La provocazione di Gesù è chiara: noi non siamo la fonte della vita, siamo solo tralci.
La grande illusione spirituale è pensare che bastino le nostre capacità, i nostri progetti, i nostri entusiasmi. Ma un tralcio staccato, anche se sembra ancora verde, è già morto.
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Quante volte viviamo così: tagliati dalla vite, ma convinti di poter portare frutto?
Rimanere in Cristo non è un sentimento, è una scelta quotidiana di obbedienza e comunione.
Quando la nostra volontà si perde nella Sua, quando la Parola diventa la nostra linfa, allora accade il miracolo: la nostra vita comincia a somigliare alla Sua.
E lì il Padre ascolta ogni preghiera, perché non chiediamo più per noi, ma con il cuore di Cristo.
Non esistono più due volontà, ma una sola: questo è l’inizio della santità.
La domanda che il Vangelo ci lancia è radicale:
sono ancora attaccato alla Vite o sto vivendo da ramo tagliato, pieno di attività ma senza vita?
Perché il frutto che non portiamo non dipende dallo sforzo, ma da quanto spazio lasciamo a Lui dentro di noi. Così diventeremo discepoli. E solo il discepolo rivela il volto di Dio.
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A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
