La morte del Battista è lo scandalo che attraversa ogni epoca: un uomo giusto e libero ucciso non per un processo, non per un’idea, ma per un cocktail micidiale fatto di potere ubriaco, cattiveria consapevole e seduzione manipolatrice.
Giovanni non muore per un grande progetto politico.
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Muore per la leggerezza stupida di un re, l’odio feroce di una donna ferita, la sensualità esibita di una giovane che non sa nemmeno cosa sta facendo.
Muore perché il male, quando si intreccia, diventa un ingranaggio che schiaccia sempre i giusti.
E allora il Vangelo ci mette davanti una domanda brutale:
perché i giusti soccombono mentre i cattivi festeggiano?
Perché il mondo è ancora governato da poteri che non conoscono Dio, perché il male è spesso travestito da bellezza, perché la cattiveria può muoversi sotto forma di pretesa di giustizia, perché la stupidità quando si allea col potere diventa micidiale.
Eppure il cristiano, come Giovanni, non si difende con la violenza, non scende a compromessi, non scappa.
Accetta perfino la morte sapendo che la storia non finisce lì.
Tutte le volte che il mondo ha tentato di far morire i testimoni, Dio li ha trasformati in voci che attraversano i secoli.
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I martiri di oggi — quelli veri — non sono supereroi che sfidano la morte.
Sono uomini e donne che non smettono di generare vita, anche quando intorno c’è morte, paura, ingiustizia.
Il martire non cerca la morte:
cerca la verità, e la verità a volte costa la vita.
In quale personaggio ci identifichiamo?
La domanda non è comoda.
E non so se abbiamo il coraggio di rispondere sinceramente.
Siamo Giovanni?
Quando diciamo la verità senza paura, quando rifiutiamo i compromessi, quando non scendiamo a patti con l’ingiustizia… allora sì, un po’ siamo come lui.
Ma sono momenti rari.
Siamo Erode?
Quando per paura del giudizio degli altri facciamo scelte sbagliate, quando promettiamo più di ciò che possiamo dare, quando diventiamo schiavi del nostro “apparire”.
Erode non era cattivo: era debole. E la debolezza morale distrugge più del male stesso.
Siamo Erodiade?
Quando coltiviamo rancori, quando ci vendichiamo, quando usiamo gli altri per ottenere ciò che vogliamo, quando desideriamo eliminare chi ci mette davanti la verità.
Siamo la ragazza che danza?
Quando cerchiamo approvazione, quando usiamo il corpo per sentirci visti, quando ci lasciamo manipolare, quando compiamo scelte gravissime senza capire il peso delle nostre azioni.
La verità è che in noi vivono tutti questi personaggi.
Ma il Vangelo non lo dice per condannarci.
Lo dice per liberarci.
La domanda vera oggi è:
Chi voglio decidere di essere?
Il profeta che vive per la verità?
O uno dei complici del male, anche senza volerlo?
Il Vangelo ti invita a scegliere.
E come Giovanni, anche se il mondo tenta di spegnerti, la tua verità continuerà a essere voce.
Perché il male può togliere la vita, ma non può zittire la luce.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
