Le Beatitudini non sono un elenco di buoni sentimenti. Sono una rivoluzione. Sono il manifesto di chi ha scelto di vivere già da risorto mentre il mondo continua a ragionare secondo la logica del potere, del possesso e dell’apparenza.
Gesù proclama beati i poveri, gli afflitti, i miti, i perseguitati. Il mondo, invece, proclama beati i ricchi, i forti, gli aggressivi, coloro che riescono a imporsi sugli altri. Chi ha ragione?
- Pubblicità -
Se guardiamo la croce, sembra avere ragione il mondo. Se guardiamo la risurrezione, scopriamo che ha ragione Cristo.
Le Beatitudini sono possibili solo alla luce della Pasqua. Nessuno può considerare una benedizione il pianto, la povertà o la persecuzione se tutto finisce con la morte. Ma se Cristo è risorto, allora ogni ferita può diventare una porta, ogni perdita può diventare una ricchezza, ogni croce può generare vita.
Gesù non glorifica la miseria. Non dice che la sofferenza è bella. Egli è venuto ad assumere su di sé tutta la povertà del mondo per trasfigurarla. Ha preso la nostra fame per donarci il Pane della vita, il nostro pianto per donarci la consolazione dello Spirito, il nostro peccato per donarci la santità, la nostra morte per donarci la vita eterna.
Ecco perché il cristiano non cerca la povertà, ma non ne ha paura. Non cerca la sofferenza, ma sa che Dio può trasformarla. Non cerca la persecuzione, ma sa che nessuna ingiustizia avrà l’ultima parola.
Le Beatitudini sono il volto di Gesù. Egli è il povero in spirito, il mite, il misericordioso, il puro di cuore, il perseguitato. E chi lo segue riceve in dono il suo stesso modo di vivere.
Forse dovremmo chiederci con sincerità: le nostre comunità assomigliano davvero alle Beatitudini o assomigliano ai criteri del mondo? Cerchiamo il prestigio o il servizio? L’approvazione degli uomini o la fedeltà al Vangelo? L’efficienza o la misericordia?
Le Beatitudini non descrivono persone deboli. Descrivono uomini e donne che hanno scoperto una ricchezza più grande di tutte le ricchezze della terra: Cristo stesso.
Chi segue veramente Gesù riceve questo dono. Non diventa più povero, ma immensamente più ricco. Non perde la vita, ma la trova. Non viene sconfitto dal mondo, ma impara a vivere già ora la libertà e la gioia dei risorti.
- Pubblicità -
Per questo Gesù conclude con parole che sembrano assurde: «Rallegratevi ed esultate». Solo chi ha incontrato il Risorto può gioire anche quando tutto sembra perduto, perché sa che la vera vittoria non è avere tutto, ma appartenere a Colui che ha vinto la morte.
E tu ti senti beato, cioè felice di vivere da risorto oppure pensi che la tua resurrezione è cosa futura e basta?
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
