Gesù inizia la sua missione dopo la morte del Battista. E la inizia nello stesso solco — l’annuncio della conversione — ma subito se ne discosta. Giovanni resta fermo, stabile, un punto di riferimento a cui andare. Gesù invece cammina. Entra nelle città, nelle case, nelle ferite della gente. Non attende che lo cerchino: si fa lui cercatore dell’uomo.
Il Battista prepara; Gesù libera.
Il Battista denuncia; Gesù guarisce.
Il Battista indica; Gesù accompagna.
E qui il Vangelo ci provoca davvero: il cristiano non è chiamato a continuare la missione di Giovanni, ma quella di Gesù. Non siamo i custodi di un deserto, ma gli inviati nelle strade dell’umanità. Non siamo quelli che urlano verità dall’alto, ma quelli che toccano le storie e rimettono in piedi chi è caduto.
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Eppure c’è un pericolo che ritorna sempre, sottile: la fama.
Per Gesù la fama è un’insidia: la gente corre, lo cerca, vuole qualcosa da Lui… ma Gesù non si lascia imprigionare dalle folle. Non vive per il consenso, non misura il successo a “quanti lo seguono”. Per questo si sposta continuamente.
E noi?
Nel mondo secolarizzato di oggi non ci sono folle che inseguono Gesù. A volte sembra il contrario: indifferenza, freddezza, distanza. E proprio per questo, quando qualche briciola di “successo” arriva — un grazie, un applauso, un like — rischia di diventare una trappola.
Anche il cristiano può “perdere la testa”, come il Battista, ma per un altro motivo: non per la verità proclamata, bensì per la seduzione del piccolo consenso che riceve. La fama sui social, il bisogno di essere notati, stimati, celebrati… può trasformare la missione in spettacolo, e il Vangelo in palcoscenico.
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La domanda allora è profonda:
Sto continuando la missione di Gesù o sto coltivando la mia immagine?
Sto camminando per raggiungere chi ha bisogno o sto aspettando che qualcuno si accorga di me?
Gesù non ha fondato una “fama”, ha avviato un cammino.
E il cristiano non è un influencer spirituale, ma un inviato che porta liberazione, che rimette in piedi, che guarisce, che annuncia la vita anche quando nessuno applaude.
Forse oggi non ci sono folle che seguono Gesù.
Ma ci sono cuori che aspettano qualcuno che vada verso di loro.
E lì, nel nascondimento delle strade e delle case, la missione ricomincia. Sempre.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
