La paura è la prima compagna dell’uomo e l’ultima che vorrebbe lasciare. Nasciamo piangendo e, per tutta la vita, siamo inseguiti da mille paure: di non farcela, di essere rifiutati, di perdere chi amiamo, della malattia, del futuro… fino alla paura della morte.
Nel Vangelo, mentre i discepoli sono travolti dalla tempesta, Gesù dorme. Non perché sia indifferente, ma perché vuole educarli alla fede. Quante volte anche noi pensiamo che Dio dorma! Preghiamo, gridiamo, aspettiamo una risposta e ci sembra che il cielo resti in silenzio.
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Ma il silenzio di Dio non è la sua assenza. Gesù è sulla barca. È questa la certezza che cambia tutto. La tempesta può continuare, ma se Lui è con noi non siamo perduti.
La domanda di Gesù è provocatoria: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Non rimprovera la tempesta, ma la loro poca fiducia. La fede non elimina i problemi; cambia il modo di attraversarli. Non toglie tutte le onde, ma ci impedisce di affondare.
Le paure diventano più grandi quando guardiamo soltanto il vento e le onde. Diventano più piccole quando fissiamo lo sguardo su Cristo. Solo la fede trasforma la paura in coraggio, la debolezza in forza, l’angoscia in pace.
Oggi chiediamoci con sincerità: chi guida la mia vita, la paura o la fiducia in Gesù? Perché dove regna la fede, anche la tempesta più violenta può trasformarsi in una grande bonaccia.
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
