Cinquanta giorni dopo Pasqua. Siamo arrivati. Gesù promette ai suoi un’altra Presenza divina che è il Paraclito cioè il difensore, lo Spirito Santo. La sua assenza sarà sostituita dallo Spirito Santo che è nel Padre e nel Figlio. È il loro Amore.
Questa Presenza ci accompagna interiormente ed esteriormente da allora per chi si battezza o si lascia battezzare perché infante. Cosa sappiamo di questa Presenza? Poco o nulla. Eppure è Dio. Eppure guida la terra e il mondo. Eppure è il fautore di tutto. Egli è il Maestro. Così lo chiama Gesù. Ma per farlo agire bisogna accoglierlo e ascoltarlo. Si tratta di amore, anche qui. Amare Dio nel Figlio significa accogliere lo Spirito nella Parola, nell’Eucarestia, nella vita dei poveri, nei segni dei tempi.
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Allora lo Spirito Santo è avvocato, difensore per noi contro il grande accusatore che è il Maligno. Così lo chiama l’Apocalisse. Colui che ci accusa davanti a Dio di tutto ciò che facciamo e non è conforme all’amore. Ma Dio conosce la nostra fragilità per questo ci ha donato il suo Spirito, per insegnarci ad amare.
Che posto ha lo Spirito Santo nella mia vita?
Quanto lo lascio agire? Quanto ostacolo la sua azione? Chi si lascia guidare dallo Spirito è veramente figlio di Dio e raggiunge la santità.
Buona Pentecoste a tutti!
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
