Prima di lasciare il mondo, Gesù consegna ai suoi non una parola, non un sentimento, ma una realtà viva: la sua pace. Una pace che non assomiglia a quella del mondo, fragile, negoziabile, piena di condizioni. La pace di Cristo è una presenza, non un’emozione: è Lui, il Risorto, che rimane nel cuore di chi lo ama e custodisce la sua Parola.
Ed è proprio qui la provocazione:
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credi davvero che la pace di Cristo è già dentro di te?
Perché se è dentro, allora nessuna tempesta può portar via ciò che Lui ha messo. Neppure il Maligno. Gesù lo dice chiaramente: quella pace non può essere rubata, non può essere corrotta, non può essere spenta. È più forte delle nostre paure, dei nostri sbagli, dei nostri nemici interiori.
La pace di Cristo è corazza: avvolge il cuore, protegge la mente, difende l’anima.
È la pace che ti fa stare in piedi quando tutto sembra crollare.
È la pace che ti ricorda chi sei: figlia amata, figlio amato, non orfano, non perduta, non abbandonato.
È la pace che apre gli occhi e ti fa vedere che non sei mai sola nella battaglia spirituale.
Allora oggi vale la pena chiedersi:
Se ho perso la pace… davvero me l’ha rubata qualcuno o l’ho lasciata cadere io?
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Sto lottando con le mie forze o sto permettendo al Risorto di lottare in me?
Vivo come una figlio amato o come una orfana spaventata?»
Perché la vera pace non è ciò che cerchi fuori:
è Chi abita dentro.
E se Cristo abita, allora la tua vita è già custodita.
E il male può bussare… ma non può entrare.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
