“Amate i vostri nemici.”
È una parola che scuote, che destabilizza, che mette a nudo il nostro cuore. Perché amare chi ci ha ferito sembra umanamente impossibile. E infatti lo è.
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Ma Gesù oggi non ci chiede di “provare simpatia” per chi ci ha fatto del male. Non ci chiede di sentirci tranquilli, sereni, pacificati. Ci chiede una cosa più alta, più divina, più trasformante: pregate per loro.
E qui sta il segreto.
La preghiera è il laboratorio della misericordia.
È il luogo dove il cuore ferito smette di sanguinare odio e comincia, pian piano, a respirare lo stile di Dio.
Perché Dio non ama i buoni e punisce i cattivi.
Dio ama tutti, sempre, gratuitamente, scandalosamente. Fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti; non divide il mondo in amici e nemici.
E noi, quando preghiamo per chi ci fa del male, iniziamo a somigliare a Lui.
È questa la perfezione cristiana: non la perfezione morale, ma la perfezione dell’amore che non esclude nessuno.
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Pregare per il nemico è la rivoluzione del Vangelo.
Non cambia subito gli altri… ma cambia noi.
Ci libera dal veleno del risentimento, ci restituisce la pace interiore, ci fa passare dalla logica dello scontro a quella della misericordia.
Allora oggi lasciati provocare da questa parola.
Pensa a un volto, a un nome, a una ferita.
Non giustificare, non negare, non cancellare.
Semplicemente portalo davanti a Dio.
Digli: “Signore, benedicilo. Trasforma anche me.”
E in quel momento comincerai a camminare nella direzione del cuore di Dio.
Lì dove l’amore non è sentimento… ma scelta, coraggio, libertà.
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
