Il Regno di Dio avanza. Che noi lo vediamo o no.
È un Regno che non aspetta i nostri tempi, le nostre strategie, le nostre ansie di controllo. Cresce con una potenza intrinseca che non dipende da noi. Noi possiamo solo predisporre il terreno: creare silenzio, accogliere, custodire, lasciare spazio. Ma la Vita c’è già, è all’opera, palpita nel nascondimento. E il mistero della Vita ci sfugge… forse perché tentiamo di misurarlo, prevederlo, banalizzarlo.
Gesù ci provoca: “Il Regno è come un seme”.
Un seme non ha bisogno di essere stressato, spinto, manipolato.
Ha bisogno solo di un terreno che non gli impedisca di essere quello che è.
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E poi c’è la legge divina della piccolezza.
Dio inizia sempre dal piccolo, dal minimo, dal quasi invisibile.
Il Regno comincia come un granello di senape: così insignificante che nessuno lo noterebbe… tranne Dio. Perché a Dio piace far crescere ciò che sembra niente: così diventa evidente a tutti che la grandezza non viene da noi.
Il piccolo non è un limite.
È la firma di Dio.
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La domanda che il Vangelo ci tira fuori oggi è semplice e tagliente:
Sto lasciando che il Regno cresca, o sto cercando di dirgli come deve crescere?
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
