo. Dicevano, infatti, “è fuori di sé”.
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: “Costui è posseduto da Belzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni”. Ma egli li chiamò e, con parabole, diceva loro: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in sé stesso, quel regno non potrà restare in piedi. Se una casa è divisa in sé stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro sé stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico, tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno. Ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno, è reo di colpa eterna, poiché, dicevano, è posseduto da uno spirito impuro”.

Il passo di Marco, che abbiamo appena letto, è un episodio significativo del Vangelo che affronta l’accusa a Gesù di essere posseduto da un demonio e il suo insegnamento riguardo al peccato imperdonabile. Vediamo il passo in dettaglio. Marco ci informa che la calunnia iniziava ad attaccare Gesù. Nessuno poteva negare che Gesù liberasse tanta gente posseduta dai demoni. Ed ecco i cosiddetti saggi, gli scribi, giunti da Gerusalemme, spargere la voce: “È posseduto da Belzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni”. Insomma, secondo loro, Gesù scaccia i demoni per mezzo del potere di Satana.

È troppo, ma guardiamo Gesù. Egli non perde la calma. Calunniato, dice ai suoi ascoltatori di avvicinarsi. Li chiamò a sé come prima aveva chiamato i 12 e, se finora potevano forse dire di non capire, ora non è più così, perché è in parabole che adesso si rivolge a loro. Usa, cioè, un discorso fittizio, parla servendosi di immagini, di esempi, di realtà che sono sotto gli occhi di tutti, sempre di grande attualità. Il primo esempio tocca la realtà sociale e politica. Quando i cittadini di uno stato sono in discordia tra di loro, le istituzioni traballano e si va alla rovina. Ci si distrugge a vicenda. Più vistosa è ancora la situazione di tante famiglie divise al loro interno. Lo spacelo è visibile, la realtà familiare non esiste più.

La logica del ragionamento di Gesù è che se lui cacciasse i demoni con il potere di Satana, questo sarebbe un atto di autolesionismo. Ora sembra dire Gesù, veniamo al nocciolo del problema e supponiamo che sia davvero Satana a scacciare Satana e che uno, entrato nella casa di colui che è forte, metta la discordia tra i demoni, liberi posseduti dal demonio contro il parere di altri demoni e li salvi. Di fronte a un simile evento, c’è solo una deduzione possibile. Il dominio di Satana è alla fine, la salvezza è giunta e la salvezza, lo dice la scrittura, è opera del solo e unico Dio. Perciò il regno di Dio è davvero vicino, perché il demonio, gli spiriti impuri sono in ritirata su tutti i fronti.

Gesù si presenta come il più forte che ha il potere di legare Satana, il forte, e di liberare così le persone dalla schiavitù del peccato e dei demoni. Questa vittoria è già apparsa chiara sin dall’accenno alle tentazioni di Gesù e poi nella sinagoga di Cafarnao, dove il demonio dice a Gesù se è venuto a rovinarci e riconosce che nel suo dominio è entrato il santo di Dio, il figlio di Dio. Insomma, come dice Gesù, l’unica spiegazione possibile è che nel mondo dove finora ha dominato Satana, il principe di questo mondo, come si legge in Giovanni, è entrato uno più forte di lui e ha legato colui che si credeva forte, donando agli uomini la possibilità di sentirsi liberi dal male. L’ha donata a tutti, diciamo, a tutti coloro che non hanno peccato contro lo Spirito Santo.

L’affermazione in Marco non è difficile, sebbene sia a lungo dibattuta a livello teologico. Con il testo del nostro evangelista sotto gli occhi vediamo che Marco stesso dice in che cosa consiste. Gesù ne ha parlato perché gli scribi dicevano che era posseduto dal demonio. Negavano, cioè, che Gesù, scacciando i demoni, agisse per mezzo dello spirito. Ora, attribuire al demonio quel che è segno della presenza dello Spirito Santificatore è un peccato imperdonabile. È manifestazione di un rifiuto assoluto di percepire l’agire di Dio nella storia. È un rifiuto ostinato e consapevole della verità e della grazia che Dio offre. E questo peccato lo stanno commettendo gli scribi giunti da Gerusalemme, conosciuti da tutti come maestri insuperabili delle Scritture che narrano le meraviglie compiute da Dio nella storia.

Ma a che serve ricordare le passate meraviglie di Dio, se poi ci si rifiuta di riconoscere oggi l’agire di Dio che salva? Serve solo a mettersi fuori dalla salvezza e, fino a quando non ci si converte, si è rei per sempre. E noi siamo disposti a convertirci? Che cosa esige una vera apertura alla salvezza? Lo scopriremo nella porzione di brano del Vangelo che leggeremo domani. Buon cammino.

- Pubblicità -

Fonte: il sito giovaniemissione.it | Disponibile anche in podcast su Spotify