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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 6 novembre 2026

Il Vangelo di oggi ci mette davanti a un personaggio scomodo: un amministratore disonesto che, proprio mentre sta perdendo tutto, trova il modo di garantirsi un futuro.

Gesù non loda la sua disonestà, ma la sua capacità di reagire, di pensare, di agire con prontezza. E qui c’è una provocazione per noi, figli della luce: perché siamo così poco intelligenti quando si tratta di fare il bene?

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Sembra quasi che il male abbia più iniziativa del bene! C’è chi sa organizzarsi per ottenere vantaggi personali, chi sa costruire alleanze per interesse, chi trova mille strategie per raggiungere i propri obiettivi. E noi, che diciamo di credere nel Vangelo, quanta creatività mettiamo nell’amare, nel perdonare, nel costruire relazioni, nel prenderci cura degli altri?

La furbizia evangelica esiste! Non è l’arte di ingannare, ma la saggezza di chi sa operare, di chi non rimanda il bene, di chi sa utilizzare tutto ciò che ha ricevuto per costruire il futuro di Dio.

C’è anche un’accusa che attraversa la nostra vita: quella di non aver saputo amministrare bene i doni ricevuti. Il Nemico ci accusa davanti a Dio, ricordandoci i nostri sprechi, le nostre omissioni, le occasioni perdute. Quante volte abbiamo sperperato tempo, talenti, affetti, possibilità di amare!

Ma come possiamo rispondere a questa accusa? Non nascondendo i nostri fallimenti, né giustificandoci, ma imparando a investire nell’unica ricchezza che può salvarci: l’amore!

Perché l’amore copre una moltitudine di peccati. L’amore ripara, restituisce dignità, ricostruisce ciò che abbiamo distrutto. L’amore trasforma anche le nostre povertà in occasioni di bene.

Ecco allora la vera scaltrezza evangelica: fare in modo che, quando arriveremo davanti a Dio, ci siano tante persone che possano testimoniare che attraverso di noi hanno incontrato un po’ di misericordia, di accoglienza, di gratuità.

La domanda provocatoria di oggi è questa: siamo davvero furbi nel male e ingenui nel bene?

Non basta essere persone oneste. Occorre essere persone creative nell’amore, capaci di anticipare il bene, di costruire legami e di trasformare ogni occasione in una possibilità di Vangelo.

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Perché alla fine non porteremo davanti a Dio ciò che abbiamo accumulato, ma il bene che avremo saputo generare.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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