Gesù oggi non ci parla di un amore sentimentale, fatto di emozioni o parole dolci.
L’amore che Lui chiede è concreto, esigente, crocifiggente.
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Amare Gesù significa accogliere la sua Parola e lasciarla vivere dentro di noi, fino a trasformare ciò che pensiamo, scegliamo e facciamo. Non è un amore platonico, né ideale; è un amore che tocca la carne della nostra vita, che entra nei momenti scomodi, nelle decisioni che non vorremmo prendere, nelle conversioni che rimandiamo da troppo tempo.
Dio prende dimora solo dove trova spazio vero, non dove trova belle intenzioni.
E allora la domanda diventa scomoda ma necessaria:
Come amiamo davvero il Signore?
Lo amiamo quando ci conviene o quando ci costa?
Lo amiamo quando lo sentiamo o anche quando non sentiamo nulla?
Lo amiamo con le labbra o con le scelte quotidiane?
Lo amiamo nella Parola o preferiamo ascoltare altre voci?
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L’amore che attira il Padre, il Figlio e lo Spirito a “fare casa” in noi è un amore che obbedisce, che lotta, che persevera.
È l’amore che fa spazio, che lascia entrare la luce, che consegna le chiavi della propria vita a Dio.
Oggi Gesù ci provoca:
Se dici di amarmi, fammi spazio. Lascia che la mia Parola diventi la tua vita. Solo allora Io prenderò dimora in te.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
