Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 29 maggio 2026

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Marco mette volutamente insieme i due episodi: il fico sterile e il tempio corrotto per fare capire che il Tempio è  come quel fico tutto apparenza ma senza frutti. Segno profetico.

Quando Gesù si avvicina all’albero, trova solo foglie. Belle apparenze, zero sostanza.

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Quante volte nella nostra vita spirituale “mostriamo foglie”, ma non abbiamo frutti?

Postiamo frasi religiose, condividiamo immagini spirituali, facciamo gli auguri di Pasqua… ma quando Dio “si avvicina” alla nostra vita concreta, cosa trova?

Un cuore che accoglie? Una scelta controcorrente? Un perdono che costa? Una persona aiutata?

Oppure solo foglie decorative, senza niente che nutra nessuno?

Il fico ci ricorda che Dio non benedice le facciate, ma la verità di ciò che siamo.

E che la sterilità spirituale non è innocua: fa morire la missione.

Arrivato a Tempio di Gerusalemme, Gesù non fa complimenti: rovescia tavoli, scomoda equilibri, interrompe traffici religiosi perfetti.

Perché? Perché il sacro era diventato comodo.

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Quali “tavoli” nella nostra vita Gesù rovescerebbe oggi?

– Le scuse che ricicliamo da anni?

– Le relazioni tossiche che continuiamo a chiamare “inevitabili”?

– La fede ridotta a tradizione di famiglia?

– Il tempo sprecato nei mercati dell’irrilevanza?

Forse il vero miracolo non è guarire un malato, ma liberarci da ciò che occupa il nostro tempio interiore.

E a volte la liberazione inizia con un rumore forte: il crash dei nostri idoli che cadono a terra.

Il fico ci chiede: “Che frutti sto dando davvero?”

Il Tempio ci chiede: “Cosa deve essere rovesciato, qui dentro?”

Sono due domande che non lasciano tranquilli.

Ed è esattamente per questo che sono domande di Vangelo.

È la preghiera per la nostra conversione che se fatta con fede, verrà ascoltata e porteremo frutto anche quando nessuno se lo aspetta.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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